VIES: richiesta di iscrizione anche in via telematica

L’Agenzia delle Entrate ha attivato un nuovo canale web per richiedere l’iscrizione Vat Information Exchange System (VIES) che consente di richiedere direttamente in via telematica la propria iscrizione nell’archivio degli operatori autorizzati a compiere operazioni intracomunitarie.

Prima, tali contribuenti, per essere iscritti nell’archivio Vies, dovevano necessariamente presentare l’apposita istanza a mano presso l’ufficio di competenza, oppure a mezzo raccomandata o via posta elettronica certificata (Pec).

La possibilità di presentare tale istanza via web accorcia il percorso e snellisce gli adempimenti per gli operatori del settore.

I contribuenti minimi in Italia pagano quanto le società a Malta

Molti piccoli imprenditori spesso guardano altri paesi europei come Malta per aprire un attività con una tassazione del 5%.

Qual è il problema più grande per i piccoli imprenditori che intendono aprire la partita IVA in Italia?

Sicuramente quello di contenere i costi. Soprattutto i costi che hanno a che fare con il fisco.

Oggi il regime dei minimi può essere d’aiuto a chi inizia un attività in Italia ed ha una tassazione equiparata alle Company Limited Maltesi perché scontano un imposta onnicomprensiva del 5%.

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere un contribuente alle prime armi per accedere al regime dei minimi? E soprattutto, cosa prevede il regime dei minimi? Si risparmia davvero? È  conveniente? Molti sono i dubbi.

Vediamo di capirci di più.

Il regime dei minimi è un particolare regime fiscale italiano introdotto con la legge 244 del 24 dicembre 2007 (e successivamente modificato), che prevede dei vantaggi fiscali volti al risparmio fiscale ed al contenimento dei costi amministrativi per i contribuenti che, avendone i requisiti, vi aderiscono.

Quindi i soggetti che intraprendono un’attività di impresa o di professione, se in possesso dei requisiti che vedremo più avanti, il regime dei minimi è il regime naturale.

 

Quanto si paga?

Se apri la partita IVA con il regime dei minimi, a fine anno dovrai versare un’imposta sostitutiva pari al 5% del tuo reddito (differenza tra ricavi incassati e costi pagati) anziché applicare l’IRAP (3,90%) e l’Irpef agli scaglioni di reddito come dalla tabella qui sotto.

scaglioni-irpef

A questo punto possiamo vi ricordo che con il regime dei minimi è possibile scaricare tutte le spese sostenute nel corso dell’anno compreso i contributi inps.

 

Requisiti per accedere al regime dei minimi

Possono entrare nel nuovo regime agevolato:

  • I contribuenti che, nel triennio precedente l’inizio dell’attività, non hanno esercitato alcuna attività professionale,artistica o di impresa (anche se in forma associata o familiare);

  • Le attività che non sono una mera prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta in forma di lavoratore dipendente o lavoratore autonomo, fatto salvo il periodo di praticantato svolto per l’iscrizione agli albi professionali(nel caso di professionisti).

Possono tuttavia usufruire del regime dei minimi i soggetti che si trovano in condizioni di disoccupazione o di mobilità,purché possano dimostrare che tale situazione non è dipendente dalla propria volontà.

Se invece l’attività è una prosecuzione di un’attività precedentemente esercitata da un’altra persona, l’ammontare dei ricavi nel periodo d’imposta precedente non deve essere superiore a 30.000 euro.

Prima di andare avanti, occorre meglio chiarire cosa si intende per prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta.

Sì, perché devi sapere che ciò che sembra ovvio per tutti può non esserlo per il fisco (e viceversa).

Cosa si intende per prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta? Per mera prosecuzione si intende anche quell’attività che presenta il carattere della novità unicamente sotto l’aspetto formale, ma che viene svolta in sostanziale continuità, utilizzando ad esempio gli stessi beni dell’attività precedente, nello stesso luogo e nei confronti degli stessi clienti.

Inoltre è sempre bene verificare caso per caso l’applicazione di questa regola.

