Nuova residenza digitale in Italia, respiro anche per le nostre imprese?

Residenza digitale in Italia

Abbiamo pubblicato qualche giorno fa l’articolo sulla e-residency in Estonia, sconvolgendo molti lettori e raccogliendo molte critiche e offese gratuite. Dobbiamo imparare ad essere più critici con noi stessi e domandarci se la crisi in Italia non sia frutto anche dei nostri comportamenti rivolti a colpevolizzare gli altri pur rimanendo seduti in quella sedia, d’avanti a facebook, sparando offese gratuite a tutti. Oggi parliamo della residenza digitale in Italia, sperando in una reazione migliore. Continua a leggere…

Vivere in Svizzera: i motivi per cui è il posto giusto per ricominciare.

SVIZZERA

Esiste un detto, i soldi chiamano altri soldi.

Oggi in Svizzera ogni 1.000 abitanti sono presenti 135 milionari, quindi poco più del 13%.

Per continuare a parlare di statistica circa 7.200 miliardi sono presenti all’interno dei confini della Confederazione Elvatica con una media di 90 miliardi ogni 100.000 abitanti, 9 miliardi ogni 10.000 abitanti, 900 milioni ogni 1.000 abitanti, 90 milioni ogni 100 abitanti, 9 milioni ogni 10 abitanti, 900.000 ogni abitante.

Dati ufficiali dell’ultimo rapporto sulla ricchezza mondiale elaborato da una nota società statunitense, da cui si evince che molti di questi miliardari sono stranieri. Continua a leggere…

Vendere nelle fiere in Europa: sai come gestire beni, IVA e dazi?

Vendere beni all'estero in fiera
Sempre più imprenditori italiani partecipano occasionalmente oppure assiduamente a fiere in paesi della Unione Europea e ci si chiede quale comportamento adottare per i beni venduti nelle fiere di paesi UE con particolare attenzione nell’ambito Iva.

Si pensi ad un imprenditore italiano che partecipa ad una fiera in uno Stato membro, e che si ritrova a dover adempiere a regole nuove dettate dai regolamenti europei ed a dover adempiere a regole del paese ospitante la fiera.

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E-commerce è la vera rivoluzione per il proprio business

e-commerce
L’Italia è un paese emergente nel fattore e-commerce, proprio come lo sono i paesi del quarto mondo nella produzione. Infatti l’e-commerce in Italia è ancora terra di conquista registrando tassi di crescita molto elevati grazie al ritardo che gli imprenditori italiani hanno nei confronti dei competitor esteri.

Il mercato dell’e-commerce straniero è in forte crescita con e-shopper attenti al Made in Italy. Le Pmi italiane devono assolutamente intercettare questa domanda straniera cogliendo l’opportunità di vendere online all’estero. Certo che le ultime normative in materia di MOSS non sono incoraggianti per i piccoli operatori italiani, sta di fatto che l’occasione è ghiotta e chi prima di struttura avrà la possibilità di fidelizzare il cliente.

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Opportunità per fare impresa in Ungheria

fare impresa in Ungheria

L’Ungheria è una paese facente parte dell’Europa limitrofa all’Austria, Slovenia, Slovacchia, Ucraina, Romania, Serbia e Croazia con condizioni economico e sociali molto favorevoli, vantaggi fiscali ed altissimo valore costo del lavoro e qualifica professionale che lo posizionano tra i migliori paesi per far crescere la propria start-up.

Attualmente la moneta utilizzata è lo scellino ungherese chiamato HUF, dove 1 euro rappresenta all’incirca 300 scellini ungheresi.

Ricordiamo che l’Ungheria ha sottoscritto la convenzione contro le doppie imposizioni sul reddito OCSE.

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MOSS – Applicazione dell’Iva nell’e-commerce

MOSS - mini one stop sjop

Dal 1 gennaio 2015 è in vigore il regime iva che evita al fornitore di doversi registrare presso ogni Stato membro che si chiama MOSS (Mini One Stop Shop).

Ricordiamo che il MOSS è obbligatorio per le società che prestano servizi TBES (Telecomunications, Broadcasting, Electronically-supplied services) (telecomunicazioni, broadcasting, e forniture di servizi elettronici), è facoltativo per il resto delle imprese, è valido per 3 anni dalla sua adesione e può essere applicato dalle imprese Ue ed Extra Ue ricoprendo l’intero territorio europeo.

Come funziona

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Residenza Fiscale: il vincolo affettivo decade

vincolo affettivoSentenza della Corte di Cassazione “senza precedenti”, che ha chiarito definitivamente l’estraneità del mantenimento della residenza della famiglia dell’imprenditore in Italia quale presupposto al pagamento delle tasse in Italia, quindi il vincolo affettivo decade.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.6501 del 31.03.2015, ha definito che, se un cittadino lavora e risiede all’estero non è tenuto a pagare le tasse in Italia, nemmeno se possiede il vincolo affettivo in quanto non hanno nessun nesso con il domicilio fiscale. L’importante è mantenere la prova documentale che si dimori per più di 183 giorni fuori dall’Italia.

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Il credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero

creditoIl credito d’imposta sul reddito estero è stato oggetto di chiarimenti con la Circolare 9/E del 5 marzo 2015 da parte dell’Agenzia delle Entrate dove ha fornito maggiori dettagli operativi e di funzionamento del foreign tax credit, illustrando i presupposti di applicabilità ed il suo meccanismo di calcolo.

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