Nuove modalità di fatturazione dal 2013

 

 

In particolare, il Decreto Legge n. 216/2012 contiene le norme modificative del decreto Iva in recepimento delle misure previste dalla Direttiva Europea n. 2010/45/UE del Consiglio del 13 luglio 2010. L’obiettivo di queste norme è quello di armonizzazione sempre più le legislazioni nazionali, riducendo le opzioni lasciate agli Stati membri, ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese, favorire le imprese introducendo documenti semplificati, diffondere la fattura elettronica e contrastare così più efficacemente le frodi in campo Iva.

 

 

Più nel dettaglio, a partire dal 2013 le novità che interessano la disciplina Iva sono:

1. Contenuto, modalità e termini di emissione, conservazione della fattura;

2. Fatturazione delle prestazioni di servizi rese tra soggetti passivi stabiliti in Paesi dell’Unione Europea;

3. Fattura semplificata e fattura elettronica.

In questo primo articolo analizzeremo le novità in tema di contenuto della fattura, modalità e termini di emissione, conservazione del documento.

 

Contenuto della fattura.

La norma di riferimento è l’art. 21 del DPR 633/72, così come novellato dalla Legge n. 228 del 2012 in vigore dal 01 gennaio 2013.

Il contenuto obbligatorio della fattura è elencato al comma 2 e prevede:

– data di emissione;

– numero progressivo che identifica in modo univoco la fattura;

– dati anagrafici e fiscali del cedente o prestatore del servizio;

– numero di partita Iva del soggetto cedente o prestatore;

– dati anagrafici e fiscali del cessionario o committente del servizio;

– numero di partita Iva del cessionario o committente e, se trattasi di un privato che non agisce nell’esercizio di imprese, arti e professioni, numero di codice fiscale;

– natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto dell’operazione;

– corrispettivo;

– aliquota e ammontare dell’imposta;

– annotazione se la fattura è emessa dal cessionario o committente per conto del del cedente o prestatore;

– data della prima immatricolazione, iscrizione in pubblici registri, chilometri percorsi o ore navigate o volate, nel caso di cessione intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi.

Rispetto alla previgente disciplina, le novità riguardanti il contenuto della fattura sono essenzialmente due:

1. numerazione progressiva che assicuri la identificazione univoca della fattura: è richiesto agli operatori economici l’utilizzo di una numerazione che assicuri, in modo univoco, la identificazione del documento fiscale.

La risoluzione ministeriale numero 1 del 10/01/2013ha precisato che è lasciata facoltà al soggetto di scegliere il metodo più congeniale per la numerazione univoca della fattura. In particolare, sono ammessi i seguenti metodi:

– numerazione progressiva nel tempo, senza azzeramento all’inizio di ogni anno solare: questo comporta l’utilizzo di una numerazione continua e progressiva, che comincerà dal numero 1 per proseguire poi ininterrottamente fino alla cessazione dell’attività;

– numerazione progressiva annuale, con azzeramento all’inizio di ogni anno solare: stesso metodo utilizzato fino al 2012. In questo caso l’univocità del documento è assicurata dalla contemporanea presenza di numero e data fattura, entrambi elementi obbligatori;

– numerazione progressiva annuale, con azzeramento all’inizio di ogni anno solare e indicazionedell’anno di riferimento: in questo caso è possibile indicare il numero fattura nel formato “numero/anno” (es. n. 1/2013, 2/2013 etc.).

2. dati anagrafici e fiscali del cessionario o committente: è indispensabile e obbligatorio indicare i dati anagrafici del cessionario o committente, nonché i dati fiscali, cioè:

– partita Iva nel caso di soggetto che agisce nell’esercizio di imprese, arti e professioni;

– soltanto il codice fiscale nel caso di soggetto privato che non agisce nell’esercizio di imprese, arti e professioni.

Nel caso in cui il cessionario o committente agisca nell’esercizio di imprese, arti e professioni, è comunque consigliabile indicare, lì dove reperibili, entrambi i dati fiscali, cioè sia il numero di partita Iva che il codice fiscale. Questo al fine di agevolare ulteriore adempimenti a carico dei soggetti (quali ad esempio lo spesometro).