Facile intuire i motivi. La norma per come è stata pensata ha carattere elusivo dal momento che è finalizzata a evitare ogni forma di abuso per quei contribuenti che potrebbero avere interesse a continuare l’attività precedente non come lavoratori dipendenti, bensì come lavoratori autonomi, al solo scopo di godere delle agevolazioni fiscali.

Ad esempio, lavoravi come webmaster alle dipendenze di un’azienda di grafica. A causa della crisi economica l’azienda sta riducendo il personale. Ti propone allora di aprirti la partita IVA nel caso in cui in futuro decida di rivolgersi a te per qualche lavoretto. No. Questo no! Non è possibile farlo.

 

Quali sono le modalità di applicazione del regime dei minimi?

Il regime dei minimi viene applicato per il periodo di imposta di inizio attività e per i quattro successivi. I soggetti che non hanno ancora computo il trentacinquesimo anno di età possono applicare il nuovo regime fiscale fino al periodo d’imposta di compimento del trentacinquesimo anno.

Esempi:

Se hai 29 anni, potrai applicare il regime dei minimi fino al compimento del 35° anno (quindi più di cinque anni di permanenza nel regime).

Se hai 37 anni, potrai applicare il regime dei minimi solo per 5 anni avendo già computo il 35° anno di età.

I soggetti che invece decadono dal regime (per scelta o per esclusione) non possono più avvalersene e rientrerà pertanto nel regime ordinario.

 

Quali sono i vantaggi del regime dei minimi?

I contribuenti in regime dei minimi, come hai visto prima, versano l’imposta sostitutiva del 5 %. Non esiste nessun obbligo di assoggettamento a IVA! Niente IRAP. Niente studi di settore. Niente comunicazioni IVA, spesometro e blacklist.

E soprattutto, non esiste nessun obbligo di assoggettamento a ritenuta d’acconto per le operazioni attive (le operazioni che vengono fatturate). Data l’esiguità dell’imposta sostitutiva (5%) l’ammontare delle ritenute d’acconto (20%) accumulate sui compensi e ricavi andrebbe a superare l’ammontare delle tasse da pagare con la conseguenza che si verificherebbe una situazione di credito con il fisco.

Le fatture emesse quindi non dovranno riportare l’indicazione della ritenuta. La fattura emessa dal contribuente che aderisce al regime dei minimi dovrà indicare invece, oltre alla dicitura che richiama alla normativa in vigore e cioè:

“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 della Legge 244/2007 Regime fiscale per l’imprenditoria e per i lavoratori in mobilità D.L. 98/2011”

anche la seguente dicitura

“È richiesta la non applicazione della Ritenuta a titolo di acconto come da Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 185820/2011”

Riepilogando, i contribuenti che aderiscono al regime dei minimi, sono esonerati dai seguenti adempimenti:

  • obbligo di liquidazione e versamento dell’IVA
  • obbligo di registrazione fatture di acquisto e fatture emesse
  • dichiarazione e comunicazione annuale IVA
  • studi di settore
  • comunicazione dei dati inerenti lo spesometro
  • compilazione elenco clienti e comunicazioni blacklist
  • adepimenti IRAP

Si tratta di un bel po’ di semplificazioni se consideri la complessità degli adempimenti burocratici a cui sono soggette tutte le imprese e i professionisti in regime ordinario.

 

Quali sono gli svantaggi del regime dei minimi?

Non illuderti troppo! Il regime dei minimi ha molti vantaggi, ma conserva anche delle sorpresine da non trascurare.

Infatti non tutti sanno che con il regime dei minimi:

  • non è possibile acquistare più di 15.000 €uro di beni strumentali, come ad esempio mobili e arredi, computer, stampanti, etc…
  • non è possibile avere dipendenti in quanto l’attività esercitata è considerata sempre personale
  • non è possibile detrarre l’IVA sulle fatture di acquisto che diventa però costo deducibile
  • superato il limite di 30 mila euro si fuoriesce dal regime dei minimi dall’esercizio successivo e superato il limite di 45 mila euro di ricavi bisognerà tornare al regime ordinario anche per l’anno in corso.

