Spesometro, redditometro, riccometro: le differenze

 

I diversi strumenti escogitati dal Fisco per combattere l'evasione fiscaleassumono nomi familiari, per facilitarne la comprensione, ma ciò può facilmente ingenerare equivoci. Ecco in breve le caratteristiche principali di queste tre armi anti-evasione.

Spesometro

Lo spesometro ha lo scopo di controllare i pagamenti che superano una certa soglia. Tutti i soggetti con partita Iva (imprese, professionisti, esercizi commerciali) sono obbligati a comunicare via internet, all'Agenzia delle Entrate, qualsiasi incasso di importo pari o superiore a 3.000 euro (al netto dell’Iva) che viene fatturato. Per le operazioni senza obbligo di emissione della fattura (generalmente giustificate da scontrino o ricevuta fiscale) il limite è di 3.600 euro (Iva compresa): tale tetto massimo è valido anche per le operazioni effettuate all'estero con carte di credito, di debito e prepagate. In questo caso sono gli stessi gestori del pagamento elettronico a fornire all'agenzia delle Entrate tutti i dettagli sui movimenti effettuati.

Redditometro

Il Redditometro (o "accertamento sintetico di tipo induttivo") è lo strumento attraverso il quale il Fisco può stimare il reddito presunto di un contribuente, sulla base delle spese che quest'ultimo ha effettuato, grazie ad una serie di indici fissati a priori, e successivamente convocarlo, per chiedergli di giustificare lo scostamento tra spese effettuate e reddito dichiarato.

Riccometro

Il termine riccometro si usa per designare l'Isee, Indicatore della situazione economica equivalente. È uno strumento che permette dimisurare la condizione economica delle famiglie, col fine di determinare chi ha effettivamente diritto a prestazioni sociali agevolate, esenzioni e agevolazioni tariffarie in vari ambiti. Oltre al reddito complessivo della famiglia, tiene conto anche di altri elementi, come le proprietà mobiliari e immobiliari e i depositi bancari.

Stangata Imu 2013

Dal 2013 il calcolo dell'Imu verrà effettuato sul valore effettivo e non sul valore catastale ……………… lacrime e sangue in arrivo. Come ben leggete i giochi sono fatti, che vinca Bersani, Monti o Berlusconi i giochi sono fatti …… a meno che voi decidiatedi VOTARE ALTRO !!!!

Imprenditore evasore assolto dal Tribunale: la P.A non lo aveva pagato

 

Per il Gip milanese se la PA non paga i propri debiti verso i fornitori, non può pretendere che questi vengano condannati per evasione

A tale quesito ha risposto una recente sentenza del Tribunale di Milano, che si è trovato a decidere su un caso di forte interesse socio-economico. Nello specifico, l’amministratore delegato di una azienda milanese, la Sintea Plustek di Assago, aveva fornito a tre Asl e ad un ospedale della Campania dal 2005 prodotti per importo complessivo di un milione e 700mila euro. Ad ogni modo, tali forniture non venivano pagate dalla PA. Malgrado l’inadempimento da parte della PA, l’impresa risultava comunque debitrice nei confronti del fisco di ca. 180.000 € di iva per le fatture emesse. Per tale motivo veniva azionato un procedimento penale, nei confronti legale rappresentate della società, per evasione fiscale.

Il Gip di Milano, Claudio Castelli, ha deciso l’assoluzione dell’imputato posto che questi, come si legge nella motivazione della sentenza “è stato costretto a non pagare da un comportamento omissivo e dilatorio da parte di enti pubblici che avrebbero dovuto pagare.”

La sentenza in esame è di particolare interesse, posto che la Corte ha voluto tutelare non tanto il diritto del singolo imprenditore, ma di una (oramai ampia) categoria di aziende italiane ridotte spesso al collasso per colpa di inadempimenti statali. Si ricorda, da ultimo, un caso analogo che vedeva coinvolto il legale rappresentante della comunità di recupero per tossicodipendenti ‘Saman’. Nella fattispecie la comunità vantava, nel 2009, crediti nei confronti di Asl di due milioni e mezzo, e debiti nei confronti del fisco per un milione e 750 mila euro. Il Gip aveva a suo tempo assolto l’imputato posto che il mancato pagamento dell’erario era da considerarsi un “caso di forza maggiore”, non potendosi riscontrare alcun dolo da parte dell’amministratore.

