Mentre il nuovo redditometro è al via ed alle porte arriva la “Service Tax” gli italiani trasferiscono le loro attività in Malta

L’Agenzia prepara le liste da accertare relative al 2009. Lo strumento confronta redditi dichiarati e spese del contribuente sia certe che desunte dalle medie ISTAT

Il nuovo redditometro è pronto per essere utilizzato e l’Agenzia sta ultimando in questi giorni la preparazione delle liste di accertamenti, sembra 35 mila, che saranno effettuati da qui a fine anno sul periodo di imposta 2009. Ricordiamo che il nuovo strumento si basa sull ’analisi comparata dei redditi dichiarati e spese effettuate, così come risultano dalle dichiarazioni o banche dati del Fisco (ad es. mutui o spese sanitarie o bollette di casa),  o in assenza, ricavate dalle medie di spesa elaborate dall’ ISTAT ( ad es. per le spese di vitto, abbigliamento o tempo libero) . E' previsto un possibile scostamento massimo consentito pari al 20%. L’accertamento vero e proprio scatta solo dopo la fase di contraddittorio ed eventuale adesione “bonaria”.
 

Gli italiani più coraggiosi e stanchi della pressione fiscale in continua crescita, si veda l'IMU, la TARES, il REDDITOMETRO, gli STUDI DI SETTORE, la SERVICE TAX in arrivo, le MARCHE DA BOLLO, ecc ecc vanno verso Malta la nuova Marsalam per i turisti e con una economia in espansione.

Oggi gli imprenditori di tutti il mondo, Russi, Francesi, Italiani, Inglesi, Spagnoli, e tanti altri si incontrano tutti a MALTA.

 

Quadro RW, la legge europea riduce le sanzioni – L’Italia è sempre più nel ridicolo!!

Attesa in G.U. domani la modifica al DL 167/1990 con riduzione delle penalità per chi omette la dichiarazione di beni e attività all'estero

Il Parlamento ha ratificato il 31 luglio scorso la modifica della normativa sul monitoraggio fiscale riducendo le sanzioni per chi non dichiara nel quadro RW di Unico attività e beni detenuti all’estero e prevedendo una semplificazione degli obblighi dichiarativi. Ciò a seguito dell’intervento della Commissione Europea che aveva raccomandato una maggiore proporzionalità del regime sanzionatorio. La misura della penalità non è più compresa tra il 10 e il 50% del valore delle attività non dichiarate bensì tra il 3 al 15% e non sarà più possibile disporre la confisca di tali beni. Inoltre,in caso di ravvedimento entro i 90 giorni sarà applicata la sola sanzione di 258 euro. E’ previsto però un raddoppio della sanzione (dal 6 al 30% ) per violazioni riferite ad attività ed investimenti in Paesi della c.d. Black list. Il nuovo regime è retroattivo tranne che per gli atti di irrogazione di sanzioni divenuti definitivi (articolo 3, comma 3, del Dlgs 471/1997). Per quando riguarda la compilazione del quadro RW in Unico 2014 saranno eliminate le sezioni I e la sezione III . Scompare però la soglia minima di compilazione del quadro fissata a 10mila euro per cui dall’anno prossimo andrà dichiarato ogni importo. La pubblicazione è prevista in Gazzetta Ufficiale per domani.

Finalmente l'Europa è venta incontro agli imprenitori Italiani!!!

Testo a cura del Dottor Angelo Taccone

Aams: giochi online, oscurati altri 68 siti illegali, molti sono Aste Online – Mentre a Malta è tutto legale.

I Monopoli di Stato hanno aggiornato la black-list dei siti non autorizzati con l'obiettivo di contrastare le truffe online: ad oggi sono in tutto 4.428

Aggiornata la 'black list' dei Monopoli di Stato, che contiene l'elenco dei siti non autorizzati alla raccolta di gioco in Italia. I domini oscurati sono ora 4.428, dunque 68 in più rispetto all'aggiornamento diffuso lo scorso 21 maggio.

siti non autorizzati vengono oscurati per attuare le disposizioni contenute nell'articolo 1 della Legge Finanziaria 2006, con lo scopo di contrastare le truffe online connesse al gioco d'azzardo.

