In Italia non esiste la certezza del DIRITTO. Premi di assicurazione, detrazione Irpef tagliata con effetto retroattivo

Per coprire la cancellazione della prima rata dell'IMU 2013, è stata dimezzata già dal 2013 la detrazione Irpef dei premi assicurativi pagati. Dal 2014 ulteriore taglio di quasi due terzi

Il decreto IMU (D.L. n. 102/2013), per cancellare la prima rata dell'IMU 2013, ha cercato risorse in molti settori del nostro ordinamento. Uno di questi è la detrazione Irpef del 19% sulle polizze infortuni e malattia, che ora dovrà essere calcolata su una soglia massima di spesa che èdimezzata rispetto a quella in vigore fino al 2012. Infatti, già dal periodo d'imposta in corso (2013) e, quindi, con effetto retroattivo in deroga allo Statuto del contribuente, la detrazione non dovrà essere più calcolata su una spesa massima di 1.291,14 euro, ma su una soglia di 630 euro. Come se ciò non bastasse, dal periodo d'imposta 2014, la soglia si abbasserà ancora drasticamente a 230 euro. Le stesse soglie sono previste anche per le assicurazioni vita e infortuni stipulati o non rinnovati entro il 31.12.2000.

 

“Nuovo” redditometro: le indicazioni operative dell´Agenzia delle Entrate

 

Il 31 luglio l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare numero 24/E, ha emanato l’atteso documento di prassi contenente le indicazioni operative per l’applicazione del“nuovo” accertamento sintetico. Quest’ultimo, come è noto, troverà applicazione per gli accertamenti riguardanti i periodi d’imposta 2009 e successivi.

Questo intervento è dedicato all’analisi della prima parte della Circolare relativa: all’inquadramento generale dello strumento di accertamento “rivisitato”, alla classificazione delle tipologie di spesa rilevanti e ai rapporti fra “nuovo” e “vecchio” accertamento sintetico. Seguirà un successivo intervento riguardante i criteri di selezione dei contribuenti da sottoporre ad accertamenti e le modalità di svolgimento del contraddittorio con l’Ufficio.

 

Aspetti generali

La Circolare, in premessa, indica gli elementi fondamentali del “nuovo” accertamento sintetico, così come delineato dall’articolo 22 del Decreto Legge n. 78/2010. Essi, in particolare, sono:

–          la presenza di una “duplice” presunzione relativa: concernente l’utilizzo dei redditi percepiti nel corso del periodo d’imposta per fare fronte alle spese sostenute nel corso dello stesso ed il contenuto “induttivo” (n.d.a. indicativo di capacità contributiva) di una serie di beni e servizi individuati dal decreto ministeriale del 24.12.2012. Le citate presunzioni hanno carattere “relativo” e ammettono, pertanto, la prova contraria posta a carico del contribuente;

 

–          l’esistenza di una “clausola di garanzia”: rappresentata da una differenza “tollerata” fra reddito determinato sinteticamente e reddito dichiarato pari al 20%. La sussistenza di uno scostamento all’interno della soglia citata preclude l’accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate;

 

–          l’obbligo di attivazione del contraddittorio con il contribuente: l’emissione dell’avviso di accertamento deve essere preceduta da due distinte fasi nel corso delle quali il contribuente può fornire, in contraddittorio con l’Ufficio, elementi e dati volti a giustificare la non congruità del reddito dichiarato con gli elementi di spesa attribuiti;

 

–          l’applicabilità delle deduzioni e detrazioni previste dal Tuir: nel “nuovo” accertamento sintetico è previsto che nel computo del reddito complessivo attribuibile al contribuente rilevino deduzioni e detrazioni previste dal Tuir.

 

Tipologia di spesa rilevanti

Nel documento di prassi viene operata un’importante distinzione delle tipologie di spesa rilevante. In particolare, si individuano:

–          spese di ammontare certo: determinate oggettivamente dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati presenti nell’Anagrafe Tributaria (es. spese per utenze domestiche di energia e gas fornite direttamente dalle società erogatrici, canone di locazione di un immobile);

 

–          spese per elementi certi: riguardanti beni e servizi la cui disponibilità è attribuita al contribuente in base ai dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate (es. autovettura) e la cui spesa è calcolata facendo riferimento a valori medi Istat (es. spese media Istat per numero di Kw del veicolo);

 

–          spese Istat: relative a beni e servizi d’uso corrente, il cui ammontare viene stimato in base alla spesa media Istat per tipologia di nucleo familiare di appartenenza;

 

–          quota di spesa per l’acquisto di beni durevoli;

 

–          quota risparmio dell’anno: relativa alla quota di reddito non spesa nel corso dell’anno.

 

La classificazione sopra descritta assume un’importanza fondamentale, in quanto la Circolare chiarisce che la selezione dei contribuenti avverrà principalmente sulla base delle spese di ammontare certo e per elementi certi. Le spese Istat saranno computate nel reddito attribuibile al contribuente solo nel caso in cui lo stesso non sia in grado di giustificare le risorse finanziarie utilizzate per fare fronte alle prime due tipologie di spesa.

 

Rapporti fra “nuovo” e “vecchio” redditometro

Uno degli aspetti più controversi, che è emerso nel periodo successivo all’emanazione del “nuovo” accertamento sintetico, riguarda l’applicabilità delle risultanze di quest’ultimo ai periodi d’imposta precedenti al 2009. Come detto, infatti, il D.L. numero 78/2010 prevede che la nuova disciplina si applichi agli accertamenti per i periodi d’imposta 2009 e successivi.

Sul punto la giurisprudenza di merito prevalente, pronunciatasi sino alla data odierna, ha riconosciuto la rilevanza dei nuovi criteri per gli accertamenti riguardanti periodi anteriori al 2009. L’Agenzia delle Entrate, al contrario, ha sempre negato l’applicabilità “retroattiva”. Anche nella Circolare in commento l’Agenzia si limita ad affermare che il “nuovo” strumento di accertamento rappresenta una revisione completa del precedente e non una semplice evoluzione.

