La tassazione dei diritti d’autore

Sempre più persone, chi per passione chi per semplice diletto, si dedicano al scrivere libri o articoli su giornali e riviste percependo di conseguenza dei ricavi.
Ricevo molte richiesta di informazioni sul trattamento fiscale di tali compensi, ed è per questo motivo che con ho deciso di pubblicare questo articolo sul mio blog affinché tutti possano tenere il corretto comportamento fiscale.

E’ importante che sia chiaro per tutti che la realizzazione di un prodotto editoriale su supporto cartaceo oppure informatico non rileva alcuna differenza ai fini fiscali come tra l’altro previsto dalla Legge 62 del 07.03.2001. Di seguito la stessa legge ha distinto il redattore degli articoli dal correttore di bozze che vede oggi una differente disciplina fiscale applicabile.

 

Tassazione

L’art. 2222 del codice civile considera il prodotto editoriale al lavoro autonomo così come ripreso dall’art. 53 comma 2 lettera b) del Testo Unico, mentre il successivo articolo 54 comma 8 del Testo Unico ne determina la tassazione.

I proventi percepiti nell’anno al netto della riduzione forfettaria del 25%, aumentata al 40% per gli autori di età inferire ai 35 anni, devono essere tassati.

Esempio: A fronte di un compenso lordo di € 1.000,00, il committente applica alla fonte una ritenuta d’acconto del 20% al netto della deduzione. Quindi (€ 1.000,00 – 25% = € 750,00 x 20% = € 150,00 ritenuta da versare) mentre l’autore riceverà (€ 1.000,00 – € 150,00 = € 850,00 netto a incassare)

Su tale importo ridotto il committente applica alla fonte una ritenuta a titolo d’acconto del 20%, ritenuta che l’autore potrà scomputare dalle tasse da pagare.

Vendita diretta dell’opera

L’autore potrebbe decidere di vendere direttamente a terzi il supporto cartaceo o informatico sul quale viene presentata l’opera.
L’Agenzia delle Entrate nel 2004 ha risposto ad un quesito dichiarando che si realizza un attività d’impresa assumendo la qualifica anche di editore, e di conseguenza l’attività risulta soggetta ad iva, e alle norme particolari per gli editori.
Da non sottovalutare che se l’attività è svolta senza requisiti professionali o dell’abitualità si configura un attività commerciale di tipo occasionale.

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