Rateizzazione Equitalia in 120 rate mensili

Siamo alle solite: la procedura per la rateizzazione in 120 rate delle iscrizioni a ruolo ha del ridicolo, lasciando ad Equitalia la scelta di concedere la rateizzazione in 120 rate con metodi complessi.

Partiamo dalla lettura delle parti salienti del testo:

Il contribuente su istanza può aumentare le quote in cui suddividere il pagamento delle somme iscritte a ruolo, a patto che il contribuente non sia responsabile della sua difficile situazione. (RIDICOLO)

La rateazione parte su richiesta del contribuente ed è concessa dall’agente di riscossione in base a determinate condizioni, che comprovino la reale difficoltà del contribuente garantendo, al contempo, la riscossione del debito.

L’istanza può ora riguardare, alternativamente, le 72 rate ordinarie (articolo 19, comma, 1, del Dpr 602/1973) o le 120 previste dal nuovo piano straordinario (combinato disposto dei commi 1 e 1-quinquies dell’articolo 19, come modificato dal “decreto del fare”).
Al contribuente può essere concessa una proroga, in entrambi i casi, a prescindere dal piano precedentemente accordato, sempreché ne possieda i requisiti.
In sostanza, sia chi ha già ottenuto 72 rate sia chi è stato ammesso al piano straordinario di 120 rate può fare domanda per averne altre 72, in caso di peggioramento della temporanea situazione di obiettiva difficoltà, ovvero, in caso di grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, per ragioni estranee alla propria responsabilità, altre 120.
Inoltre, il decreto specifica che, in presenza dei presupposti richiesti, i piani ordinari o di proroga ordinari già accordati alla data di entrata in vigore del decreto (8 novembre 2013), possono essere aumentati fino a 120 rate, su richiesta del debitore.

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Più specifici, però, i presupposti che fanno salire fino a 120 le rate possibili per l’estinzione del debito. Per questo tipo di soluzione, infatti, è indispensabile che la grave situazione di difficoltà risulti estranea a responsabilità imputabili al debitore e che dipenda esclusivamente dalla critica congiuntura economica.

Non basta, in sostanza, che vi sia una “temporanea situazione di obiettiva difficoltà”, come avviene, invece, per la dilazione in 72 rate.
La differenza dei requisiti per la richiesta dei due piani va valutata anche nel caso delle proroghe, a prescindere dal tipo di frazionamento di cui si è beneficiato nel primo step.
 
L’avvio del meccanismo di rateazione “straordinario” prende il via (come del resto quello ordinario) su input del contribuente, che presenta istanza motivata all’agente della riscossione, insieme ai documenti che comprovano l’impossibilità di onorare il debito negli ordinari 72 round. Il concessionario, da parte sua, valuta se effettivamente vi siano, nel caso specifico, i presupposti stabiliti dalla norma per concedere la rateazione più lunga e le condizioni di solvibilità in relazione al frazionamento concedibile, ipotesi che si realizza quando la rata:

  • per le persone fisiche e le ditte individuali con regimi fiscali semplificati, è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente, come risulta dall’Indicatore della situazione reddituale (Isr) rilevabile dalla certificazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee)
  • per gli altri soggetti, è superiore al 10% del valore della produzione, rapportato su base mensile ed enucleato ai sensi dell’articolo 2425, numeri 1), 3) e 5), del codice civile, e l’indice di liquidità [(liquidità differita + liquidità corrente) / passivo corrente] è compreso tra 0,5 e 1. 

In entrambi i casi, il richiedente deve allegare all’istanza la relativa documentazione aggiornata.
 
Lo Stato, invece di creare meccanismi complessi, dovrebbe proporre rateizzazioni semplici con abbattimento di sanzioni e interessi.

In questo modo saranno in pochi a poter aderire.

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