La residenza fittizia, l'Agenzia delle Entrate colpisce ancora

Residenza fittizia, l’Agenzia delle Entrate colpisce ancora

A conferma dei precedenti articoli sull’importanza di pianificare una strategia, a tutela del cambio di residenza di un cittadino italiano, per contrastare la presunzione di residenza fittizia da parte dell’Agenzia delle Entrate, la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, con sentenza n.1685 del 13 marzo 2017, ha condannato alcuni imprenditori al pagamento di oltre 100 milioni di euro per aver occultato all’estero un ingente patrimonio.

Residenza fittizia: come avviene la contestazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle Entrate

Quando l’Agenzia delle Entrate contesta la residenza fittizia all’estero, contesta tutti i redditi del passato in quanto gli stessi non sono stati dichiarati in Italia.

La Task Force messa a punto dall’Agenzia delle Entrate a verificato una serie di comportamenti, movimenti bancari, utilizzo di carte di credito, telefonini, ecc, da cui ha potuto evincere la residenza fittizia anche se in realtà i contribuenti risiedevano meno di 183 giorni in Italia.

I giudici di merito hanno richiamato alcune precedenti pronunce della Cassazione:

  • Sentenza di Cassazione 13819/2003
  • Sentenza di Cassazione 4306/2010

Entrambe le pronunce hanno ribadito, nel 2003 e nel 2010, che il contribuente deve conservare tutti gli elementi indiziari della propria residenza e verificare che abbiano una concordanza e valenza incrociata. Quindi è sempre importante rivolgersi ad un Esperto in Fiscalità Internazionale e seguire le sue indicazioni alla lettera, al fine di soddisfare le sentenze sopra riportate.

L’Agenzia delle Entrate è pronta a disconoscere la vostra residenza in qualunque posto del mondo, gli basta poco. Sarete voi, dopo, a dover dimostrare il contrario, sempre se avrete fatto bene i “compiti a casa” nei precedenti 5 anni. Compito molto arduo.

 

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