A giugno 2012 la spesa complessiva dei giochi pubblici online è stata di quasi 52 milioni di euro, per una raccolta di oltre 1,15 miliardi di euro. I Monopoli di Stato (Aams) hanno spiegato che il "valore della raccolta, con l'introduzione di giochi che per la loro natura presentano un payout molto alto, superiore al 97% (giochi di carte e giochi di sorte a quota fissa come il poker cash e i casinò games), non è confrontabile con quello dei mesi precedenti ad agosto 2011. Il valore della spesa, invece, consente di confrontare in modo omogeneo i giochi con payout molto differenti tra loro".

Nel 2011 la spesa che gli italiani destinavano ai giochi online era salita del 7%. A dirlo i risultati della ricerca dell’Osservatorio Gioco Online, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, dai Monopoli di Stato e da Sogei nel 2012 secondo cui, la raccolta online (ovvero la spesa lorda) era raddoppiata nel 2011 passando da 4,8 a 9,85 miliardi di euro.

A Malta l'attività è legale se viene costituita e gestita secondo le regole maltesi. Ed è per questo motivo che è importante rivolgersi a professionisti del settore.

Per ogni vostra richiesta di informazioni potete contattarci.

Malta la nuova meta del mediteranneo e degli Italiani

Allora perchè venire a Malta:

-Malta è ben collegata con l’Italia, in quanto sono presenti le principali compagnie aeree, anche quelle low cost è una favolosa meta per gli amanti del Diving, ha come capitale Valletta : cittàricca di storia e fascino, prossima capitale della cultura nel 2018.

-Malta ha un ottimo mare e Comino con la sua Blue Lagoon oppure Gozo con Ramla bay, baia ricca di storia dove Ulisse soggiornò per sette anni rapito da Calypso e Gozo accontenta anche i divers e gli amanti del trekking.

A Malta la moneta in uso è l’Euro, che fa parte dell’Unione Europea per cui l’assistenza sanitaria è gratuita, ed è un paese molto sicuro e dal clima mite tutto l’anno, qui sopratutto d’estate non vi dovrete preoccupare del sole perchè è sempre presente.

Mi occupo di aperture Offshore, Company Limited, Holding e Fiduciarie, pertanto vi invito a visitare Malta

In ogni caso posso organizzarvi la vostra permanenza in Malta dall'arrivo in aeroporto fino alla partenza.

Per ogni vostra domanda potete scrivere a: piero@pierodibello.it

Indicazione separata dei costi black list

 
Una società di capitali ha dimenticato di indicare separatamente nel quadro F i costi black list per l'anno 2010. Si può rimediare presentando adesso una dichiarazione integrativa, non avendo ancora avuto alcun accesso e controllo?
 
Le spese derivanti da operazioni intercorse con imprese operanti in Paesi o territori a fiscalità privilegiata sono indeducibili, salvo prova contraria, da parte dell’impresa committente (articolo 110, comma 11, del Tuir). Tali costi devono essere indicati separatamente nella dichiarazione dei redditi. Per l'omessa esposizione, sono previsti regimi sanzionatori diversi a seconda che siano o meno stati avviati controlli da parte degli uffici (circolare 46/2009). Si applica la sanzione proporzionale pari al 10% dei costi non indicati, con un minimo di 500 e un massimo di 50.000 euro (articolo 8, comma 3-bis, Dlgs 471/1997), se il contribuente presenta la dichiarazione integrativa (articolo 2, comma 8, Dpr 322/1998) dopo l’avvio dei controlli da parte degli uffici (circolare n. 1/2013). Se invece il contribuente presenta la dichiarazione integrativa prima della formale conoscenza dell’attivazione dei controlli da parte dell’ufficio, è prevista la sanzione residuale da 258 a 2.065 euro (articolo 8, comma 1, Dlgs 471/1997). Il contribuente deve però fornire la prova che l’impresa estera svolge effettivamente un’attività commerciale ovvero che le operazioni poste in essere rispondono a un effettivo interesse economico e che le stesse hanno avuto concreta esecuzione (circolare 11/2007).