Importante sottolineare, da ultimo, che le assoluzioni nei due processi penali, non prescindono dall’obbligo delle società di versare le imposte dovute, il cui ammontare era stato quantificato nel parallelo procedimento tributario.

 

 

 

I vantaggi di una Limited in Malta per chi svolge attività di servizi, commercio e artigianato sono innumerevoli

Le LTD oggi sono la soluzione migliore per sviluppare la Tua attività in Europa. In Malta le regole, leggi e norme per le LTD sono molto snelle e permettono di intraprendere l’attività senza tanti cavilli burocratici e senza costi elevati.
Le persone sono libere di scegliere la Nazione che applica la legislazione più conveniente e la burocrazia più snella e più efficace (Corte di Giustizia CE).
Molti imprenditori si sono affacciati a questa nuova esperienza e il fenomeno continua la sua espansione grazie anche alla precedente esperienza positiva degli imprenditori tedeschi e inglesi.

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La Cupola di Parma è crollata

"Per il Pdl Iren Spa è una settimana glaciale. Sotto la neve, sono stati arrestati con l'accusa di peculato e corruzione, il vicepresidente di Iren Spa e capogruppo in consiglio regionale dell'Emilia Romagna Pdl Luigi Villani, l'ex sindaco di Parma (in procinto di ricandidarsi per il Pdl) Pietro Vignali, Angelo Buzzi, presidente di Iren Emilia Spa ed editore del quotidiano locale Polis, e Andrea Costa ex presidente della partecipata del Comune di Parma STT.
Da mesi il Comune di Parma e la Giunta del sindaco Federico Pizzarotti chiedevano al vicepresidente di Iren, Vilani, di dimettersi. Da sette anni il comitato Corretta Gestione Rifiuti denunciava questi intrecci. In una seduta di commissione del 26 novembre 2012, il presidente del consiglio comunale di Parma Marco Vagnozzi aveva denunciato l' "allegra"gestione in consulenze, pubblicità,sponsorizzazioni della partecipata del Comune STT. Il M5S di Reggio Emilia aveva chiesto a Villani con voto unanime del consiglio comunale di Reggio Emilia (socio di Iren Spa) del 31 gennaio 2011 di decidere se restare vicepresidente della società quotata in Borsa o consigliere regionale. Ora forse si comprendono le ragioni di tanto attaccamento a questo doppio incarico.
L'inchiesta è portata avanti dalla stessa Procura di Parma che ha chiesto, fino ad oggi vanamente, il blocco del cantiere ed ha ricorso in Cassazione per ottenerne il sequestro. Qualche giorno, fa l'amministrazione comunale di Parma, ha presentato nuovi ricorsi al TAR contro l'inceneritore e l' affidamento di appalti. Quello che emerge dalle indagini, è un vero e proprio intreccio di potere, dove il denaro dei cittadini veniva utilizzato a fini meramente privatistici per la promozione della carriera e del potere di questi politici di professione. Il Comune di Parma con il sindaco Federico Pizzarotti si costituirà parte civile contro gli ex amministratori e dirigenti di Iren coinvolti. Per l'amministrazione a 5 Stelle con queste indagini "sta crollando una cupola".
Qualche "pillola" di questo sistema di potere.
– La Guardia di Finanza ha sequestrato beni mobili e immobili (appartamenti, terreni, auto) per circa 3,5 milioni di euro. In particolare all'ex sindaco Vignali (Pdl) sono stati sequestrati beni per 1,9 mil di euro, all'ex presidente di STT Costa per 1,3 milioni, 163.000 euro a Buzzi e 98.000 euro a Villani. Vignali avrebbe cercato di occultare i suoi beni dopo lo scoppio della precedente inchiesta Green Money
