“Nuovo” redditometro: le indicazioni operative dell´Agenzia delle Entrate

 

Il 31 luglio l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare numero 24/E, ha emanato l’atteso documento di prassi contenente le indicazioni operative per l’applicazione del“nuovo” accertamento sintetico. Quest’ultimo, come è noto, troverà applicazione per gli accertamenti riguardanti i periodi d’imposta 2009 e successivi.

Questo intervento è dedicato all’analisi della prima parte della Circolare relativa: all’inquadramento generale dello strumento di accertamento “rivisitato”, alla classificazione delle tipologie di spesa rilevanti e ai rapporti fra “nuovo” e “vecchio” accertamento sintetico. Seguirà un successivo intervento riguardante i criteri di selezione dei contribuenti da sottoporre ad accertamenti e le modalità di svolgimento del contraddittorio con l’Ufficio.

 

Aspetti generali

La Circolare, in premessa, indica gli elementi fondamentali del “nuovo” accertamento sintetico, così come delineato dall’articolo 22 del Decreto Legge n. 78/2010. Essi, in particolare, sono:

–          la presenza di una “duplice” presunzione relativa: concernente l’utilizzo dei redditi percepiti nel corso del periodo d’imposta per fare fronte alle spese sostenute nel corso dello stesso ed il contenuto “induttivo” (n.d.a. indicativo di capacità contributiva) di una serie di beni e servizi individuati dal decreto ministeriale del 24.12.2012. Le citate presunzioni hanno carattere “relativo” e ammettono, pertanto, la prova contraria posta a carico del contribuente;

 

–          l’esistenza di una “clausola di garanzia”: rappresentata da una differenza “tollerata” fra reddito determinato sinteticamente e reddito dichiarato pari al 20%. La sussistenza di uno scostamento all’interno della soglia citata preclude l’accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate;

 

–          l’obbligo di attivazione del contraddittorio con il contribuente: l’emissione dell’avviso di accertamento deve essere preceduta da due distinte fasi nel corso delle quali il contribuente può fornire, in contraddittorio con l’Ufficio, elementi e dati volti a giustificare la non congruità del reddito dichiarato con gli elementi di spesa attribuiti;

 

–          l’applicabilità delle deduzioni e detrazioni previste dal Tuir: nel “nuovo” accertamento sintetico è previsto che nel computo del reddito complessivo attribuibile al contribuente rilevino deduzioni e detrazioni previste dal Tuir.

 

Tipologia di spesa rilevanti

Nel documento di prassi viene operata un’importante distinzione delle tipologie di spesa rilevante. In particolare, si individuano:

–          spese di ammontare certo: determinate oggettivamente dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati presenti nell’Anagrafe Tributaria (es. spese per utenze domestiche di energia e gas fornite direttamente dalle società erogatrici, canone di locazione di un immobile);

 

–          spese per elementi certi: riguardanti beni e servizi la cui disponibilità è attribuita al contribuente in base ai dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate (es. autovettura) e la cui spesa è calcolata facendo riferimento a valori medi Istat (es. spese media Istat per numero di Kw del veicolo);

 

–          spese Istat: relative a beni e servizi d’uso corrente, il cui ammontare viene stimato in base alla spesa media Istat per tipologia di nucleo familiare di appartenenza;

 

–          quota di spesa per l’acquisto di beni durevoli;

 

–          quota risparmio dell’anno: relativa alla quota di reddito non spesa nel corso dell’anno.

 

La classificazione sopra descritta assume un’importanza fondamentale, in quanto la Circolare chiarisce che la selezione dei contribuenti avverrà principalmente sulla base delle spese di ammontare certo e per elementi certi. Le spese Istat saranno computate nel reddito attribuibile al contribuente solo nel caso in cui lo stesso non sia in grado di giustificare le risorse finanziarie utilizzate per fare fronte alle prime due tipologie di spesa.

 

Rapporti fra “nuovo” e “vecchio” redditometro

Uno degli aspetti più controversi, che è emerso nel periodo successivo all’emanazione del “nuovo” accertamento sintetico, riguarda l’applicabilità delle risultanze di quest’ultimo ai periodi d’imposta precedenti al 2009. Come detto, infatti, il D.L. numero 78/2010 prevede che la nuova disciplina si applichi agli accertamenti per i periodi d’imposta 2009 e successivi.

Sul punto la giurisprudenza di merito prevalente, pronunciatasi sino alla data odierna, ha riconosciuto la rilevanza dei nuovi criteri per gli accertamenti riguardanti periodi anteriori al 2009. L’Agenzia delle Entrate, al contrario, ha sempre negato l’applicabilità “retroattiva”. Anche nella Circolare in commento l’Agenzia si limita ad affermare che il “nuovo” strumento di accertamento rappresenta una revisione completa del precedente e non una semplice evoluzione.

 

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