 

E' arrivato il momendo di spostare i propri interessi economici in Malta affinché l'imprenditore Italiano sia esente da Studi di Settore, Redditometro, Spesometro ed ogni altra diavoleria italiana.

Nuove modalità di fatturazione dal 2013

 

 

In particolare, il Decreto Legge n. 216/2012 contiene le norme modificative del decreto Iva in recepimento delle misure previste dalla Direttiva Europea n. 2010/45/UE del Consiglio del 13 luglio 2010. L’obiettivo di queste norme è quello di armonizzazione sempre più le legislazioni nazionali, riducendo le opzioni lasciate agli Stati membri, ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese, favorire le imprese introducendo documenti semplificati, diffondere la fattura elettronica e contrastare così più efficacemente le frodi in campo Iva.

 

 

Più nel dettaglio, a partire dal 2013 le novità che interessano la disciplina Iva sono:

1. Contenuto, modalità e termini di emissione, conservazione della fattura;

2. Fatturazione delle prestazioni di servizi rese tra soggetti passivi stabiliti in Paesi dell’Unione Europea;

3. Fattura semplificata e fattura elettronica.

In questo primo articolo analizzeremo le novità in tema di contenuto della fattura, modalità e termini di emissione, conservazione del documento.

 

Contenuto della fattura.

La norma di riferimento è l’art. 21 del DPR 633/72, così come novellato dalla Legge n. 228 del 2012 in vigore dal 01 gennaio 2013.

Il contenuto obbligatorio della fattura è elencato al comma 2 e prevede:

– data di emissione;

– numero progressivo che identifica in modo univoco la fattura;

– dati anagrafici e fiscali del cedente o prestatore del servizio;

– numero di partita Iva del soggetto cedente o prestatore;

– dati anagrafici e fiscali del cessionario o committente del servizio;

– numero di partita Iva del cessionario o committente e, se trattasi di un privato che non agisce nell’esercizio di imprese, arti e professioni, numero di codice fiscale;

– natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto dell’operazione;

– corrispettivo;

– aliquota e ammontare dell’imposta;

– annotazione se la fattura è emessa dal cessionario o committente per conto del del cedente o prestatore;

– data della prima immatricolazione, iscrizione in pubblici registri, chilometri percorsi o ore navigate o volate, nel caso di cessione intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi.

Rispetto alla previgente disciplina, le novità riguardanti il contenuto della fattura sono essenzialmente due:

1. numerazione progressiva che assicuri la identificazione univoca della fattura: è richiesto agli operatori economici l’utilizzo di una numerazione che assicuri, in modo univoco, la identificazione del documento fiscale.

La risoluzione ministeriale numero 1 del 10/01/2013ha precisato che è lasciata facoltà al soggetto di scegliere il metodo più congeniale per la numerazione univoca della fattura. In particolare, sono ammessi i seguenti metodi:

– numerazione progressiva nel tempo, senza azzeramento all’inizio di ogni anno solare: questo comporta l’utilizzo di una numerazione continua e progressiva, che comincerà dal numero 1 per proseguire poi ininterrottamente fino alla cessazione dell’attività;

– numerazione progressiva annuale, con azzeramento all’inizio di ogni anno solare: stesso metodo utilizzato fino al 2012. In questo caso l’univocità del documento è assicurata dalla contemporanea presenza di numero e data fattura, entrambi elementi obbligatori;

– numerazione progressiva annuale, con azzeramento all’inizio di ogni anno solare e indicazionedell’anno di riferimento: in questo caso è possibile indicare il numero fattura nel formato “numero/anno” (es. n. 1/2013, 2/2013 etc.).

2. dati anagrafici e fiscali del cessionario o committente: è indispensabile e obbligatorio indicare i dati anagrafici del cessionario o committente, nonché i dati fiscali, cioè:

– partita Iva nel caso di soggetto che agisce nell’esercizio di imprese, arti e professioni;

– soltanto il codice fiscale nel caso di soggetto privato che non agisce nell’esercizio di imprese, arti e professioni.

Nel caso in cui il cessionario o committente agisca nell’esercizio di imprese, arti e professioni, è comunque consigliabile indicare, lì dove reperibili, entrambi i dati fiscali, cioè sia il numero di partita Iva che il codice fiscale. Questo al fine di agevolare ulteriore adempimenti a carico dei soggetti (quali ad esempio lo spesometro).

Per completare il discorso sul contenuto della fattura, citiamo il comma 6 dell’art. 21 del DPR 633/72, che prevede l’indicazione in fattura di determinate “annotazioni” nel caso di particolari operazioni e cioè:

– cessioni relative a beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, non soggette all’imposta ai sensi dell’art. 7 bis comma 1, con l’annotazione “operazione non soggetta”;

– operazioni non imponibili di cui agli articoli 8, 8 bis, 9 e 38 quater (ossia esportazioni), con l’annotazione “operazione non imponibile”;

– operazioni esenti di cui all’art. 10, con l’annotazione “operazione esente”;

– operazioni soggette al regime del margine di cui al DL 41/1995, con l’annotazione “regime del margine beni usati”, “regime del margine oggetti d’arte”, “regime del margine oggetti di antiquariato o da collezione”;

– operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio, con l’annotazione “regime del margine agenzie di viaggio”.

 

Modalità e termini di emissione della fattura.

La norma di riferimento è l’art. 21 del DPR 633/72, così come novellato dalla Legge n. 228 del 2012 in vigore dal 01 gennaio 2013.

Modalità e termini di emissione sono indicati nel comma 4 che individua il momento di emissione della fattura con il momento di effettuazione dell’operazione, richiamando quanto disposto all’art. 6 dello stesso decreto Iva.

Le fattispecie principali sono:

– beni immobili: momento della stipulazione;

– beni mobili: momento della consegna o della spedizione;

– prestazione di servizi: all’atto del pagamento (regole particolari sono previste per quanto riguarda le prestazioni di servizi rese tra soggetti passivi stabiliti in differenti Paesi dell’Unione Europea – caso che verrà affrontato nel successivo articolo).