– l'ex sindaco Vignali era chiamato "Papa". La cooperativa Sws (già coinvolta nell'inchiesta Green Money 2) era il collettore di soldi provenienti da Enia/Iren Spa e da Infomobility (partecipata del Comune di Parma ). Per le spese della campagna elettorale di Vignali del 2007 (amministrative) è stato utilizzato denaro di Enia Spa e del Comune di Parma (600.000 euro tramite la coop. Sws)
– Dal 2007 al 2011 Enia Spa (diventata Iren) fattura 4,5 milioni a Sws "per prestazioni inesistenti". Queste risorse erano finalizzate a favorire la promozione dell'immagine del sindaco Vignali.
– C'è stato il tentativo di interferire nelle indagini precedenti in corso, sollecitando interrogazioni parlamentari contro la Procura da parte del senatore Berselli del Pdl, coinvolgendo politici di livello nazionale come Gianni Letta, Angelino Alfano e l'avvocato Ghedini, l'avvocato di Berlusconi. Per arrivare a Berlusconi Vignali avrebbe anche contattato la reggiana Nadia Macrì
– Il quotidiano Polis Quotidiano che prima faceva opposizione alla Giunta Vignali ma in seguito fu oggetto di un accordo che modificò la sua linea editoriale. E' stato cambiando il direttore. Il denaro a Polis proveniva dai cittadini, tramite Stt la partecipata del Comune tramite l'allora presidente Costa (98.000 euro). L'editore Buzzi in seguito a questa operazione è stato nominato consigliere di Iren Emilia Spa, partecipata di Iren dove è tutt'oggi presidente. Si provò anche ad acquisire il quotidiano l'Informazione di Parma ma l'operazione non andò in porto e la testata chiuse.
– E' indagato per corruzione anche l'imprenditore Marco Rosi per la variazione "su misura" della normativa sui dehors (ndr. dehors in via Farini) e per aver fatto regali a Vignali attraverso il pagamento di hotel di lusso a Forte dei Marmi
-Indagato per pecularo anche l'ex direttore di Infomobility Carlo Iacovini (coinvolto nell'indagine Green Money)
– L'ex Presidente di ST Andrea Costa ha pagato con 19.000 euro pubblici di STT le analisi della qualità del suo vino delle aziende agricole in Piemonte e in Toscana di proprietà e dato soldi della partecipata Alfa all'ex presidente di Tep Tiziano Mauro
– Dalle intercettazioni è emerso che lo stesso Vignali, che aveva dato il via libera al progetto inceneritore da assessore all'ambiente nel 2007, nell'estate 2011 fece scattare un'ordinanza del blocco dei lavori del cantiere (che poi ripresero…). In questo modo Vignali sperava di aumentare il consenso in vista delle future elezioni amministrative. Il GIP che ha dato il via a questa inchiesta è lo stessa che ha chiesto il sequestro del cantiere e non certo per boutade elettorali
– Sempre in tema di rifiuti, nel 2007, Vignali era assessore all'ambiente del Comune di Parma e la cooperativa Sws aveva ricevuto l'incarico di consegnare nelle case dei parmigiani i bidoncini della raccolta differenziata. Le ragazze addette a questa distribuzione avevano ricevuto l'input di nominare per tre volte il nome di Vignali (che presto si sarebbe candidato a sindaco) mentre spiegavano le modalità con le quali tale raccolta doveva avvenire. Per l'elezione a sindaco sono stati distribuiti santini elettorali da dipendenti di Enia, con spese a carico di Enia
– In vista delle elezioni del 2007, il Comune a guida Pdl-Udc aveva siglato un contratto ad una persona perché postasse con denaro pubblico sui social network dei commenti favorevoli al sindaco Vignali attraverso dei profili (account) falsi, ovvero di persone che in realtà non esistevano."