Per completare il discorso sul contenuto della fattura, citiamo il comma 6 dell’art. 21 del DPR 633/72, che prevede l’indicazione in fattura di determinate “annotazioni” nel caso di particolari operazioni e cioè:

– cessioni relative a beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, non soggette all’imposta ai sensi dell’art. 7 bis comma 1, con l’annotazione “operazione non soggetta”;

– operazioni non imponibili di cui agli articoli 8, 8 bis, 9 e 38 quater (ossia esportazioni), con l’annotazione “operazione non imponibile”;

– operazioni esenti di cui all’art. 10, con l’annotazione “operazione esente”;

– operazioni soggette al regime del margine di cui al DL 41/1995, con l’annotazione “regime del margine beni usati”, “regime del margine oggetti d’arte”, “regime del margine oggetti di antiquariato o da collezione”;

– operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio, con l’annotazione “regime del margine agenzie di viaggio”.

 

Modalità e termini di emissione della fattura.

La norma di riferimento è l’art. 21 del DPR 633/72, così come novellato dalla Legge n. 228 del 2012 in vigore dal 01 gennaio 2013.

Modalità e termini di emissione sono indicati nel comma 4 che individua il momento di emissione della fattura con il momento di effettuazione dell’operazione, richiamando quanto disposto all’art. 6 dello stesso decreto Iva.

Le fattispecie principali sono:

– beni immobili: momento della stipulazione;

– beni mobili: momento della consegna o della spedizione;

– prestazione di servizi: all’atto del pagamento (regole particolari sono previste per quanto riguarda le prestazioni di servizi rese tra soggetti passivi stabiliti in differenti Paesi dell’Unione Europea – caso che verrà affrontato nel successivo articolo).

Inoltre, il comma 1 ultimo periodo dello stesso articolo 21, chiarisce che la fattura, sia essa cartacea o elettronica, si ha per emessa all’atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente.

Una importante novità riguarda la previsione di cui all’art. 21, comma 6 bis del DPR 633/72. La nuova disciplina, che si applica a partire dal 2013, amplia l’obbligo di emissione della fattura estendendolo anche alle operazioni non rilevanti ai fini Iva per mancanza del requisito della territorialità, ossia per tutte le operazioni elencate negli articoli da 7 a 7 septies del decreto Iva.

Quando queste operazioni sono rese da un soggetto passivo italiano nei confronti di un soggetto passivo residente in un altro Paese dell’Unione Europea, l’operatore italiano è obbligato all’emissione della fattura, che non prevede l’addebito dell’imposta ma l’indicazione di particolari annotazioni che descrivano puntualmente la ragione dell’esenzione e il trattamento contabile da riversare al documento.

L’estensione dell’obbligo di fatturazione anche alle operazioni non rilevanti ai fini Iva per mancanza del requisito della territorialità, ha una immediata e diretta conseguenza sulla determinazione del volume d’affari ai fini Iva. Infatti queste operazioni, ora soggette a fatturazione, confluiranno nel volume d’affari Iva aumentandolo, e avranno naturalmente riflessi anche sul diritto di accesso al rimborso Iva e sul diritto di accesso al regime semplificato. L’aumento del volume d’affari Iva, invece, non incide sul plafond degli esportatori abituali.

Un’altra importante novità in tema di emissione della fattura riguarda le prestazioni di servizi. Infatti è stata ammessa la possibilità di emissione di un unico documento fiscale nel caso in cui più prestazioni di servizi siano rese ad un medesimo soggetto nell’arco dello stesso mese. Insomma, è stata estesa anche alle prestazioni di servizi la possibilità di emissione della fattura differita, già prevista per le cessioni di beni.

 

Conservazione del documento.

Le novità sono contenute nell’art. 39 comma 3 del DPR 633/72.

Si prevede che, oltre al rispetto delle regole generali di conservazioni dei documenti fiscali (cfr art. 22 del DPR 600/73), le fatture (siano esse elettroniche che cartacee) possano essere conservate elettronicamente. Le fatture elettroniche devono essere conservate elettronicamente.

Il luogo di conservazione elettronica delle fatture può essere situato anche in un altro Stato, a condizione che con lo stesso esista uno strumento giuridico che disciplini la reciproca assistenza.

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