Inoltre, il comma 1 ultimo periodo dello stesso articolo 21, chiarisce che la fattura, sia essa cartacea o elettronica, si ha per emessa all’atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente.

Una importante novità riguarda la previsione di cui all’art. 21, comma 6 bis del DPR 633/72. La nuova disciplina, che si applica a partire dal 2013, amplia l’obbligo di emissione della fattura estendendolo anche alle operazioni non rilevanti ai fini Iva per mancanza del requisito della territorialità, ossia per tutte le operazioni elencate negli articoli da 7 a 7 septies del decreto Iva.

Quando queste operazioni sono rese da un soggetto passivo italiano nei confronti di un soggetto passivo residente in un altro Paese dell’Unione Europea, l’operatore italiano è obbligato all’emissione della fattura, che non prevede l’addebito dell’imposta ma l’indicazione di particolari annotazioni che descrivano puntualmente la ragione dell’esenzione e il trattamento contabile da riversare al documento.

L’estensione dell’obbligo di fatturazione anche alle operazioni non rilevanti ai fini Iva per mancanza del requisito della territorialità, ha una immediata e diretta conseguenza sulla determinazione del volume d’affari ai fini Iva. Infatti queste operazioni, ora soggette a fatturazione, confluiranno nel volume d’affari Iva aumentandolo, e avranno naturalmente riflessi anche sul diritto di accesso al rimborso Iva e sul diritto di accesso al regime semplificato. L’aumento del volume d’affari Iva, invece, non incide sul plafond degli esportatori abituali.

Un’altra importante novità in tema di emissione della fattura riguarda le prestazioni di servizi. Infatti è stata ammessa la possibilità di emissione di un unico documento fiscale nel caso in cui più prestazioni di servizi siano rese ad un medesimo soggetto nell’arco dello stesso mese. Insomma, è stata estesa anche alle prestazioni di servizi la possibilità di emissione della fattura differita, già prevista per le cessioni di beni.

 

Conservazione del documento.

Le novità sono contenute nell’art. 39 comma 3 del DPR 633/72.

Si prevede che, oltre al rispetto delle regole generali di conservazioni dei documenti fiscali (cfr art. 22 del DPR 600/73), le fatture (siano esse elettroniche che cartacee) possano essere conservate elettronicamente. Le fatture elettroniche devono essere conservate elettronicamente.

Il luogo di conservazione elettronica delle fatture può essere situato anche in un altro Stato, a condizione che con lo stesso esista uno strumento giuridico che disciplini la reciproca assistenza.

Imu: pagheremo ancora di più sempre di più, la grande Bufala di Letta e Berlusconi

Come farà il Cavaliere a far cadere un esecutivo che ha realizzato l’unico punto del suo programma elettorale? Da Arcore sono arrivati segnali di giubilo.

L’obiettivo politico è stato raggiunto, la stabilità è assicurata, il premier Enrico Letta annuncia che il governo non ha più una data di scadenza. Nel nome di un presunto interesse nazionale (la difesa delle larghe intese) i fatti sono stati aboliti. Per i pochi a cui interessano ancora, sono questi: l’Imu 2012 sulla prima casa non è stata restituita come promesso da Berlusconi, quella del 2013 è stata condonata a metà, la rata di 2,5 miliardi di giugno non sarà pagata a settembre, grazie a coperture molto creative. Ma gli altri due miliardi per compensare la rata di dicembre non sono stati trovati. C’è soltanto un accordo politico. Se ne riparla a ottobre, con la legge di stabilità per il 2014.   

Il governo ha quindi fatto l’unica cosa in cui finora ha dimostrato una capacità ineguagliata: prendere tempo (o perderlo, a seconda delle valutazioni). L’Imu sulla prima casa doveva garantire all’erario ogni anno 4 miliardi. Abolire una tassa significa trovare una fonte alternativa di gettito per gli anni a venire o tagliare le spese in modo strutturale di pari entità. Il governo ha soltanto annunciato l’arrivo di una Service Tax comunque centrata sulla casa e che dovrà garantire all’erario circa le stesse risorse. O forse di più, perché a gestirla saranno Comuni con le casse vuote.

Ma Letta promette che il carico fiscale sarà redistribuito. Il primo sgravio è per il non profit: la Chiesa, che già era riuscita a schivare l’Imu nel 2013 nonostante la riforma Monti, può stare tranquilla. Sei milioni di italiani senza lavoro aspettano che governo e Quirinale trovino il tempo di occuparsi anche di cose serie e non soltanto degli interessi di Berlusconi.

Il vantaggio per il Governo sarà incassare la Tassa da tutti, priprietari Immobiliari e Inquilini……mangiare due volte nascondendo tutto sotto un unica voce SERVICE TAX.

 

Immigrati e rifugiati con permesso di soggiorno potranno lavorare come dipendenti pubblici nella scuola, negli ospedali o in altri enti pubblici

Immigrati e rifugiati con permesso di soggiorno potranno lavorare come dipendenti pubblici nella scuola, negli ospedali o in altri enti pubblici: l’idea del ministro dell’Integrazione, Cécile Kyenge, è diventata legge, sottolinea il quotidiano Libero. Si tratta in realtà di una legge europea del 2013 recepita dal governo Letta e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 20 agosto.

Scrive Libero:

Con due semplici modifiche a partire dal prossimo 4 settembre, chiunque sia in possesso di unpermesso CE per soggiorno di lungo periodo o sia riconosciuto come rifugiato politico potrà avere accesso ai concorsi per essere assunto nella pubblica amministrazione.

La proposta era stata lanciata dal ministro Kyenge, che chiedeva una legge organica sul diritto di asilo. La ministra aveva portato ad esempio la Regione Emilia Romagna, che già applica in parte queste possibilità, e “molte grandi aziende estere”.

Libero riporta le modifiche apportate dall’esecutivo.