Quindi valuta sempre i pro e i contro prima di fare scelte che potrebbero rivelarsi errate in un secondo momento.

Il regime dei minimi è un’ottima opportunità ma ti consiglio sempre di verificare la tua situazione con il tuo consulente di fiducia che sicuramente saprà indirizzarti nel migliore dei modi.

Per concludere è in dirittura di arrivo un disegno di legge che prevederà l’innalzamento del limite di fatturazione ad € 65.000,00. 

Per ogni altra informazione contattatemi in quanto offriamo assistenza fiscale per tutti regimi contabili nel territorio nazionale.

De seguito alcuni video che possono aiutarvi a capire quanto scritto:

http://www.youtube.com/watch?v=xu4Nndo1Coo (1 parte)

http://www.youtube.com/watch?v=is4CPFhA1sA (2 parte)

http://www.youtube.com/watch?v=uUNK_HK410s (3 parte)

 

(Pubblicare su facebook) 

Novità sulla tassazione degli immobili per il 2014

Il 2014 è appena iniziato e con il nuovo anno sono in arrivo anche diverse novità nella tassazione degli atti immobiliari.

Per effetto degli articoli 10 del Dlgs 23/2011 e 26 del Dl 104/2013, a partire dal 1° gennaio le imposte relative al trasferimento di immobili verranno modificate. L’obiettivo è di diminuire il carico fiscale sulle compravendite tra privati di immobili destinati all’utilizzo come prima casa.

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Il quadro RW richiede più attenzione nelle attività estere

Tra gli effetti delle modifiche apportate dalla legge europea 2013 (articolo 9 della legge n. 97/2013) alla relativa disciplina (articolo 4, Dl 167/1990), spiccano la semplificazione del quadro RW, la ricerca del “titolare effettivo” delle attività e l’eliminazione del limite d’importo al di sopra del quale vigeva l’obbligo dichiarativo.

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L’accertamento del Redditometro per il 2008 è annullabile

L’anomalia presente in questi accertamenti è che l’Agenzia delle Entrate sta rideterminando il reddito dei contribuenti per il 2008 senza valutare se la presunta differenza di reddito tra l’accertato e il dichiarato riguarda anche altri periodi d’imposta. Infatti il legislatore ha stabilito che “l’Ufficio può determinare induttivamente il reddito o il maggior reddito in relazione agli elementi indicativi di capacità contributiva individuati con lo stesso decreto, quando il reddito dichiarato non risulta congruo rispetto ai predetti elementi per due o più periodi d’imposta.” (dall’art. 38 commi 4, 5 e 6 del DPR n. 600/73).

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Rappresentanza fiscale, stabile organizzazione e identificazione diretta ai fini Iva

All’interno del quadro normativo comunitario e nazionale, il rappresentante fiscale ai fini IVA svolge un ruolo fondamentale per l’assolvimento degli obblighi di soggetti residenti all’estero, per le operazioni effettuate in Italia, in assenza di stabile organizzazione. Il soggetto non residente – comunitario o extracomunitario – che effettua nel territorio dello Stato operazioni rilevanti ai fini IVA, può adempiere ai relativi obblighi o esercitare i relativi diritti nominando un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato oppure identificarsi direttamente.
Mentre pochi conoscono l’opportunità dell’Identificazione Diretta.

Facciamo chiarezza:

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La scelta del domicilio fiscale per imprenditori e amministratori è importante

Lente_Casetta_RossaIl domicilio fiscale e la residenza fiscale delle persone fisiche sono due concetti che devono essere distinti rispetto a residenza e domicilio civilistico e che hanno conseguenze importanti ai fini della fruizione di agevolazioni fiscali per esempio ai fini ICI o IMU o ai fini delle agevolazioni prima casa, o sconti di imposta o sulle tasse, obblighi nella presentazione e nella compilazione delle dichiarazioni.

Vediamo insieme di capire quali sono le differenze tra domicilio fiscale e residenza fiscale delle persone fisiche, perché esistono e quali ricadute hanno sui contribuenti dal punto di vista fiscale.

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