Non imponibili art. 9: novità 2015 per le cessioni Intra Cee

Non imponibili art. 9

La Legge Europea 2014 n. 115/2015 entrerà in vigore il 18 agosto 2015  prevede nuove disposizioni in materia di fiscalità per i servizi accessori connessi agli scambi internazionali, con riferimento alle piccole spedizioni di carattere non commerciale e le spedizioni di valore trascurabile. Novità quindi per la lista dei non imponibili art. 9. Continua a leggere…

Mini sportello unico per l’Iva denominato MOSS

MOSSDal 1 gennaio 2015 vengono estesi ai servizi di telecomunicazione e di trasmissione telematica il regime speciale iva che attualmente si applica ai servizi elettronici business to consumer B2C.

Il mini sportello unico per l’Iva denominato MOSS (mini one stop shop) attualmente è un regime facoltativo per i soggetti passivi stabili e non stabili nell’UE ai fini dell’assolvimento degli obblighi Iva, relativamente alle prestazioni di servizi di telecomunicazione, di tele radiodiffusione ed elettronici rese ai committenti non soggetti passivi di imposta.

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La nuova imposta sulle imprese multinazionali nel Regno Unito

nuova impostaIl governo inglese ha dato luce alla nuova imposta sulle imprese multinazionali denominata “Diverted Profit Tax” con un aliquota del 25% sugli utili prodotti dalle società hi-tech e da gruppi internazionali che realizzano profitti nel Regno Unito ma che pagano le imposte in Irlanda o Svizzera e Lussemburgo.

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Le lavorazione intra-Ue ed il regime Iva da adottare

cessioni ceeDicasi lavorazione intra-ue quelle attività volte a trasferire un bene di propria produzione presso altro paese membro dell’Unione europea, per la sua trasformazione o implementazione a seguito di successiva vendita ad un terzo paese membro dell’Unione europea.

Quale comportamento dovranno avere i paesi facenti parte dell’Unione europea in campo iva?

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Esenzioni fiscali agli Stati partecipanti all’Expo con stabile organizzazione

EXPO Milano 2015L’Agenzia delle Entrate con una circolare ha pubblicato una panoramica di tutte le agevolazioni a favore dei partecipanti esteri e stabile organizzazione all’evento internazionale che avrà luogo da maggio a ottobre nel 2015.

L’esenzione totale riguarda le imposte dirette (Ires, Irpef, Irap e relative addizionali) e indirette da parte dello Stato Italiano. Inoltre tutte le operazioni finanziarie saranno esenti da imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali, pur restando l’obbligo di registrazione in caso di compravendita di beni immobili, di costituzione o cessione di diritti, e di locazioni.
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Finalmente è possibile sospendere o rateizzare la Exit Tax

exit taxLa Exit Tax (tassa da sostenere per le imprese italiane che decidono di trasferirsi all’estero) è rateizzabile o sospendibile nel caso il cui il trasferimento avviene all’interno della UE. La rateizzazione è possibile in 6 anni.

A seguito del provvedimento attuativo l’Agenzia delle Entrate ha regolato le modalità di esercizio dell’opzione, la prestazione delle garanzia e il rilascio delle stesse, nonché l’obbligo di monitoraggio annuale.

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Rateizzazioni da exit-tax, il governo istituisce 5 nuovi codici F24

exit taxDevono essere indicati nella delega di pagamento modello F24 da chi decide di versare in maniera frazionata le imposte sui redditi dovute sulle plusvalenze realizzate a seguito di trasferimento dal bel paese verso altri paesi europei o esteri.

La risoluzione n. 44/E del 24 aprile prende le mosse dal contenuto dell’articolo 166 del Tuir, secondo il quale il trasferimento all’estero della residenza di imprese commerciali (società, enti e imprenditori individuali) costituisce realizzo, al valore normale, dei componenti dell’azienda o del complesso aziendale.
A seguito del trasferimento, quindi, la differenza tra il valore normale e il costo fiscalmente riconosciuto dei beni costituenti l’azienda (la plusvalenza), è tassata in Italia (exit tax). L’imposta non si applica, se i beni confluiscono in una stabile organizzazione situata nel territorio italiano.
Gli effetti possono essere sospesi se il trasferimento avviene in Stati appartenenti all’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo, con i quali l’Italia ha stipulato un accordo sulla reciproca assistenza in materia di riscossione di crediti tributari, comparabile con quella assicurata dalla direttiva 2010/24/UE del Consiglio Ue (“paesi collaborativi”).

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