Pagare le tasse sui dividendi esteri posseduti dalle persone fisiche

rendite finanziarieLa domanda cardine che un imprenditore rivolge al suo consulente, e che spesso non riceve una risposta, è la seguente: come pagare in Italia le tasse sui dividendi esteri? Malta, Albania, Inghilterra, Irlanda, USA, Senegal, Marocco, e cosi via via tutto il mondo, vi sono regole differenti.
Oggi noi cercheremo di realizzare una guida semplice ed esaustiva che possa far capire anche ai non addetti quali regole bisogna seguire per poter calcolare in anticipo le tassa da pagare sui dividendi esteri.

A far data 01.07.2014 le regole sono cambiate così come previsto dal DL 24/04/2014 n.66 dove è stato previsto un primo gruppo di soggetti che identificheremo in persone fisiche.

La tassazione del dividendo si diversifica a seconda se la partecipazione al dividendo sia qualificata o non qualificata. La partecipazione qualificata è rappresentata da una quota del capitale sociale superiore al 25%, mentre dal 25% fino allo 0,1% è denominata partecipazione non qualificata. La tassazione del dividendo si diversifica a seconda che la società partecipata sia in un paese white list oppure in un paese black list. Inoltre per questa categoria di dividendi vige il criterio di cassa, quindi il pagamento delle imposte avverrà dopo l’effettivo incasso del dividendo. Adesso analizziamo i casi:

  1. La partecipazione qualificata costituisce il 49,72% del reddito complessivo del socio di una società partecipata facente parte della lista delle white list, e dovrà compilare nella dichiarazione dei redditi il quadro RL.
  2. La partecipazione qualificata costituisce il 100,00% del reddito complessivo del socio di una società partecipata facente parte della lista delle black list, e dovrà compilare nella dichiarazione dei redditi il quadro RL.
  3. La partecipazione non qualificata subirà una ritenuta d’imposta definitiva del 26,00% sul dividendo percepito da una società facente parte della lista delle white list, e non dovrà compilare nessuna dichiarazione dei redditi.
  4. La partecipazione non qualificata subirà una ritenuta d’imposta definitiva del 26,00% sul dividendo percepito da una società facente parte della lista delle black list, se questa è quotata e dovrà compilare la dichiarazione dei redditi.
  5. La partecipazione non qualificata subirà una ritenuta d’acconto del 26,00% sul dividendo percepito da una società facente parte della lista delle black list, se questa non è quotata e dovrà compilare la dichiarazione dei redditi.

Importante sottolineare che anche nel caso in cui i dividendi non vanno dichiarati nel modello Unico, va sempre presentato il quadro RW per il monitoraggio fiscale.

Pagare le tasse sui dividendi esteri posseduti dalle persone fisiche è sempre più costoso in Italia.

Ed è per questo motivo che consiglio sempre, prima di avventurarsi in questi mercati, di chiedere sempre una consulenza ai specialisti in quanto esistono diverse strategie totalmente legali che permettono all’investitore di ridurre la pressione fiscale dei dividendi.

 

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