REQUISITI PER L’ATTIVITÀ DI MEDIAZIONE

Il mediatore è colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione , dipendenza o rappresentanza (art. 1754 c.c.). Il mediatore immobiliare si occupa della compravendita e locazione di immobili residenziali e non, di terreni, nonchè della cessione o dell'affitto di aziende. Il mandatario a titolo oneroso è colui che in forza di un mandato si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto di una sola parte (il mandante) nel settore immobili e aziende. Il mediatore merceologico si occupa di affari relativi a prodotti e il mediatori in servizi vari ricomprende tutte quelle attività residuali non comprese nelle precedenti attività di mediazione.


Per poter svolgere l'attività di mediazione bisogna possedere determinati requisiti:

REQUISITI GENERALI

  • Maggiore età
  • Cittadinanza dell´Unione Europea o possesso del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo, lavoro dipendente, motivi familiari o iscrizione all´ufficio di collocamento per le persone fisiche, per i legali rappresentanti di società cittadinanza dell´U.E.o possesso di soggiorno per uso lavoro autonomo,dipendente (anche per gli altri usi precedentemente elencati)
  • Residenza o domicilio professionale nella provincia dove intende svolgere l´attività
  • Possesso dei diritti civili
  • Diploma di scuola secondaria di secondo grado.

REQUISITI MORALI
Salva la riabilitazione o depenalizzazione ai sensi di legge:

  • non essere stato dichiarato fallito
  • non essere stato sottoposto a misure di prevenzione definitive
  • non essere stato condannato alla reclusione per i reati previsti dalla legge sull´assegno
  • non essere stato condannato per delitti contro la pubblica amministrazione, l´amministrazione della giustizia, la fede pubblica, l´economia pubblica, l´industria ed il commercio
  • non essere stato condannato per i delitti di omicidio volontario, furto, rapina, estorsione, truffa, appropriazione indebita, ricettazione, emissione di assegni a vuoto (assegni senza provvista e assegni senza autorizzazione del trattario recentemente depenalizzati con Decreto Legislativo n.507 del 30.12.1999 in vigore dal 15.01.2000)
  • non essere stato condannato per un delitto non colposo diverso da quelli espressamente indicati, per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e nel massimo a cinque anni.

Qualora si ottenga il provvedimento di riabilitazione i punti citati non sono più ostativi all´iscrizione.

REQUISITI PROFESSIONALI
La legge 57/2001 art. 18 recante modifiche alla legge 39/1989 prevede due alternative:

  • aver conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado, avere frequentato un corso di formazione ed aver superato un esame diretto ad accertare l´attitudine e la capacità professionale dell´aspirante in relazione al ramo di mediazione prescelto.
  • aver conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado ed aver effettuato un periodo di prova di almeno 12 mesi continuativi con l´obbligo di frequenza di uno specifico corso di formazione professionale.(Non ancora attuabile)

AVVERTENZA 
Ai fini dell'esercizio dell'attività di mediazione la Camera di Commercio non è competente per il riconoscimento di titoli di studio (diplomi) conseguiti all'estero da cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari. Per tale riconoscimento occorre rivolgersi al Ministero dello Sviluppo economico seguendo le istruzioni presenti sul sito al seguente link "Servizi e professioni".

 Per le società che intendono esercitare la mediazione, i requisiti devono essere posseduti da tutti i legali rappresentanti.

INCOMPATIBILITA´
Le incompatibilità per l'esercizio dell'attività di mediazione secondo l´articolo 18 della legge 57/2001 recante modifiche alla legge 39/89, sono le seguenti:

  • attività svolta in qualità di dipendenti da persone, società o enti, privati e pubblici, ad esclusione delle imprese di mediazione;
  • lavoro dipendente part-time nell´ente pubblico superiore al 50%.
  • attività imprenditoriali e professionali, escluse quelle di mediazione comunque esercitate.