PEC per tutti ….. ma il Governo è a conoscenza che non tutti gli imprenditori italiani sanno utilizzare la semplice mail ??

Dopo che il D.L. n.185/08 ha obbligato le imprese costituite in forma societaria a dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) e a comunicarlo al Registro delle Imprese,la Legge n.221/12 ha previsto che le imprese individuali già iscritte ed attive, non soggette a procedure concorsuali, debbano depositare il proprio indirizzo PEC presso l’ufficio del Registro delle Imprese competente entro il termine ultimo del 30 giugno 2013. La pratica di deposito della PEC è esente da imposta di bollo e da diritti di segreteria. Si fa presente che la PEC è uno strumento che permette di dare ad un messaggio di posta elettronica lo stesso valore legale di una raccomandata cartacea con avviso di ricevimento tradizionale (assegna data certa ai documenti e/o messaggi ricevuti).

 

PRESTO ANCHE I MONTI BOND

Al primo marzo 2013 è stata posticipata la scadenza per l’emissione dei Monti Bond. Si tratta, come abbiamo spiegato in altre occasioni, di strumenti ibridi di capitale emessi dal Monte dei Paschi di Siena e sottoscritti dal ministero dell’Economiaper 3,9 miliardi di euro circa e con un tasso di interesse del 10%. Il capitale raccolto servirà a riscattare gli 1,9 miliardi di Tremonti bond già emessi e per rafforzare il capitale della banca.

Obbligo della Lista Clienti e Fornitori anche per i nonni con il carretto

Oramai anche i piccoli produttori agricoli, quelli che non superano i 7 mila euro di vendite nell'anno, dovranno produrre l'elenco dei clienti e dei fornitori con cui hanno intrattenuto rapporti commerciali nel corso dell'anno. Si tratta di un ulteriore adempimento burocratico, che comporterà costi aggiuntivi per tantissimi piccoli imprenditori agricoli costretti a registrare tutte le fatture di acquisto e le autofatture di vendita e ad inviare telematicamente, quindi con la necessità di essere assistiti adeguatamente, l'elenco di queste operazioni.
E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
Non è accettabile -afferma la Cia- per il mondo agricolo questo nuovo orpello. Allo stesso modo appare molto discutibile la motivazione usata dal legislatore. La rintracciabilità delle produzioni non si controlla attraverso un adempimento fiscale, dove viene riportato il solo nominativo del cliente e del fornitore e non il prodotto agricolo e alimentare.
Per la Cia, si è, quindi, in presenza di una soluzione inefficace, oltretutto dannosa per le centinaia di migliaia di piccoli imprenditori che saranno costretti a subire così un ulteriore abuso, senza ragione.

Alla faccia dell’Europoa Unita, l’autorizzazione per effettuare cessioni ed acquisiti intracomunitari di beni – VIES

 

L'autorizzazione per effettuare cessioni ed acquisiti intracomunitari di beni.

I soggetti passivi che intendono porre in essere cessioni e acquisti di beni e di servizi in ambito comunitario, devono essere preventivamente autorizzati dalla Agenzia delle Entrate. (CircAE 39_2011). L'autorizzazione si concretizza con l'inserimento del soggetto autorizzato nell'archivio VIES.

Si tratta di un sistema basato sul "silenzio assenso" . Se non viene emanato da parte dell'Agenzia un provvedimento di diniego dell'autorizzazione entro i 30 giorni, vuol dire che il soggetto e’ autorizzato ad effettuare operazioni intracomunitarie da 31esimo giorno. Durante i 30 giorni successivi alla data di presentazione della domanda non si possono porre in essere cessioni e acquisti di beni intracomunitari.

In assenza dell’autorizzazione i soggetti che cedono o acquistano da Paesi comunitari devono effettuare acquisti solo nella veste di privati agli effetti dell’IVA.

VIES e' un archivio informatico consultabile su internet. Consente di verificare se il soggetto, identificato da un numero di partita IVA rilasciato dall'Italia o da uno Stato membro, e' abilitato ad effettuare operazioni intracomunitarie.

La verifica è effettuata a partire dalla base di dati IVA nazionale dello Stato membro selezionato, poiché non esistono basi di dati IVA a livello comunitario. Per effettuare la verifica, le richieste sono inviate alle basi di dati nazionali attraverso un servizio Intranet protetto che collega tra loro le amministrazioni doganali e tributarie nazionali.

Soggetti interessati

E' interessata la generalita' dei soggetti che esercitano attivita' d'impresa e lavoro autonomo. In particlare sono tenuti a richiedere l'autorizzazione:

– i soggetti non residenti identificati in Italia direttamente o tramite un rappresentante fiscale;

– i soggetti "minimi" (art. 1 , commi 96 e seg. L. 24/2007);

– enti non commerciali che non effettuano alcun tipo di attività commerciale, neanche in via secondaria, qualora siano tenuti ad identificarsi ai fini IVA poiché hanno superato la soglia di 10.000 euro relativa agli acquisti intracomunitari ovvero hanno optato per l’applicazione dell’imposta in Italia;

– produttori agricoli in regime di esonero (art. 34, comma 6) devono chiedere l’inclusione nell’Archivio VIES nel caso di opzione per la tassazione in Italia, ovvero di superamento della soglia di 10.000 euro relativa agli acquisti intracomunitari.

