Esterovestizione un reato grave residenza fiscale fittizia

Esterovestizione: un reato grave, spesso commesso senza saperlo

Sempre più imprenditori commettono il reato di esterovestizione senza esserne consapevoli. Perché accade ancora oggi? Come si può evitare l’accusa e il reato?

 

Le responsabilità e le cause sono ben individuabili e connesse fra loro:

  1. Disinformazione diffusa mediante Internet e Social media;
  2. Mancata ripresa economica;
  3. Professionisti senza scrupoli.

Vediamole singolarmente.

 

Internet e Social media

Con l’avvento di Internet prima e dei Social media poi, la comunicazione è diventata più veloce, gratuita e priva dei controlli relativi alla qualità e all’attendibilità delle fonti dell’informazione tipici del giornalismo e della ricerca scientifica.

Molti “leoni da tastiera” si improvvisano esperti e pubblicano “informazioni errate, travisate e alle volte false” senza un organo di controllo in grado di punirli per i danni che causano alle persone. La creazione di “false credenze” è molto comune. In passato è capitato anche a me di incrociare persone impreparate subito pronte a contestare i miei articoli giudicandoli troppo restrittivi. Queste persone hanno anche dispensato consigli imprecisi, che hanno dimostrato una totale ignoranza sulle normative vigenti e le loro particolarità.

 

Mancata ripresa economica

La mancata ripresa economica ha portato sia a un maggiore espatrio dei giovani, sia alla crescita costante del numero di persone che cercano di costruire opportunità economiche oltre confine, senza abbandonare la propria residenza. Il reato di residenza fittizia però è dietro l’angolo se non si rispetta ogni virgola delle normative.

Vengo spesso contattato da imprenditori che nella massima trasparenza mi raccontano di aver aperto società all’estero e di gestirle dall’Italia pensando di essere nella massima legalità, ma si sbagliano.

 

Professionisti senza scrupoli

Esistono sedicenti professionisti che consigliano pratiche illegali senza ogni minimo scrupolo per le persone coinvolte e le loro famiglie.

Molti invogliano gli imprenditori ad aprire le loro società all’estero, senza in realtà conoscere le normative. Le dichiarazioni ai loro clienti sono contrastanti: affermano di essere perfettamente in regola, quando in realtà la situazione è ben diversa.

 

Qual è la verità?

Cosa può fare il contribuente italiano per non rischiare di ricadere nel reato di esterovestizione?

  1. Il contribuente non può stabilirsi formalmente all’estero con la propria residenza e continuare ad operare dall’Italia;
  2. Il contribuente non può operare dall’Italia per la gestione di una società estera;
  3. Il contribuente non può usare prestanomi per la gestione di una società estera.

 

Esistono soluzioni legali per allontanare il rischio dell’esterovestizione?

Sì, esistono soluzioni legali previste dalla normativa italiana ed europea, tuttavia richiedono di essere vagliate caso per caso. Per questo motivo è importantissimo fare la scelta giusta per la propria situazione aziendale specifica. Per evitare errori e concretizzare tutti i vantaggi del cambio di residenza, è possibile ricorrere a uno strumento affidabile come l’Assistance Strategy Residency, che si può approfondire in questo articolo.

Molti imprenditori decidono di cambiare residenza per risparmiare le altissime imposte italiane e conservare risorse per necessità aziendali o anche personali. La scelta è comprensibile e condivisibile, ma la dev’essere consapevole e priva di rischi.

Per maggiori informazioni relative al cambio di residenza, rivolgiti a un’esperto di Fiscalità Internazionale scrivimi a piero@pierodibello.com

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