 

Iva: via libera del Consiglio Ue a due direttive antifrode

Entrambe intervengono su due precedenti provvedimenti e sono state approvate per contrastare il fenomeno
 
Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato due direttive che permetteranno agli Stati membri di fronteggiare meglio e con maggiore incisività i casi di frode Iva, facilitando la reazione rapida anche attraverso misure specifiche nei riguardi delle frodi-carosello che incidono pesantemente sul bilancio comunitario. Le frodi carosello, come noto, si sono affermate negli ultimi anni e si concretizzano in un abuso del sistema dell'Iva. In particolare, si tratta di operazioni finanziarie finalizzate a realizzare attività economiche fittizie per ottenere crediti di imposta con profitti per centinaia di milioni di euro. Lo scopo della frode è far "rientrare" l'Iva attraverso una operazione fittizia e utilizzando società di comodo.
 
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
Le due direttive sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 26 luglio 2013 (L201) in materia di meccanismo di reazione rapida, in sigla QRM (Quick Reaction Mechanism), e di reverse charge (inversione contabile). I provvedimenti prevedono che gli Stati membri possano applicare, fino al 31 dicembre 2018, il meccanismo del reverse charge, inversione contabile, alle cessioni per un periodo minimo di due anni nell’ambito dei seguenti settori: gas, energia elettrica e relativi certificati; console di gioco; tablet, computer e cellulari; cereali e colture industriali; metalli.
 
Le due direttive in dettaglio
La prima direttiva, 2013/42/UE del Consiglio, del 22 luglio 2013, interviene modificando la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, per quanto riguarda un meccanismo di reazione rapida contro le frodi in materia di Iva; la seconda direttiva, 2013/43/UE del Consiglio, del 22 luglio 2013, interviene modificando, invece, la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto in merito all'applicazione facoltativa e temporanea del meccanismo dell'inversione contabile alla cessione di alcuni beni e alla prestazione di alcuni servizi a rischio di frodi.
Entrambe le direttive troveranno applicazione fino al 31 dicembre 2018, con possibilità di successivo rinnovo su proposta della Commissione UE e con l’approvazione unanime del Consiglio.
 
Meccanismo di reazione rapida 
Tenuto conto dei numerosi casi di frode che si sono verificati negli ultimi anni, una risposta rapida ed eccezionale a ulteriori casi di frode improvvisa è assicurata dalla misura speciale del meccanismo di reazione rapida (Quick Reaction Mechanism – QRM), che consiste nella facoltà di applicare l'inversione contabile per un breve periodo, a seguito di notifica appropriata da parte dello Stato membro interessato. La Commissione europea, una volta in possesso dei dati, dovrebbe disporre di un breve periodo per valutare la notifica e confermare se ha obiezioni nei confronti della misura speciale del QRM.
 
I poteri dei singoli Stati e della Commissione Ue
Lo Stato membro che ha notificato l'intenzione di applicare la misura speciale del QRM può farlo soltanto dopo che la Commissione europea ha notificato l'assenza di obiezioni.   
Nel caso in cui la Commissione esprima obiezioni nei confronti della misura speciale del QRM, elabora un parere negativo entro un mese dalla notifica e ne informa lo Stato membro interessato e il comitato Iva. In caso contrario, informa per iscritto lo Stato membro interessato e il comitato Iva entro lo stesso termine. Lo Stato membro può adottare la misura speciale del QRM a decorrere dalla data di ricevimento della conferma.

