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Detenzione di partecipazioni estere: arriva la nuova tassazione in Italia

L’imprenditore italiano sarà sempre più vessato dal fisco italiano e da quello europeo, in quanto per i governi la regola numero 1 è incrementare la tassazione ad ogni livello.

Attualmente la disciplina italiana sulla tassazione delle società estere controllate è disallineata dalla Direttiva Comunitaria anti-elusione 2016/1164, che amplia le ipotesi di tassazione per trasparenza in Italia.

Italia: la tassazione attuale sulla detenzione di partecipazioni estere

L’articolo 167 del T.U.I.R. prevede la tassazione in Italia delle società estere controllate, direttamente o indirettamente, da soggetti residenti in Italia, sia che le società siano residenti in “paradisi fiscali” e in particolari condizioni, sia che le società siano residenti in Paesi white list.

La regola è attuabile nei casi in cui il controllo sia:

  • Controllo diretto: maggioranza dei voti in assemblea ordinaria
  • Controllo di fatto “interno”: influenza dominante in assemblea ordinaria
  • Controllo di fatto “esterno”: influenza dominante in assemblea in ragione di vincoli contrattuali

Al fine di conservare i benefici dell’investimento estero, gli effetti di questa normativa hanno portato a evitare il controllo delle società estere con i diritti di voto ed evitare la tassazione per trasparenza, in favore di:

  1. mantenimento della partecipazione estera;
  2. controllo della società estera con l’azione congiunta di numerosi soci di maggioranza.

Sotto la bandiera dell’ANTI-ELUSIONE, l’Europa pretende maggiore tassazione e maggiori prelievi. La nuova direttiva che ha emanato per combattere gli illeciti sta in realtà tracciando dei solchi sempre più grandi tra i confini dei paesi europei: porterà sempre più cittadini italiani ed europei a trasferire ogni tipo di interesse da un paese a un altro in modo definitivo.

Focalizziamoci sulla direttiva comunitaria che a breve sarà adottata dal fisco italiano per tassare la detenzione di partecipazioni estere.

La Direttiva Comunitaria anti-elusione 2016/1164

L’articolo 7 della Direttiva prevede anche l’applicazione delle regole sulle società estere controllate dell’articolo 167 del T.U.I.R. anche nei seguenti casi:

  • i soggetti italiani che detengono, direttamente o indirettamente, il 50% del capitale oppure abbiano il diritto a ricevere oltre il 50% degl’utili delle società estere controllate;
  • i soggetti italiani che hanno partecipazione al capitale oppure a gli utili, anche in forma inferiore, e che in forma congiunta raggiungano il 50%, c.d. controllo congiunto.

Questa normativa che a breve verrà recepita dall’ordinamento italiano sarà come uno tsunami fiscali sui redditi di molti italiani che hanno investito all’estero e che oggi pagano le imposte solo sui dividendi ricevuti, mentre domani pagheranno come una società italiana a tutti gli effetti.

Investire in partecipazioni all’estero è sempre più difficile ed è per questo motivo che una pianificazione fiscale attraverso un Business Project Asset ed un European Business Strategy è sempre la scelta migliore.

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