“All’articolo 38, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, dopo le parole: ‘Unione europea’ sono inserite le seguenti: ‘e i loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente’; b) dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti: ’3-bis. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano ai cittadini di Paesi terzi che siano titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o che siano titolari dello status di rifugiato ovvero dello status di protezione sussidiaria”. Traduzione: chiunque abbia un permesso di soggiorno e non ha la cittadinanza può accedere all’impiego pubblico. Insomma ora gli immigrati faranno lavori che “gli italiani vogliono fare”.

Ringrazziate il Ministro per questo regalo!!

Isola di Man – Parola d’ordine Privacy, Tutela della PMI e Tax 0%

L'ordinamento si ispira a principi giuridici di common law, consuetudini gaeliche, bretoni e anche scandinave
 
Sul piano politico, l'Isola di Man non fa parte del Regno Unito né dell'Unione europea, ma è una dipendenza della Corona britannica (insieme alle Isole del Canale, Guernsey e Jersey). Come tale, è dotata di ampia autonomia, anche fiscale. L'ordinamento giuridico interno (il c.d. “Manx law”) si basa prevalentemente sui principi del common law inglese con influenza di consuetudini gaeliche, bretoni e scandinave. Per quanto riguarda le imposte sui redditi, persone fisiche e giuridiche sono soggette alla medesima imposta, disciplinata dall'Income Tax Act del 1970. Non è previsto un sistema di "ruling".

Tassazione delle persone fisiche
Le persone fisiche residenti sono tassate sul reddito ovunque prodotto, mentre i non residenti sono tassati sui soli redditi prodotti nell'Isola di Man, con alcune eccezioni (per esempio, gli interessi derivanti da conti correnti accesi presso banche dell’Isola sono esenti). Il concetto di residenza non è legalmente definito. In generale, un soggetto si intende residente se, alternativamente:

  • si trova fisicamente sull'Isola di Man per un totale di 6 mesi nel corso del periodo di imposta;
  • è presente sull'Isola, in media, per almeno tre mesi all'anno per quattro anni.

L'imposta si applica ai redditi rientranti in una delle categorie tassativamente stabilite dalla legge:

  • redditi fondiari;
  • redditi da investimenti;
  • redditi da attività commerciali e professionali;
  • redditi da lavoro dipendente;
  • dividendi corrisposti da società del Regno Unito e interessi obbligazionari;
  • redditi di fonte estera;
  • redditi che non ricadono nelle precedenti categorie;
  • i capital gain non sono tassati

Un trust è soggetto a tassazione nell'Isola di Man se almeno uno dei trustee è ivi residente, o nel caso in cui amministrazione e controllo sono eseguiti da soggetti residenti sull'Isola di Man. I trust sono soggetti all'aliquota più alta prevista dalle norme fiscali.
I redditi delle società di persone (partnership) vengono imputati ai soci (partner) in base alla rispettiva quota di partecipazione agli utili, secondo un criterio analogo al principio di trasparenza previsto dal nostro ordinamento.
Attualmente, l’aliquota standard è pari al 10%; i redditi che superano GBP 10.500 (21.000 per le coppie sposate) sono soggetti all’aliquota del 20%. È previsto un limite massimo per l’imposta dovuta dai soggetti residenti, che, per l'anno di imposta 2011/2012, è pari a 120.000 GBP (il doppio per le coppie sposate). I redditi prodotti dai non residenti scontano l’aliquota del 20%.

Tassazione delle società
Le società residenti (e, cioè, quelle costituite secondo le leggi dell'Isola di Man e quelle per le quali l'attività di direzione e di controllo è ivi svolta) sono tassate sul reddito ovunque prodotto. Le società costituite al di fuori dell'Isola e non fiscalmente residenti nell'Isola di Man che hanno una stabile organizzazione nell'Isola stessa sono tassate per i redditi relativi all'attività imprenditoriale ivi svolta.
L'aliquota d'imposta standard sui redditi delle società, residenti e non, è pari allo 0%.

Tale aliquota è entrata in vigore il 6 aprile 2006 e nella stessa data è stata introdotta un'aliquota pari al 10% che si applica nei seguenti casi:

  • banche autorizzate per i redditi derivanti dalla loro attività caratteristica;
  • redditi derivanti dalla locazione e dallo sviluppo di proprietà immobiliari collocate sull'isola di Man, attività mineraria ed estrattiva.

La base imponibile è determinata sulla base del risultato d'esercizio ("accounting profit or loss"), a cui sono apportate le variazioni in aumento o in diminuzione previste dalle disposizioni fiscali. Anche per le società, i capital gain non sono tassati e, di conseguenza, le relative perdite non sono deducibili. Le spese sostenute totalmente ed esclusivamente al fine del conseguimento del reddito imponibile sono deducibili. Gli interessi passivi sono deducibili a condizione che siano tassati in capo al percipiente (sia esso residente o non residente).
I dividendi derivanti da redditi tassati al 10% attribuiscono al percettore un credito d'imposta del 10% che non è rimborsabile qualora il percettore sia una società non residente o una persona fisica. A partire dal 2012, è stato abrogato il regime di “attribuzione” diretta (Attribution Regime of Individuals, o ARI) il quale consentiva, a determinate condizioni, che ai soci residenti si attribuisse per trasparenza l’utile prodotto da una società residente o registrata nell’Isola.
Se la società fa parte di un gruppo societario, le sue perdite possono essere cedute a un'altra società del medesimo gruppo. La perdita ceduta può essere utilizzata per ridurre i profitti tassabili di un'altra società del gruppo per il medesimo periodo d'imposta nel quale le perdite sono emerse o per il periodo d'imposta immediatamente precedente a questo.

L'imposta sul valore aggiunto
Per quanto riguarda l'IVA, l'Isola di Man (al contrario di Guernsey e Jersey) ha optato per l'adozione del regime in vigore nel Regno Unito. Per questo, ai fini dell'applicazione dell'IVA italiana, l'Isola di Man si intende ricompresa nel territorio della Gran Bretagna (art. 7, co. 1, lett. c), del D.P.R. n. 633 del 1972).
Anche le aliquote applicate sono le stesse del Regno Unito (aliquota ordinaria: 20%; aliquote ridotte 0% e 5%). Alle prestazioni alberghiere si applica l’aliquota ridotta del 5%.