Trasferimento di ramo d´azienda: cessionario, responsabile in solido

È chiamato a rispondere per il pagamento dei debiti preesistenti all’operazione, a nulla rilevando l’accertamento giudiziale del soggetto passivo d’imposta
 
La responsabilità tributaria in caso di cessione d’azienda è specificamente regolata dall’articolo 14 del Dlgs 472/1997 (decreto legislativo emanato per attuare la delega sulle sanzioni amministrative tributarie non penali), il cui primo comma dispone che il cessionario è responsabile in solido (fatto salvo il beneficio della preventiva escussione del cedente ed entro i limiti del valore dell'azienda o del ramo d'azienda) per il pagamento dell'imposta e delle sanzioni riferibili alle violazioni commesse nell'anno in cui è avvenuta la cessione e nei due precedenti, nonché per quelle già irrogate e contestate nel medesimo periodo, anche se riferite a violazioni commesse in epoca anteriore.
A sua volta il codice di diritto comune prevede, al primo comma dell’articolo 2560 cc, che l'alienante l’azienda non è liberato dai debiti, inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito, mentre al successivo capoverso si statuisce che nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l'acquirente dell'azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori.
 
Nella controversia oggetto della sentenza in rassegna (Cassazione n. 14169/2013), la società conferitaria aveva opposto alla pretesa dell’ente impositore che il debito per il pagamento della tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, sorto in capo alla società conferente il ramo d’azienda, non poteva essere richiesto giudizialmente alla società conferitaria in quanto il relativo debito non emergeva dalle scritture contabili obbligatorie.
 
La pronuncia, in primo luogo, ha ricordato la propria giurisprudenza in merito alla qualificazione del trasferimento di ramo d'azienda, anche mediante conferimento, in termini di successione a titolo particolare, riconducibile al genus della cessione d'azienda, come affermato nella sentenza 19 novembre 2007, n. 23936, citata da questa in commento, per la quale il trasferimento dell'azienda o di un ramo d'azienda configura una successione a titolo particolare nei rapporti preesistenti; il che, sul piano processuale, determina, ai sensi dell'articolo 111 cpc, la prosecuzione del processo in corso tra le parti originarie, salvo il diritto del successore a titolo particolare di intervenire nel processo o la possibilità di chiamata in causa dello stesso, atteso che detto trasferimento non ne determina l'estinzione.
 
Nella successiva sentenza 19 gennaio 2010, n. 792, fu evidenziato che, qualora la successione riguardi un appalto con la PA ricompreso in un ramo di azienda oggetto di conferimento in favore di una società, poiché la prova della avvenuta successione deve riguardare, oltre che il conferimento del ramo d'azienda e l'inclusione in questo del suddetto contratto, anche l'avvenuta effettuazione della comunicazione di cui all'articolo 35, comma 1, della legge n. 109/1994, secondo le modalità previste dal Dpcm 11 maggio 1991, n. 187 (applicabili ratione temporis), attesa l'indefettibilità di tale adempimento per l'efficacia della cessione nei confronti dell'Amministrazione.
 
Nell’ambito tributario, invece, la pronuncia della Suprema corte 29 settembre 2006, n. 21229, aveva evidenziato che, in caso di conferimento di un'azienda individuale in una società, sia essa di persone o di capitali, si verifica un fenomeno traslativo soggetto alla disciplina dell'articolo 2558 e seguenti del codice civile, consistente nella cessione dell'azienda del conferente in favore del soggetto cui viene ceduta. Pertanto, per effetto di tale trasferimento, l'alienante acquista la posizione di socio della società, ma, salvo che non risulti il consenso dei creditori, egli non è liberato dai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta, anteriori al trasferimento, con l’effetto di essere legittimato a contestarne l'esistenza, mentre la corresponsabilità del cessionario nei confronti dei creditori aziendali pretende, quale elemento costitutivo essenziale, l'intervenuta annotazione dei debiti nei libri contabili obbligatori, ai sensi dell'articolo 2560, secondo comma, cc. Occorre rilevare, però, come in tale controversia risultava applicabile ancora l'articolo 19 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, il quale individua(va) la responsabilità dell'autore della violazione di norma tributaria per tributo, tassa e soprattassa, mentre condiziona(va) la corresponsabilità in solido del successore in un'azienda commerciale o industriale, per i tributi relativi alla medesima, alla presunzione legale di frode nel trasferimento.
 
