Nuova residenza digitale in Italia, respiro anche per le nostre imprese?

Residenza digitale in Italia

Abbiamo pubblicato qualche giorno fa l’articolo sulla e-residency in Estonia, sconvolgendo molti lettori e raccogliendo molte critiche e offese gratuite. Dobbiamo imparare ad essere più critici con noi stessi e domandarci se la crisi in Italia non sia frutto anche dei nostri comportamenti rivolti a colpevolizzare gli altri pur rimanendo seduti in quella sedia, d’avanti a facebook, sparando offese gratuite a tutti. Oggi parliamo della residenza digitale in Italia, sperando in una reazione migliore.

Vediamo in breve di cosa tratta la legge sulla residenza digitale in Italia.

La legge 11 marzo 2014 n.23 ha delegato il Governo alla realizzazione di decreti legislativi per la realizzazione di un sistema fiscale più equo creando un contesto di maggiore certezza, riducendo gli adempimenti per le imprese oltre agli oneri amministrativi, adeguando la normativa interna alle recenti pronunce della Corte di Giustizia con uno sguardo all’era digitale.

Il 6 agosto 2015 il Consiglio dei Ministri, dopo il passaggio dalle commissioni parlamentari ha dato il via libera alle disposizioni del decreto che tratta i seguenti argomenti:

  • Accordi preventivi per le imprese con attività internazionale;
  • Interpello sui nuovi investimenti;
  • Dividendi provenienti da soggetti residenti in Stati o territorio a regime fiscale privilegiato;
  • Interessi passivi;
  • Disposizioni in materia di costi balck list e di valore normale;
  • Consolidato nazionale;
  • Stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.

Inoltre il Governo sta guardando con attenzione la e-residency Estone e quella in arrivo nei prossimi mesi dal paese del Sol Levante. Sicuramente avremo a breve notizie interessanti per la crescita delle imprese digitali in Italia.

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