Le altre imposte
Presupposto dell'imposta sulla proprietà immobiliare (real estate tax) è la proprietà o l'occupazione di immobili collocati nell'Isola. L'imposta, che colpisce società e persone fisiche, è determinata sulla base della rendita annua e varia secondo l'area in cui l'immobile è ubicato.
Per le società residenti nell'Isola, le società costituite ai sensi della legge dell'Isola stessa o quelle registrate ai sensi del Company Act 1931, part XI, è previsto il pagamento dei “diritti societari” (company charge). La legge prevede alcuni casi di esenzione (per esempio, compagnie di assicurazione). I diritti sono pari a 250 GBP annuali.
Non esiste un'imposta sul patrimonio delle persone fisiche né un'imposta sulle successioni e le donazioni. Non esiste un'imposta sul patrimonio netto delle società.
L'Isola di Man ha stipulato un accordo doganale e sulle accise con il Regno Unito. Tale accordo estende l'applicazione delle imposte indirette vigenti nel Regno Unito anche all'Isola di Man.

Dichiarazioni, obblighi strumentali e versamento delle imposte
L'anno di imposta inizia il 6 aprile e termina il 5 aprile dell'anno successivo (al pari del sistema inglese). Per le persone fisiche, la dichiarazione dei redditi deve essere presentata entro il 6 ottobre successivo alla fine dell'anno di imposta cui si riferisce, mentre l'imposta deve essere versata a saldo entro il 6 gennaio successivo all'anno d'imposta cui si riferisce. L'acconto è determinato nella misura del 105% delle imposte relative all'anno precedente. I coniugi (e i soggetti in regime di “unione civile”) possono optare per la tassazione congiunta.
Con decorrenza dal 6 aprile 2007 è stato introdotto, per le società, il regime c.d. "pay and file" (paga e dichiara). Con l'introduzione di tale regime, si è passati da un sistema di dichiarazione basato sul periodo di imposta a uno basato sull'esercizio contabile. In base al nuovo regime, il periodo d'imposta coincide con quello contabile ("accounting period"); la presentazione della dichiarazione dei redditi e il versamento delle imposte avvengono nello stesso giorno. Il termine è di 12 mesi e un giorno dalla data di chiusura dell'esercizio ("period of account").

Capitale: Douglas
Lingua ufficiale: inglese, mannese
Moneta: sterlina di Man (GBP)
Stato sovrano: Regno Unito
Forma di governo: monarchia parlamentare (dipendenza della Corona britannica con un proprio autonomo Parlamento)
 

Per coloro che fossero interessati ad aprire Company in Isle of Malta posso contattarci.

 

Opportunità per gli Imprenditori Italiani a Malta

Per ottimizzare la penetrazione nel mercato Maltese cerchiamo imprenditori che vogliono aprire una vetrina del Made in Italy nel cuore dell'isola di Malta.

 
L’opportunità è a disposizione di tutte le imprese italiane che desiderano diversificare i mercati e incrementare le vendite.
 
Il Made in Italy in Malta rappresenta la gamma di prodotti più attesi sia per la predisposizione culturale e sociale del Paese, sia per il turismo rappresentato prevalentemente da Russi, Arabi, Inglesi, Francesi, Tedeschi.
 
La nostra struttura ha predisposto due tipologie di progetti commerciali:
  • Product in Shop
  • Corner in Showroom
 
Product in Shop
La formula più semplice prevede un contratto di commercializzazione dei propri prodotti presso un negozio maltese del relativo settore commerciale.
Noi ci occupiamo della selezione di punti vendita d'eccellenza, instauriamo gli accordi commerciali e gestiamo le pratiche contrattuali.
 
Corner in Showroom
La formula più completa prevede la partecipazione in uno Showroom multi brand interamente Made in Italy nel quale garantirsi il proprio corner commerciale.
In questo caso è previsto un contratto di fornitura di una gamma di servizi atti a fornire tutto il supporto burocratico, logistico, commerciale e formativo.
In particolare forniamo:
  • lo spazio espositivo
  • le risorse umane (e adeguata formazione)
  • l'assicurazione
  • software gestionale
  • accesso audio-video remoto del corner
  • marketing e pubblicità
  • sito web
 
Per ulteriori informazioni, contattateci via email a coordinator@shelfind.com oppure al +356 99948876.
 

 

Wi-Fi libero per le attività commerciali.

Gli esercizi con internet gratuita non hanno più l’obbligo di identificare il cliente e di servirsi di tecnici abilitati

Un emendamento all'articolo 10 del Decreto del fare, permette da oggi agli esercenti di attività commerciali come negozi ristoranti che offrono l’utilizzo della rete internet gratuita ai propri clienti di non richiedere le loro generalità . La nuova norma infatti prevede che se tale attività non costituisce l'attività prevalente dell’esercente, “non trovano applicazione l'articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo 1° gennaio 2003, n. 259 e l'articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni". L’obbligo resta invece per gli internet point veri e propri o gli operatori di telecomunicazioni.
Inoltre l’installazione di reti Wi-Fi diventa libera anche dal punto di vista tecnico, mentre prima del decreto si doveva necessariamente ricorrere a tecnici iscritti a uno speciale elenco di abilitati . Le aziende possono comunque decidere di di tracciare i clienti che utilizzano la rete Wi-Fi, per evitare di essere coinvolte in reati compiuti da questi ultimi in internet.
 