L’accertamento giudiziale della Commissione tributaria in base non soltanto alla perizia allegata all’atto di conferimento dell’esistenza del debito tributario in capo alla società conferente, ma anche “alla documentazione contabile di supporto”, ha attestato l’applicabilità della disciplina codicistica, non avendo potuto riscontrare, per carenza di richiesta giudiziale del contribuente, l’applicabilità di quella tributaria dettata dall’articolo 14 del Dlgs n. 472, il cui secondo comma prevede – come noto – che l'obbligazione del cessionario è limitata al debito risultante, alla data del trasferimento, dagli atti degli uffici finanziari e degli enti preposti all'accertamento dei tributi di loro competenza.
A sua volta il, terzo comma dispone che gli uffici e gli enti indicati nel comma 2 sono tenuti a rilasciare, su richiesta dell'interessato, un certificato sull'esistenza di contestazioni in corso e di quelle già definite per le quali i debiti non sono stati soddisfatti, avendo cura di aggiungere che “Il certificato, se negativo, ha pieno effetto liberatorio del cessionario, del pari liberato ove il certificato non sia rilasciato entro quaranta giorni dalla richiesta”.

In ordine al profilo processuale tributario, si rammenta che la Corte regolatrice del diritto ha già affermato nella sentenza 12 gennaio 2012, n. 255, che l’articolo 14, comma 6, del Dlgs n. 546/1992, prevede che possono intervenire volontariamente o essere chiamati in giudizio i soggetti che, insieme al ricorrente, sono destinatari dell'atto impugnato o parti del rapporto tributario controverso. Ne consegue che è stato ritenuto, dai giudici di Cassazione, legittimo – anche in appello – l’intervento del cessionario dell’azienda responsabile ai sensi dell’articolo 14 del Dlgs n. 472/1997 per il pagamento dell'imposta e delle sanzioni riferibili alle violazioni commesse dal cedente nei limiti temporali ivi indicati.
Non si riscontrano precedenti giurisprudenziali negli esatti termini.

 
Quindi ponete attenzione all'acquisto di aziende in quanto pianificare il trasferimento è importante. 
 
Per ogni vostro dubbio oppure per consulenze specifiche potete contattarci.

La exit tax diventa più europea: in Gazzetta le norme attuative

exit taxÈ “ufficiale” la disciplina operativa che consente il differimento del prelievo sulle plusvalenze latenti in caso di trasferimento di residenza dell’impresa in un paese Ue

Operativa la disciplina in materia di differimento della riscossione della exit tax. Nella Gazzetta Ufficiale del 12 agosto è stato pubblicato il decreto 2 agosto 2013 del ministro dell’Economia e delle Finanze, che adotta le disposizioni attuative dell’articolo 166, comma 2-quaterdel Tuir.

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Malta: mare, sole, storia e tanta attrattiva per le PMI Italiane

Fin dal momento del suo ingresso nell’UE nel 2004, Malta ha dato avvio ad un processo complesso di modernizzazione del la propria economia.
Ed è sempre più riconosciuta come estremamente funzionale, competitiva a livello di costi, una giurisdizione rigorosamente regolata, fortemente
orientata verso l’investimento nell’istruzione e nella formazione del personale qualificato. L’espansione dei servizi finanziari, del settore del gaming e dei servizi di trasporto aereo ha avuto ritmi di crescita molto superiori negli ultimi anni, determinando una forte necessità di professionalità altamente qualificate. 
 
È stato creato un framework di incentivazione per attirare l’interesse di alcune figure professionali a considerare favorevole l’offerta di lavoro proveniente da aziende localizzate ed operanti a Malta e in settori autorizzati e riconosciute rispettivamente dall’Autorità Finanziaria (Malta Financial Services Autority), dalla Lotteries and Gaming Authority o in possesso di certificato di operatore aereo.
 
Tali incentivazioni sono prevalentemente di natura fiscale e, oltre ad essere particolarmente convenienti, risultano essere ancora più interessanti poiché sono stabilite per un periodo di 4 o 5 anni con condizioni chiare e facilmente dimostrabili.
 