 

Modalità di presentazione della domanda

– Per i soggetti che iniziano l’attività e che sono quindi tenuti alla presentazione dei modelli AA7 (soggetti diversi dalle persone fisiche) o AA9 (imprese individuali o lavoratori autonomi) è sufficiente indicare nel quadro I “operazioni intracomunitarie” l’ammontare presunto degli acquisti e delle cessioni di beni e servizi. Vanno indicate anche le prestazioni di servizi fuori dal campo di applicazione iva ai sensi dell'art. 7-ter rese a committenti soggetti passivi in altri Paesi Ue, ed ivi soggette ad iva. Per gli enti non commerciali che intendono compiere operazioni intracomunitarie, è sufficiente barrare la casella C del quadro A del modello AA7.

– Per i soggetti già in possesso di partita Iva, la dichiarazione va redatta in carta libera e presentata a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità dell’istante stesso. (vedi modello) La domanda va presentata a mano, per raccomandata, o tramite posta elettronica certificata (PEC). Con riferimento a quest’ultima modalità, sono ritenute validamente presentate le istanze allegate a messaggi PEC che siano sottoscritte digitalmente dal contribuente nonché quelle allegate a messaggi PEC, sottoscritte e presentate dal contribuente mediante copia per immagine dell’istanza (firmata) unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità dell’istante stesso. Le istanze presentate per il tramite di un soggetto delegato, devono essere accompagnate dalla copia fotostatica di un documento di identificazione del delegante (CircAE 39_2011).

– I soggetti non residenti che presentano la dichiarazione per l’identificazione diretta ai fini IVA (modello ANR – art. 35-ter )devono presentare domanda esclusivamente al Centro Operativo di Pescara. (CircAE 39_2011)

Al fine di evitare contestazioni o situazioni sanzionabili, e' necessario, prima di operare, verificare che il proprio codice iva sia presente nell'archivio VIES.

Autorizzazione e diniego

L'autorizzazione si intende concessa dopo 30 giorni dalla presentazione della domanda. Durante i 30 giorni successivi alla data di presentazione della domanda non si possono porre in essere operazioni intracomunitarie.

L'inclusione nell'archivio delle partite iva autorizzate (Vies), e' consultabile su Internet. Si tratta di un sistema basato sul "silenzio assenso".

Diversamente entro i 30 giorni viene emanato da parte dell'Agenzia il provvedimento di diniego dell'autorizzazione. Il provvedimento (2010/188376) che stabilisce il diniego non precisa i termini di comunicazione al contribuente che tuttavia ha il diritto di impugnarlo.

Operazioni straordinarie

In caso di fusioni, trasformazioni etc. puo' avvenire che il soggetto inscritto nel registro Vies cessi e l'attivita' prosegua con un soggetto non iscritto. Per evitare interruzioni e proseguire, senza soluzione di continuità, l’operatività intracomunitaria del soggetto già incluso nell’Archivio VIES il soggetto interessato puo’ inviare anticipatamente all’Agenzia delle entrate un istanza per la valutazione finalizzata all’inserimento nell’Archivio VIES della posizione risultante dalla trasformazione, ad un momento anteriore alla presentazione della dichiarazione di inizio attività o dell’istanza contenenti la manifestazione della volontà di effettuare operazioni intracomunitarie.

La detta istanza deve pervenire in tempo utile alla effettuazione di tutti i riscontri necessari alla valutazione della posizione ai fini dell’eventuale rilascio di una specifica certificazione da parte dell’Agenzia delle entrate che attesti che la posizione è da considerare già presente nell’Archivio VIES, anche se il materiale inserimento avverrà automaticamente, una volta decorsi 30 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione di inizio attività o dell’istanza contenenti la manifestazione della volontà di effettuare operazioni intracomunitarie (il rilascio della certificazione non può peraltro avvenire prima di quest’ultima data). (CircAE 39_2011)

Tale certificazione potrà quindi essere utilizzata dal contribuente nei confronti delle controparti comunitarie fino a quando la posizione non sarà inclusa nell’Archivio VIES

 

Diniego e revoca dell'autorizzazione

Motivazioni che portano al diniego da parte dell’Agenzia delle Entrate:

● Mancanza dei requisiti oggettivi e soggettivi,che comportano cessazione d’ufficio della partita Iva.

● autorizzati.

● Analisi del rischio in base ai criteri individuati nel provvedimento Vies.

