La tassazione dei lavoratori all’estero

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La tassazione dei lavoratori all’estero è disciplinato da diversi istituti giuridici che si caratterizzano dalla sfera temporale, e sono:

  • Trasferimento della sede di lavoro;
  • Il Distacco;
  • La Trasferta.

Trasferimento della sede di lavoro

Per essere più chiari definiamo immediatamente il “trasferimento” che ha la caratteristica di avere una durata temporale indefinita. Quindi si parla di trasferimento quando la variazione della sede di lavoro è senza una scadenza, cosi come meglio esposto nella sentenza della Corte di Cassazione del 2 dicembre 1988 al n.6532.

 

Il Distacco

Istituto giuridico del “distacco” è disciplinato dal D. Lgs. 276/2003 (legge Biagi). Il “distacco” si configura quando un datore di lavoro pone temporaneamente, uno o più lavoratori, a disposizione di altro soggetto per l’esecuzione di una determinata attività lavorativa. Esso si caratterizza dal “trasferimento” in quanto il “distacco” prevede la data di inizio e cessazione. Un altra importante differenza è la responsabilità del datore di lavoro distaccante che rimane in essere per tutta la durata del “distacco“.

 

La Trasferta

La “trasferta” differisce dal “trasferimento“, dalla durata temporale definita. Quindi parlasi di “trasferta” quando non una durata certa del rientro in sede il lavoratore.

 

 

Tassazione applicata al lavoratore

Quando il “trasferimento” o il “distacco” o la “trasferta” è inferiore a 180 giorni la tassazione è esclusiva in Italia. Mentre solo in alcuni casi, dove la durata del è superiore a 180 giorni possiamo avere una doppia tassazione. Questi casi si verificano spesso nel “distacco” all’Estero, caso molto frequente.

 

Le verifiche preventive da fare per applicare la corretta tassazione del lavoratore sono:

  • La residenza fiscale del lavoratore;
  • La tipologia del contratto di distacco;
  • La durata del distacco;
  • Le convenzioni contro le doppie imposizioni siglate tra i paesi.

 

Residenza fiscale del lavoratore

Nel nostro ordinamento le imposte sui redditi vengono pagati sui redditi prodotti in Italia che nel resto de mondo, (worldwide taxation principle) articolo 2 e 3 e 23 del TUIR.

Per meglio approfondire clicca qui e dopo qui.

 

Quindi, se avete letto i precedenti articoli, affinché non si configuri il presupposto di residenza in Italia è indispensabile che nei confronti del lavoratore si realizzino tutti e tre i presupposti:

  1. Non essere iscritto nelle anagrafiche italiane;
  2. Non avere il domicilio fiscale in Italia;
  3. Non avere la residenza anagrafica in Italia.

 

Applicazione della Tassazione concorrente

Qualora il lavoratore distaccato mantiene la residenza italiana ed è soggetto alla “worldwide taxation principle“, in deroga a tale principio esiste la disposizione dell’articolo 51, comma 8-bis del TUIR che prevede una agevolazione per il lavoratore assoggettando il suo reddito secondo le regole della “Retribuzione Convenzionale” definite annualmente dal Ministero del Lavoro. Bisogna fare attenzione che il dipendente mantenga il distacco per una durata superiore a 183 giorni, non nell’arco solare, ma dalla data di inizio contratto di distacco. Tassazione delle Retribuzioni Convenzionali.

 

Nelle prossime settimane pubblicheremo ulteriori approfondimenti per meglio supportare i lavoratori che oggi vengono chiamati a svolgere le loro mansioni fuori dai confini nazionali.

 

 

 

 

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