Come trasferire la propria residenza a Malta: informazioni e requisiti

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Molti cittadini italiani hanno fatto la scelta di trasferirsi a Malta, chi alla ricerca di un lavoro, chi per fuggire da un fisco assillante e da una burocrazia insopportabile, chi alla ricerca di una tassazione più equa e civile, tutti quanti sollevati dal fatto che Malta offre un estate di almeno 7 mesi l’anno, mare, spiagge, divertimento e incontri con popoli di tutto il mondo.

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I contribuenti minimi in Italia pagano quanto le società a Malta

Molti piccoli imprenditori spesso guardano ad altri Paesi europei come Malta per aprire un’attività con una tassazione del 5%.

Qual è il problema più grande per i piccoli imprenditori che intendono aprire la partita IVA in Italia?

Sicuramente quello di contenere i costi. Soprattutto i costi che hanno a che fare con il fisco.

Oggi il regime dei minimi può essere d’aiuto a chi inizia un attività in Italia ed ha una tassazione equiparata alle Company Limited Maltesi perché scontano un imposta onnicomprensiva del 5%.

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere un contribuente alle prime armi per accedere al regime dei minimi?
E soprattutto, cosa prevede il regime dei minimi? Si risparmia davvero? È  conveniente?

Molti sono i dubbi.

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Malta seconda sul podio per IVA solo al 18%

Pubblicati dalla Taxud i valori dell’Iva dei Paesi UE.
Andiamo a vedere i risultati:

La classifica delle aliquote Iva per il 2014, la new entry Croazia

La classifica 2014 delle aliquote Iva standard applicate nei Paesi membri dell’Unione Europea non presenta particolari variazioni rispetto a quella dell’anno precedente. In testa alla “graduatoria” delle aliquote Iva standard troviamo infatti ancora  l’Ungheria (con un rate del 27%), così come il Lussemburgo (aliquota al 15%)  si conferma il Paese che chiude la classifica.
Al secondo posto, con 25 punti percentuali, si trovano la Svezia e la Danimarca, affiancate in questa posizione da una new entry dell’Unione Europea: la Croazia, ventottesimo nuovo Stato membro. Con un’aliquota al 24% segue, come nel rapporto 2013, la coppia Finlandia-Romania.
A breve distanza il quartetto del 23%, formato come lo scorso anno da Grecia, Irlanda, Polonia e Portogallo.
A quota 22 troviamo invece due Paesi: la Slovenia, con un aumento di due punti rispetto all’anno precedente, e l’Italia. Folto il gruppo dei Paesi che fissano lo “standard rate” al 21% (Belgio, Repubblica Ceca, Spagna, Lettonia, Lituania e Olanda).
Sono sei, invece, i Paesi in cui l’aliquota standard è fissata al 20%: Austria, Bulgaria, Estonia, Slovacchia, Regno Unito e la Francia (che dall’1 gennaio 2014 innalza l’aliquota dello 0,4% rispetto al 19,6% in vigore dal 2000). Completano la mappa delle aliquote Iva standard applicate nell’Unione Europea, Cipro e la Germania (19%) e Malta (18%).

Malta si classifica al secondo posto come aliquota più bassa.

Pensione italiana erogata in Polonia (e in altri Stati europei)

La pensione mi viene accreditata al netto delle ritenute prelevate in Italia e poi è tassata anche in Polonia. Cosa fare per evitare la doppia tassazione?

Le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno Stato contraente in relazione a un cessato impiego, sono imponibili soltanto nello Stato di residenza del beneficiario della pensione (articolo 18 della convenzione tra Italia e Polonia sulle doppie imposizioni).

Fanno eccezione a tale regola soltanto le pensioni emesse in seguito all’esercizio di funzioni pubbliche (articolo 19, comma 2, della convenzione).

Per evitare la doppia imposizione fiscale è necessario chiedere all’Inps, ente erogante, la non effettuazione delle ritenute alla fonte sulla pensione, in quanto il reddito è assoggettato a tassazione nel Paese di residenza.

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Formazione e dintorni

Nomina Srl è una Società di Consulenza nella quale collaborano professionisti accreditati all’albo della Presidenza del Consiglio dei Ministri in qualità di esperti di Progettazione, Formazione, numerosi esperti di diritto comunitario, fondi strutturali e tutoraggio di impresa, ed iscritti in Albi professionali: Avvocati, Dottori Commercialisti, Analisti di finanza agevolata ed esperti di internazionalizzazione di impresa.

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Rappresentanza fiscale, stabile organizzazione e identificazione diretta ai fini Iva

All’interno del quadro normativo comunitario e nazionale, il rappresentante fiscale ai fini IVA svolge un ruolo fondamentale per l’assolvimento degli obblighi di soggetti residenti all’estero, per le operazioni effettuate in Italia, in assenza di stabile organizzazione. Il soggetto non residente – comunitario o extracomunitario – che effettua nel territorio dello Stato operazioni rilevanti ai fini IVA, può adempiere ai relativi obblighi o esercitare i relativi diritti nominando un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato oppure identificarsi direttamente.
Mentre pochi conoscono l’opportunità dell’Identificazione Diretta.

Facciamo chiarezza:

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Perché gli imprenditori spostano la loro impresa in Malta?

Da sempre uno dei modi più efficaci per far capire le cose è fare degli esempi. Dunque analizziamo la situazione tra due attività equivalenti situate rispettivamente in Italia e a Malta.

Le due attività commerciali o di servizi producono un volume d’affari di € 100.000 ed hanno un costo di gestione pari a € 40.000:

La prima differenza sta nella deducibilità e detraibilità dei costi:, infatti a Malta non esistono tutti i limiti fiscali esistenti in Italia ed inoltre i costi di gestione sono di gran lunga inferiori grazie alla ridotta pressione fiscale ed al carico iva del 18%. Questo porta una differenza di costi deducibili del 30%, quindi potremo ipotizzare che il costi di gestione per € 40.000 in Italia, ammonteranno a € 30.000 per Malta.

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La Service Tax quanto costerà agli Italiani?

Aprire una Ltd in Malta ed operando in Italia con l’appoggio della consulenza fiscale internazionale della Shelfind Limited, dove opero come Consulente, può risultare molto utile, soprattutto per gestire in tranquillità i propri affari tra molteplici regolamentazioni, con un occhio all’ottimizzazione del carico fiscale della propria società.

La gioia seguita all’abolizione dell’Imu 2013 da parte del governo Letta è durata poco, lasciando il campo a un sospetto atroce: quanto costerà alle tasche degli italiani la cancellazione della tassa sulla casa?

Un dubbio legittimo ma reso vano dalla notizia che l’imposta dal prossimo anno tornerà sotto mentite spoglie.

Non si chiamerà più Imu ma Service Tax e ingloberà al suo interno anche la Tares, che a sua volta aveva sostituito Tarsu e Tia.

Un labirinto in cui è difficile orientarsi, ma una cosa è sicura, il conto sarà molto salato. Continua a leggere…

Tassazione di società maltesi

Le società registrate a Malta sono soggette a imposta sul reddito ovunque generato, dacché sono considerate come residenti ordinarie e domiciliate a Malta, in virtù della loro registrazione. Quelle registrate all’estero sono considerate residenti a Malta se la gestione e il controllo vengono esercitati sul suo territorio, laddove le società non residenti né domiciliate a Malta sono soggette soltanto all’imposta su redditi e capital gain prodotti nel Paese.

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