 

 

Indennizzo per i ritardi della pubblica amministrazione

Da oggi per ogni giorno di ritardo nell'evasione di una pratica indennizzo di 30 euro all'impresa. Sperimentazione per 18 mesi

Nel Decreto del fare entrato in vigore ieri, al comma 10 art. 28 è prevista la sperimentazione per 18 mesi dell’indennizzo automatico di 30 euro per ogni giorno di ritardo nei procedimenti della pubblica amministrazione , con un importo massimo di 2mila euro.  La norma è riservata alle pratiche legate all’attività di impresa che iniziano dopo l’entrata in vigore della norma , oggi, e prevede che la richiesta del cittadino venga presentata entro 20 giorni dalla data prevista per la risposta da parte dell’ufficio pubblico . La domanda va inoltrata al responsabile amministrativo della pratica che è tenuto ad evaderla in un tempi precisi o provvedere all’indennizzo. In caso di mancata soluzione ,successivamente il cittadino può rivolgersi al Tar. Per gli impiegati pubblici responsabili dei ritardi sono previste pene disciplinari e anche il rimborso del danno allo Stato.  Su questo punto il governo ha messo a disposizione dei cittadini una Guida sulle misure di  semplificazione nella burocrazia  all'indirizzo www.funzionepubblica.gov.it. 

 

Le Bufale del Decreto del fare

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 agosto il Decreto del Fare entra in vigore oggi. La legge 9 agosto 2013, n. 98 e' stata pubblicata sul supplemento ordinario n. 63 della Gazzetta ufficiale n. 194 del ieri 20 agosto 2013 Ecco in sintesi tutte le misure contenute nel decreto che per rilanciare l'economia interviene su diversi fronti: dalla semplificazione amministrativa, al ricorso alla mediazione per ridurre il contenzioso, ai finanziamenti agevolati per le imprese, alla liberalizzazione nel settore dei servizi per migliorare la capacità infrastrutturale, incluso il settore dei trasporti.

Le misure per sostenere le imprese

Il sostegno alle imprese si attua attraverso interventi diversi con lo scopo di incentivare gli investimenti, per incrementare la competitività del tessuto produttivo,ecco le misure;

Quello che il governo non capisce e che nessuno investe in un paese dove la pressione fiscale supera il 54%, dove non esiste la certezza della pena e dove il governo è instabile e incapace di fare riforme.

  • ampliate le possibilità di accesso al credito per le piccole e medie imprese, mediante una parziale riforma delle regole di accesso al Fondo di garanzia, con una grossa novità apportata all'ultimo sulla possibilità di accesso anche ai professionisti iscritti agli ordini professionali ed alle associazioni di professioni non organizzate; Questa è l'ennesima presa per i fondelli perchè la norma prevede il rilasco di garanzie che spesso le imprese non hanno a disposizone.

  • Legge Sabatini – credito agevolato per il rinnovo dei macchinari e degli impianti ad uso produttivo. Tra gli acquisti incentivati sono inoltre ricompresi anche i beni strumentali d’impresa, gli investimenti in hardware ed in altre tecnonologie digitali e, tra i destinatari dei finanziamenti, anche gli intermediari finanziari che esercitano attività di leasing (purché garantiti da banche). Il costo del lavoro è troppo elevato in italia, la pressione fiscale è un macigno per gli imprenditori e l'italia è meno conveniente, quindi senza la domanda la LEGGE SABATINI non serve a nulla.

  • Finanziamenti agevolati per i contratti di sviluppo aventi ad oggetti programmi nel settore industriale e agroindustriale, nonché un contributo alla spesa per attività di ricerca industriale, ma anche in campo artistico, musicale ed umanistico, con particolare riferimento alla digitalizzazione dei prodotti. Solo chiacchiere.

Novita' per l' Amministrazione Digitale e Infrastrutture

Amministrazione digitale
 
– potenziamento dell’Agenda digitale italiana, attraverso varie misure che intervengono sui soggetti che operano in materia.
 
Sono previste misure di:
 
– semplificazione di adempimenti per i gestori di postazioni di accesso ad internet;
– incentivazione dei cittadini all’utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti con le amministrazioni pubbliche;
– uniformità temporale per l’utilizzo del fascicolo sanitario elettronico (FSE) su tutto il territorio nazionale e la realizzazione della relativa infrastruttura centrale.
– modifiche alla disciplina dei furti di identità di cui al D.Lgs.141/2010, consentendo di effettuare ulteriori richieste di verifica dell'autenticità dei dati contenuti nella documentazione al fine di accertare l'identità dei soggetti;
– istituzione  del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID) modificando conseguentemente il Codice dell’amministrazione digitale. Con un personale della P.A. obsoleta da ogni punto di vista questa sara l'ennesima disfatta italiana. Ci vogliono giovani giovani giovani.
 
Viene poi rafforzata la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, escludendosi la trasmissione via fax delle comunicazioni di documenti tra le amministrazioni, prevedendosi inoltre che le stesse procedano alla consultazione degli atti ai fini degli accertamenti d'ufficio esclusivamente per via telematica (vale a dire escludendo l'utilizzo del fax). Ad oggi molte CCIAA d'Italia non accettano mail e fax per istanze in quanto P.A.?
 
Infrastrutture
 
– Tra le varie norme segnaliamo la previsione di una deroga straordinaria, fino al 31 dicembre 2015, ai limiti di spesa vigenti per le spese effettuate dagli enti locali coinvolti nell’organizzazione dell’ EXPO Milano 2015, e la concessione di uno specifico finanziamento al Ministero delle politiche agricole per partecipare all’EXPO medesimo. Al 2015 saremo falliti
 
– Suddivisione in lotti funzionali degli affidamenti relativi ai contratti per lavori, servizi e forniture, e corresponsione in favore dell’appaltatore di un’anticipazione pari al 10 per cento dell’importo contrattuale; tale norma(che si applicherà fino al 2014) introduce di fatto una deroga ai divieti vigenti di anticipazione del prezzo.
 