Schema di Regolamento
 
a) Reddito da lavoro
Il reddito derivante da un rapporto di lavoro riconducibile ad una qualifica professionale di cui all’elenco riportato più sotto, svolto presso una società autorizzata e/o riconosciuta dalla Malta Financial Services Authority è soggetto a tassazione con un’aliquota forfettaria del 15%, a condizione che l’ammontare del reddito sia uguale o superiore a € 75.000,00. Detto importo viene adeguato annualmente in base alla variazione dell’indice dei prezzi al dettaglio e – per l’esercizio 2013 – è determinato in euro 80.100,00.
L’aliquota forfettaria del 15% viene applicata fino ad un reddito massimo di € 5.000.000,00 (cinque milioni di euro); ogni eccedenza è esente da imposta.
L’aliquota d’imposta del 15% si applica per un periodo consecutivo di cinque anni nel caso di soggetti residenti nello Spazio Economico Europeo (vale a dire i paesi dell’UE più la Norvegia,Islanda e Liechtenstein) e dei soggetti residenti in Svizzera, mentre è ridotto a quattro anni per i cittadini di Paesi terzi.
Il periodo di quattro o cinque anni, a seconda dei casi, decorre dal momento di acquisizione della residenza fiscale a Malta.
 
b) Contratto minimo di attività
Il professionista può beneficiare dell’aliquota agevolata del 15% se soddisfa tutte le seguenti condizioni:
1. è titolare di redditi di lavoro assoggettabili all’imposta sul reddito a Malta;
2. ha un contratto di lavoro regolato dalla normativa maltese e dimostri alle autorità competenti – Malta Financial Services Authority (nel caso di servizi finanziari), Lotteries and Gaming Authority (nel caso di servizi di gaming) e Transport Malta (nel caso di servizi di trasporti aerei) – che il contratto ha un regolare ed effettivo svolgimento a Malta.
Nota: nel caso di rapporti di lavoro frazionati tra società appartenenti allo stesso gruppo ed in rapporto di controllo al 100% sarà sufficiente che il reddito complessivo (esclusi i fringe benefits) superi la soglia minima come sopra indicato;
 
3. dimostri alle autorità competenti – Malta Financial Services Authority (nel caso di servizi finanziari), Lotteries and Gaming Authority (nel caso di servizi di gaming) e Transport Malta (nel caso di servizi di trasporti aerei) – di avere maturato almeno cinque anni di esperienza professionale;
 
4. non benefici di detrazioni specifiche dedicate ai professionisti espatriati nel campo dei servizi di investimento (ai sensi dell’articolo 6 della Legge sulla tassazione del reddito); 
 
5. determini la base imponibile quale sommatoria di tutti i redditi di lavoro erogati dal datore di lavoro o da terze parti, riconducibili al datore di lavoro principale;
 
6. dimostri alle Autorità competenti – Malta Financial Services Authority (nel caso di servizi finanziari), Lotteries and Gaming Authority (nel caso di servizi di gaming) e Transport Malta (nel caso di servizi di trasporti aerei) – che svolge un’attività che rientri nell’elenco che segue;
 
7. dimostri che:
i. dispone di risorse stabili e regolari sufficienti per mantenere se stesso ei suoi familiari senza ricorrere al sistema di assistenza sociale a Malta;
ii. risiede in un alloggio considerato normale per una famiglia analoga alla sua a Malta, che corrisponda agli standard di salute e sicurezza in vigore a Malta;
iii. è in possesso di un documento di viaggio valido;
iv. dispone di un’assicurazione malattia per sé e per i membri della sua famiglia, tale da non dover gravare sul sistema sanitario pubblico Esclusioni e decadenza
 
Il reddito individuale derivante da rapporto di lavoro in una delle posizioni eleggibili come sopra elencate non si qualificherà per l’aliquota ridotta del 15% se il datore di lavoro erogante beneficia già di vantaggi nell’ambito di leggi di incentivazione del lavoro o di supporto delle attività commerciali oppure se il percettore è socio e detiene (direttamente o indirettamente) una quota maggiore del 25% della società (autorizzata/riconosciuta da MFSA o da LGA o TM) presso la quale presta il servizio professionale.
 
