Brexit: L’Inghilterra finirà in White List o Black List?

Il popolo inglese ha deciso per il “leave”, quindi lasciare l’Europa, ed a prescindere di tutto il terrorismo mediatico della nostra Tv nazionale, il popolo inglese sta prendendo sempre più consapevolezza che sarà un momento molto difficile, e che alla fine i vantaggi saranno di gran lunga superiori e duraturi degli effetti non positivi che si abbatteranno nei primi 2 anni.

Le Borse accusano il colpo, il popolo NO, perché nella vita reale di tutti i giorni il popolo non ha tempo e non ha disponibilità per investire in Borsa.

Ed allora , chi subisce lo “shock brexit”?

  • Borse
  • Mondo Professionale
  • Gruppi d’Impresa
  • Stabili Organizzazioni in UK

Le basi giuridiche, vedi il piano d’azione BEPS che vedeva la cooperazione in materia fiscale e lo scambio di informazioni, perde la sua efficacia. L’accordo contro le doppie imposizioni siglato tra l’Inghilterra ed i paesi Europei e del Mondo, per gli addetti ai lavori, aveva una sua unicità che permetteva, alle società con sede in Inghilterra, di avere una marcia in più.

Certo l’Inghilterra vive un temporaneo momento di contrasto interno dove da un lato capeggia l’articolo 50 del Trattato Ue che stabilisce che ogni paese può recedere dalla Unione Europea in accordo con le consultazioni diplomatiche interne, cosa che non è avvenuta, e dall’altra la manifestata volontà sovrana del popolo. Quindi ad oggi l’Inghilterra è un paese appartenente alla UE, fino alla naturale scadenza dei 2 anni per la rinegoziazione dei propri accordi con la UE.

Ad oggi l’Inghilterra non ha ancora notificato al Consiglio Europeo la decisione di recedere dalla Ue, e salvo “referendum-bis” o “turnaround” essa è democraticamente un paese Extra-Ue.

Inoltre non avendo sottoscritto nessun accordo di trasparenza fiscale è anche difficile individuare l’Inghilterra un paese nella White List o Black List.

Sono problematiche che per gli addetti ai lavori hanno una rilevanza strategia, si pensi al rapporto Iva tra l’Inghilterra ed i 27 paesi UE, ai rapporti con i Dazi Doganali ed i rapporti di Transfer Price.

Le Agenzie Fiscali dei paesi aderenti alla UE non hanno ancora inoltrato alcuna richiesta di “Tax Transparency Agreement” all’Inghilterra e questo spaventa i Gruppi ed i Professionisti perché è sinonimo di “incapacità” ad affrontare il momento e mancata conoscenza delle cause/effetto, oltre al fatto che non detta una linea chiara del comportamento da adottare.

Quello che è certo che l’Inghilterra al 2016 non scambia informazioni con i paesi Europei e questo le permette di essere scelta come meta dei grandi gruppi societari.

 

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