Novità per i Trasporti e per la semplificazione dei procedimenti amministrativi

 Trasporti
 
Modifiche al Codice della nautica da diporto di alcune norme che regolano le attività di noleggio occasionale di durata complessiva non superiore a 42 giorni ed, in ambito fiscale, esentando dal pagamento della tassa le unità da diporto con lunghezza fino a 14 metri e riducendone l’ammontare per le imbarcazioni di lunghezza compresa tra i 14 e i 20 metri.
In materia di sanzioni per violazioni al Codice della Strada, si prevede  il pagamento in misura ridotta del 30 per cento delle sanzioni nel caso di pagamento effettuato entro cinque giorni, con l’esclusione delle violazioni più gravi, nonché la possibilità di utilizzo di strumenti di pagamento elettronico. Ormai le barhe sono  andate via a Malta, Serbia, Cipro………..adesso è tardi !
 
Procedimento amministrativo
 
Un ulteriore intervento previsto dal decreto-legge concerne la materia del procedimento amministrativo, e riguarda:
 
a) il diritto di chiedere un indennizzo da ritardo – che si aggiunge all’istituto del risarcimento del danno da ritardo, già vigente- della pubblica amministrazione nella conclusione dei procedimenti amministrativi iniziati ad istanza di parte : la misura dell’indennizzo è stabilita in una somma pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo rispetto alla data di scadenza del termine procedimentale, fermo restando un tetto massimo di 2.000 euro, ed il termine di scadenza per azionare un eventuale potere sostitutivo è di 20 giorni; AH AH AH oggi una società si apre a malta in 5 gg, in UK in 2 gg, in Italia 50 gg……..la perdita che subisce una società nell'aprire in ritardo non è di 30 euro.!!!
 
b) l’obbligo di fissare la data di decorrenza dell’efficacia degli obblighi amministrativi introdotti a carico di cittadini ed imprese al 1° luglio o al 1° gennaio successivi alla loro entrata in vigore ;
 
c) semplificazioni per acquisto della cittadinanza italiana da parte di stranieri nati in Italia
 
Vengono introdotte alcune semplificazioni in materia agricola, stabilendosi che per la vendita diretta esercitata in occasione di sagre, fiere ed altre manifestazioni non sia richiesta la comunicazione di inizio attività;
 
si prevede altresì che l'attività di vendita diretta, se svolta mediante il commercio elettronico, può essere iniziata contestualmente all'invio della comunicazione al comune del luogo ove ha sede l'azienda di produzione e infine che nell’ambito dell’esercizio della vendita diretta è consentito il consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita. Inoltre viene abrogato l'obbligo, per il personale addetto alla preparazione e vendita di sostanze alimentari, di essere munito di apposito libretto di idoneità sanitaria, e si sopprimono le disposizioni le quali prevedono che il titolare delle imprese che effettuano attività di revisione dei veicoli debba essere munito di certificazione sanitaria di idoneità all'esercizio dell'attività medesima.
 
 

Edilizia – Lavoro – Università e Ricerca

Tra le misure in tema di edilizia si segnalano:

  • la esclusione dalla tipologia degli interventi di ristrutturazione edilizia delle opere di demolizione e ricostruzione che comportano solamente variazioni nella sagoma; – viene eliminata la scadenza del 30 giugno 2014, oltrepassata la quale, in assenza della deliberazione comunale, non avrebbe trovato applicazione la SCIA per interventi di modifica alla sagoma;

  • la ricomprensione nella ristrutturazione edilizia anche del ripristino/ricostruzione di edifici crollati o demoliti;

  • la abrogazione delle disposizioni che prevedono, limitatamente ad alcune tipologie di interventi di edilizia libera, la dichiarazione del tecnico abilitato di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa né con il committente;

  • la possibilità, per gli interventi assoggettati a SCIA, che l’interessato possa richiedere allo sportello unico di provvedere all’acquisizione di tutti gli atti di assenso necessari per l’intervento edilizio prima di presentare la SCIA, o contestualmente alla segnalazione.

  • L’obbligo per l’INAIL di destinare fino a 100 milioni di euro annui per il triennio 2014-2016, per la definizione di un piano di edilizia scolastica;

  • La riqualificazione e messa in sicurezza delle scuole statali (piani per i quali vengono destinati 150 milioni di euro).

     

Lavoro

Con riguardo agli interventi in materia di lavoro con l'intento di semplificare gli adempimenti delle imprese, viene previsto:

– La modifica della durata del Documento unico di regolarità contributiva (DURC) da 90 a 120 giorni;  Quale vantaggio avranno le imprese?

– la semplificazione di vari adempimenti formali in materia di sicurezza sul lavoro e denunce di infortuni

– la possibilità di trasmissione per via telematica dei certificati medici di gravidanza, parto e interruzione di gravidanza, ai fini dell’erogazione delle prestazioni di maternità

– la previsione di procedure semplificate ai fini dell’adempimento degli obblighi di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria, nei casi in cui la permanenza del lavoratore in azienda non sia superiore alle cinquanta giornate di lavoro nel corso dell'anno solare.

– l’estensione della disciplina speciale in materia di sicurezza sul lavoro relativa al volontariato, alle associazioni di promozione sociale e al servizio civile;

– l’introduzione di ulteriori garanzie ai fini dell’individuazione di un incaricato per la sicurezza in sostituzione della redazione del Documento di valutazione rischi da interferenze (D.U.V.R.I)nei settori a basso rischio infortunistico (con riduzione a cinque uomini-giorno del limite al di sopra del quale il Documento. va comunque redatto); Questo strumento produrrà ulteriori costi per le aziende.

– la previsione di criteri più rigorosi per l’individuazione dei settori a basso rischio di infortuni e malattie professionali;

– la semplificazione delle procedure per le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro; l’estensione dell’ambito applicativo, con specifiche garanzie, delle disposizioni relative ai cantieri temporanei o mobili;

– la semplificazione delle procedure di denuncia degli infortuni sul lavoro da parte dell’INAIL;

– l’esclusione delle spese relative al costo del personale nella determinazione del prezzo più basso negli appalti pubblici.