Il beneficio della tassazione flat al 15% decade nel momento in cui viene richiesta altra agevolazione / beneficio / esenzione / rimborso, fatta eccezione per le ritenute operate alla fonte dal sostituto d’imposta.
Sono state inoltre introdotte disposizioni di contrasto agli split contracts, a quelle ipotesi cioè, che prevedono un frazionamento dei compensi riconducibili allo stesso datore di lavoro e parzialmente non imponibili a Malta.
 
Qualifiche professionali rientranti nello Schema agevolativo:
• operatore professionale assicurazioni /professionista attuariale
• Aviation Accountable Manager
• Ispettore idoneità al volo
• Operations Aviation Inspector
• Operations Manager Aeronautica (a terra)
• Aviation Training Manager
• Amministratore Delegato
• Chief Financial Officer
• Chief Commercial Officer
• Direttore tecnico (società di assicurazione)
• Responsabile Investimenti
• Operations Officer
• Responsabile controllo dei rischi
• Responsabile Information Technology
• Chief Underwriting Officer
• Responsabile delle Relazioni con gli Investitori
• Responsabile Marketing /canali di distribuzione
• Responsabile di Ricerca e Sviluppo (ivi compresa Search Engine Optimization e architettura di sistemi)
• Portfolio Manager
• Senior Analyst
• Trader Senior / Trader
• Specialista compilatore Scommesse
 
II. High Net Worth Individuals Residence Scheme
 
Un secondo schema di agevolazione sul reddito delle persone fisiche (aliquota confermata al 15%) è previsto per i cosiddetti High Net Worth Individuals
per i quali, ottenuto lo status di HNWI, è previsto – oltre al rilascio della carta di identità maltese – il riconoscimento di “residente agevolato”.
 
Vantaggi previsti dallo Schema:
– tutti i redditi di fonte estera percepiti a Malta sono assoggettati ad un’aliquota fissa del 15%
(con un minimo di imposta di euro 20.000,00/ anno, al quale vanno aggiunti euro 2.500,00 per ogni membro del nucleo familiare inclusonel permesso di soggiorno). Vengono fatti salvi – in questo Schema – i trattati contro le doppie imposizioni;
 
– se il reddito di fonte estera non viene finanziariamente percepito a Malta, rimane escluso dalla base imponibile maltese;
– se il reddito deriva da plusvalenza da fonte estera viene considerato esente anche se percepito finanziariamente a Malta.
 
Condizioni per il riconoscimento dello Status
 
Per il riconoscimento dello Status si necessita:
a) che il richiedente detenga a Malta un immobile in proprietà o in locazione prima della data della domanda. Se il richiedente opta per l’acquisto o per un contratto di leasing, il regime prevede un valore minimo della proprietà in questione non inferiore a € 400.000,00; mentre nel caso di un contratto di locazione, è necessario che il canone di locazione abbia valore non inferiore a € 20.000,00 all’anno e risieda abitualmente ed ufficialmente all’indirizzo dell’immobile a disposizione;
b) che il richiedente limiti la sua presenza in altre giurisdizioni a periodi inferiori a 183 giorni/anno;
c) che il richiedente dimostri di essere titolare di redditi sufficienti a non dover ricorrere al sistema di assistenza asociale maltese;
d) la stipula di idonea copertura assicurativa con società autorizzata maltese o con una società internazionale di assicurazione sanitaria, a condizione
che i documenti rilevanti e comprovanti l’esistenza della polizza di assicurazione siano sottoposti al servizio competente al momento della domanda;
e) del superamento della verifica da parte del Commissioner of Inland Revenue del test di appropriatezza ed onorabilità che include indagini reputazionali, assenza di procedimenti per particolari reati quale riciclaggio, pedofilia, crimini contro l’umanità ed altre verifiche ritenute necessarie.
 
Ovviamente, nel caso in cui il titolare dello status di “residente agevolato” secondo lo schema HNWI percepisca redditi da fonti maltesi, la tassazione
sul relativo reddito sarà del 35% come per gli altri residenti.