MOSS – Applicazione dell’Iva nell’e-commerce

MOSS - mini one stop sjop

Dal 1 gennaio 2015 è in vigore il regime iva che evita al fornitore di doversi registrare presso ogni Stato membro che si chiama MOSS (Mini One Stop Shop).

Ricordiamo che il MOSS è obbligatorio per le società che prestano servizi TBES (Telecomunications, Broadcasting, Electronically-supplied services) (telecomunicazioni, broadcasting, e forniture di servizi elettronici), è facoltativo per il resto delle imprese, è valido per 3 anni dalla sua adesione e può essere applicato dalle imprese Ue ed Extra Ue ricoprendo l’intero territorio europeo.

Come funziona

Il soggetto passivo che si è registrato al MOSS, nel suo paese di identificazione, deve trasmettere telematicamente con cadenza trimestrale la dichiarazione iva dove vengono forniti dettagliatamente le operazione effettuate, e versando contestualmente l’iva. Quest’ultimo paese provvederà a trasmettere per ogni paese di competenza i dati e gli importi dell’iva di competenza.
Quindi possiamo dire che il MOSS manderà in soffitta la Identificazione Diretta ed in alcuni casi la Rappresentanza Fiscale.

Per i soggetti passivi dello Stato membro UE il paese identificativo diventa quello del proprio domicilio fiscale, mentre per il soggetto passivo non facente parte degli Stati membri UE potrà scegliere qualunque paese della UE.

Da segnalare che l’applicazione del MOSS è differente per ogni paese membro, e per fare un esempio parliamo delle aziende UK che sono esentate dall’attribuzione di un numero Iva fino ad un fatturato annuo di 81,000 sterline. In Italia questa esenzione non esiste, quindi le cose sono più complesse.

Queste nuove regole, che identificano la prestazione resa nel paese dove viene reso il servizio, hanno un peso burocratico molto elevato alle imprese TEBS che si tradurranno in costi riversati ai consumatori finali.

mossL’applicazione del MOSS richiede l’assistenza di software in grado di essere aggiornati con tutte le percentuali iva corrispondenti dei 27 paesi membri. Il problema diventa complesso quando il fornitore di servizi deve individuare il paese reale di residenza del cliente, in quanto sappiamo benissimo che attraverso provider è possibile operare un acquisto dichiarando di essere in un altro paese. Alcuni operatori fanno riferimento alla mail del cliente.

Ricordiamo che alcuni operatori stanno determinando dei prezzi differenti per paese causate delle differenze percentuali dell’iva al consumo e questo spingerà sempre più clienti a cercare di effettuare un acquisto identificandosi da altro paese. In realtà sembrerebbe che il MOSS diventerà un deterrente per quelle aziende che realizzano nel loro mercato nazionale il 97% del fatturato e decideranno di abbandonare il 3% del mercato europeo per problemi di “burocrazia”.

Quindi possiamo dichiarare che il principio comunitario di libero scambio e circolazione dei beni viene totalmente ignorato dal nuovo adempimento MOSS, per non dire che l’OECD sta predisponendo una guida chiamata “guidelines moss” per determinare le differetenti tassazioni Iva di 160 paesi affinché lo stesso concetto venga esteso a tutti i paesi. Infatti la Commissione Europea sta cercando di estendere il concetto della tassazione del luogo della fornitura a tutti i servizi e beni creando potenzialmente la necessita per una azienda multinazionale di poter aprire fino a 160 postazioni contabili MOSS.

Vedremo nei prossimi mesi cosa accadrà e vi terremo aggiornati.

 

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