Europa 4% di tassazione, una vera rampa di lancio per i giovani

Europa: 4% di tassazione, una vera rampa di lancio per i giovani

Giovani lavoratori autonomi in Italia: il regime forfettario è realmente vantaggioso?

Sempre più giovani lavoratori autonomi approfittano del regime forfettario, attratti da una tassazione agevolata. Purtroppo, ben presto, si ritrovano a fare i conti con il limite del fatturato, da € 30.000 a € 50.000 per settore di attività, entro i quali non è possibile superare.

Successivamente si scontrano con la realtà contributiva, nella quale su un utile superiore a € 15.000,00 si inizia a scontare oltre il 23% di tassazione previdenziale. Continua a leggere…

La nuova imposta sulle imprese multinazionali nel Regno Unito

nuova impostaIl governo inglese ha dato luce alla nuova imposta sulle imprese multinazionali denominata “Diverted Profit Tax” con un aliquota del 25% sugli utili prodotti dalle società hi-tech e da gruppi internazionali che realizzano profitti nel Regno Unito ma che pagano le imposte in Irlanda o Svizzera e Lussemburgo.

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La differente tassazione dei dividendi esteri tra persone fisiche e società

dividendi esteriIn una mia precedente pubblicazione su Urban Post abbiamo parlato della tassazione sui dividendi esteri in capo alle persone fisiche dopo la riforma del 01.07.2014 al Decreto Legge n.66 del 24.04.2014.

In questa pubblicazione analizziamo la differente tassazione dei dividendi esteri in capo alle società da quelli in capo alle persone fisiche per meglio comprendere la differenza di trattamento fiscale.

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Pagare le tasse sui dividendi esteri posseduti dalle persone fisiche

rendite finanziarieLa domanda cardine che un imprenditore rivolge al suo consulente, e che spesso non riceve una risposta, è la seguente: come pagare in Italia le tasse sui dividendi esteri? Malta, Albania, Inghilterra, Irlanda, USA, Senegal, Marocco, e cosi via via tutto il mondo, vi sono regole differenti.
Oggi noi cercheremo di realizzare una guida semplice ed esaustiva che possa far capire anche ai non addetti quali regole bisogna seguire per poter calcolare in anticipo le tassa da pagare sui dividendi esteri.
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I contribuenti minimi in Italia pagano quanto le società a Malta

Molti piccoli imprenditori spesso guardano ad altri Paesi europei come Malta per aprire un’attività con una tassazione del 5%.

Qual è il problema più grande per i piccoli imprenditori che intendono aprire la partita IVA in Italia?

Sicuramente quello di contenere i costi. Soprattutto i costi che hanno a che fare con il fisco.

Oggi il regime dei minimi può essere d’aiuto a chi inizia un attività in Italia ed ha una tassazione equiparata alle Company Limited Maltesi perché scontano un imposta onnicomprensiva del 5%.

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere un contribuente alle prime armi per accedere al regime dei minimi?
E soprattutto, cosa prevede il regime dei minimi? Si risparmia davvero? È  conveniente?

Molti sono i dubbi.

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Perché conviene investire in Albania

La terra che venti anni fa produceva disperazione oggi accoglie i nostri emigrati che vanno nel Paese delle Aquile perché la vita costa meno e la burocrazia è più snella.

Chi sono gli italiani che emigra in Albania?

Imprenditori e non imprenditori tra i 25 e i 50 anni in maggioranza del Nord-Italia: operai, artigiani, elettricisti, idraulici, saldatori, meccanici, marmisti, avvocati, medici, architetti, operatori dei call-centers.

Quanti sono, per ora, gli italiani e le aziende italiane in Albania?

Partiamo dalle aziende. I dati della Camera di Commercio riconducono a una ricerca Istat del 2012 che registra 1460 società con almeno un socio italiano. La stima si stringe a 600 se si considerano quelle operative.

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Ecco cosa cambia ai fini tributari con San Marino fuori dalla “black list”

Il 12 febbraio scorso la Repubblica di San Marino è stata espunta dalla black list fiscale contenuta nell’articolo 1 del decreto ministeriale 4 maggio 1999. La fuoriuscita dalla black list giunge a conclusione di un percorso di riforme che la Repubblica del Titano ha intrapreso per allinearsi agli standard di trasparenza e scambio di informazioni in materia fiscale richiesti dall’Ocse.

Gli effetti della decisione sono due:

Il primo effetto

In primis non troverà più applicazione la presunzione relativa di cui all’articolo 2 comma 2 bis del Tuir che, ai fini delle imposte sul reddito, prevede si presumano residenti, e quindi tassabili in Italia, anche quei soggetti che, salvo prova contraria, dopo essersi cancellati dalle anagrafe della popolazione residente si siano trasferiti in uno dei “paradisi fiscali” individuati, appunto, dal decreto ministeriale del 4 maggio 1999.
Del resto nell’individuazione della residenza delle persone, d’ora in avanti, andranno tenute in debita considerazione i criteri a cascata (c.d. tie breaker rules) previsti dall’articolo 4, della Convenzione sopra più volte citata, finalizzati a risolvere i casi in cui un soggetto risulti residente in entrambi gli Stati.

Quindi in questo caso per gli Italiani è più facile risiedere in San Marino.

Il secondo effetto

In secondo luogo, con la fuoriuscita dalla black list, vengono meno gli obblighi di comunicazione previsti collegati con l’articolo 1 del D.L. 40/2010. Secondo tale articolo, infatti, i soggetti Iva italiani sono tenuti a comunicare telematicamente le cessioni di beni o le prestazioni di servizi poste in essere con operatori economici domiciliati o residenti in uno stato black list o con rappresentati fiscali o stabili organizzazioni in Italia di questi.  
In definitiva la fuoriuscita di San Marino dalla black list contribuirà a rendere più semplici gli scambi commerciali con l’Italia e rappresenta, come si legge nel comunicato stampa diramato dal Mef in data 12 febbraio, “un passo fondamentale per la piena normalizzazione delle relazioni economico finanziarie tra i due Paesi”.

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