Università e Ricerca

Per quanto concerne l’università e la ricerca, viene aumentata la facoltà di assunzioni nelle università e negli enti di ricerca per l’anno 2014: in particolare, la stessa è elevata dal 20 al 50 per cento della spesa relativa al corrispondente personale complessivamente cessato dal servizio nell'anno precedente.

Viene prevista la possibilità di chiamata diretta, da parte delle università, di studiosi che siano risultati vincitori di alcuni programmi di ricerca di alta qualificazione.

Viene inoltre incrementato il sostegno al merito ed alla mobilità degli studenti universitari, prevedendo a tal fine una borsa di studio “per la mobilità” – cumulabile con le borse di studio assegnate ai sensi della normativa generale sul diritto allo studio universitario.

Misure fiscali del Decreto del Fare

Tra le misure fiscali volte a sostenere l’economia si segnala :
 
– l’applicazione per il periodo 1° agosto 2013 – 31 dicembre 2015 dell’accisa nella misura di 25 euro per mille litri, relativamente al gasolio utilizzato per il riscaldamento delle coltivazioni sotto serra da parte dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoliprofessionali, nel caso che gli stessi soggetti, in sede di richiesta dell’assegnazione del gasolio, si obblighino a rispettare la progressiva riduzione del consumo di gasolio per finalità ambientali. Qui vedo ulteriori aumenti per gli imprenditori!
 
– Estensione anche al periodo d’imposta 2014 dei crediti d’imposta per la produzione, la distribuzione e l’esercizio cinematografico previsti dalla legge finanziaria 2000, nel limite massimo di spesa di 45 milioni. I crediti d’imposta concernono sia i soggetti passivi IRES e i titolari di reddito di impresa a fini IRPEF, che non appartengono alla filiera del settore cinematografico ed audiovisivo (c.d. tax credit esterno), sia le imprese interne alla filiera del cinema (c.d. tax credit interno).
 
– viene soppressa la norma della responsabilità solidale dell’appaltatore per il versamento all'erario dell'imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore e dall'appaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell'ambito del contratto, mentre rimane per il versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente;
 
viene soppressa la norma che aveva inteso semplificare la dichiarazione annuale presentata dai sostituti d’imposta attraverso la trasmissione mensile dei dati (cd. 770 mensile);
 
Viene estesa la possibilità di ricorrere ai CAF anche per quei soggetti che nell’anno 2013 si trovavano in una condizione di lavoratore dipendente, ma nell’anno successivo non risultano più tali (e quindi non avrebbero potuto utilizzare un CAF in quanto non sussistendo più il rapporto di lavoro dipendente, non figura più il sostituto di imposta). Gli effetti della disposizione si concretizzano nella possibilità di ottenere già nell’anno stesso (successivo a quello del rapporto di lavoro dipendente) eventuali rimborsi (credito) da parte dell’Amministrazione finanziaria.
 
In tema di riscossione, per venire in aiuto ai contribuenti in difficoltà economica o con momentanea carenza di liquidità. Viene prevista la possibilità di rateizzazione fino a dieci anni – 120 rate mensili-, nei casi di comprovata e grave situazione di difficoltà, eventualmente prorogabile per altri dieci anni. Gli imprenditori non hanno lavoro e non possono pagare….!!
 
– viene ampliato a otto il numero di rate non pagate, anche non consecutive, a partire dal quale il debitore decade dal beneficio della rateizzazione del proprio debito tributario
 
viene stabilità l’impignorabilità sulla prima ed unica casa di abitazione a fronte di debiti iscritti a ruolo (per gli altri immobili del debitore l'agente della riscossione può procedere all'espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito per cui si procede è superiore a centoventimila euro.
 
limiti di pignorabilità dei beni strumentali, sono estesi ai debitori costituiti in forma societaria; è stata inoltre inserita una norma in materia di fermo amministrativo dei beni mobili registrati, prevedendo che prima del fermo l’agente della riscossione notifichi una comunicazione preventiva con la quale avvisa che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di 30 giorni, sarà eseguito il fermo; se entro tale termine il debitore dimostra che il bene in questione è strumentale all’attività di impresa o della professione il fermo non è eseguito. Si prevede inoltre, che l'agente della riscossione non dia corso all'espropriazione per uno specifico paniere di beni definiti "beni essenziali", da individuarsi con apposito decreto del Ministero dell'economia.
 

Modifiche al sistema giudiziario civile

E'  introdotta la figura del giudice ausiliario, nel numero massimo di 400 unità, per lo smaltimento dell’arretrato civile.
 
– E’ prevista la possibilità che laureati in giurisprudenza con un età massima di 30 anni, qualificati e selezionati svolgano stage formativi di diciotto mesi presso uffici giudiziari;gli ammessi allo stage partecipano alle udienze, non percepiscono alcun compenso e possono svolgere altre attività purchè con modalità compatibili.
 
– Rivista la disciplina del preconcordato (o concordato con riserva), con il quale l’imprenditore in stato di crisi presenta la domanda, riservandosi di presentare entro un determinato termine la proposta, il piano e la documentazione relativamente alla ristrutturazione del debito, all’attribuzione dell’attività delle imprese a un assuntore e alla suddivisione dei creditori in classi. Le prescrizioni introdotte sono dirette a evitare abusi da parte del debitore e ad aumentare le informazioni dei creditori e del tribunale.
 
– E' modificata la disciplina della mediazione civile. In particolare, è ripristinata la mediazione obbligatoria, già oggetto di una declaratoria d'incostituzionalità per eccesso di delega da parte della Corte costituzionale. La norma è stata consistentemente integrata nel corso dell’esame da parte della Camera, disponendosi in particolare che, ricevuta la domanda di mediazione, il mediatore debba, entro 30 giorni, fissare un primo incontro tra le parti, e che tanto al primo incontro quanto ai successivi le parti debbano partecipare alla mediazione con l’assistenza di un avvocato; in sede di primo incontro il mediatore dovrà inoltre invitare le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione. E’ stato infine introdotto il principio della gratuità della mediazione quando appaia chiaro, già in sede di primo incontro, che non sussistono i presupposti per procedere.