● Riscontro dell’esattezza e completezza del dati forniti per l’identificazione Iva.

● Soggetto non più attivo.

● Soggetto che abbia dichiarato dati falsi o abbia omesso di dichiarare dati rilevanti per l’identificazione.

● Gravi inadempimenti agli obblighi Iva nei cinque periodi d’imposta precedenti.

● Coinvolgimento in frodi fiscali del titolare dell’impresa individuale, del rappresentante legale, degli amministratori o dei soci.

● Altri elementi di criticità in possesso dell’amministrazione.

Impugnazione dei provvedimenti di diniego o revoca

I provvedimenti di diniego e revoca sono impugnabili innanzi alle Commissione tributarie. A proprio rischio (potrebbero scadere i termini per il ricorso) e' possibile presentare istanza di autotutela alla struttura che ha emesso l'atto (Direzione Provinciale, Centro Operativo di Pescara, Direzione Regionale)

Rinuncia alla autorizzazione – E' prevista la possibilita' di retrocedere dalla volonta' di essere autorizzati alle operazioni intracomunitarie. Ma non se ne vede l'utilita'.

Verifiche dell’agenzia

L’Agenzia verifica la sussistenza dei requisiti entro sei mesi dalla ricezione della domanda, e successivamente all’autorizzazione, effettua verifiche periodiche. L’autorizzazione potra’ essere revocata in qualsiasi momento.

 

Sanzioni

La norma nulla prevede per l’eventualità in cui il contribuente, privo di autorizzazione, effettui comunque operazioni intracomunitarie.

Secondo l'Agenzia (CircAE 39_2011) eventuali cessioni o prestazioni intracomunitarie effettuate da un soggetto passivo non autorizzato devono ritenersi assoggettate ad imposizione in Italia, e saranno sanzionate ai sensi dell’art. 6, Dlgs 471/1997, qualora l’operazione sia stata invece assoggettata al regime fiscale IVA proprio della cessione/prestazione intracomunitaria effettuata da un soggetto passivo. Sembra quindi che il soggetto privo di autorizzazione:

– se acquista o vende senza applicazione dell'Iva e' punito con un sanzione pari al 100% dell'imposta non applicata;

– se acquista pagando iva estera o vende applicando Iva nazionale non e' sanzionato.

Sembra comunque possibile l'applicazione della sanzione ex art. 11 del Dlgs 471/97 per omessa comunicazione prescritta da una legge tributaria: da 258 a 2.065 euro.

E' stata anche prospettata l'ipotesi che chi acquista beni o servizi intracomunitari senza essere autorizzato – anche se ha pagato l'iva all'estero – sara' tenuto a pagare l'ìva in Italia, poiche' il meccanismo del reverse charge non e' derogabile. Oppure l'operazione dovra' essere considerata come realizzata al di fuori dalla attivita' economica del soggetto.

Per evitare sanzioni e' necessario per ogni operazione verificare sul sistema VIES la situazione della controparte. Un soggetto gia' autorizzato puo' essere successivamente revocato.

 

Casi

 

Azienda con partita IVA inglese vende a soggetti italiani. Al controllo VIES la partita IVA di nuovi clienti (che presumibilmente non hanno mai effettuato prima acquisti all'estero) viene definita "codice iva non attribuito". Conseguenze – leggi tutto

1. – Non serve l'autorizzazione per operare con operatori esteri comunitari in franchigia iva nel loro Paese. Ad esempio in Gran Bretagna la partita iva non e' obbligatoria sino a 60 mila sterline. Chi opera con un operatore in franchigia in Gran Bretagna non mette in atto operazioni intracomunitarie e deve comportarsi come se l'operatore inglese fosse un privato. (telefisco 2011)

2. – L'ente non commerciale che effettua cessioni/acquisti intracomunitarie occasionalmente, se non autorizzato deve pagare sia l'iva al fornitore estero sia in Italia. (telefisco 2011)

 

Prima applicazione

Prima applicazione – Alcuni soggetti, quali quelli che nel 2010 hanno presentato gli elenchi intrastat, sono automaticamente autorizzati e non devono presentare domanda.

Soggetti che hanno iniziato l’attività prima del 31 maggio 2010

Devono presentare domanda e attendere 30 giorni

in assenza di domanda esclusione dal 28 febbraio 2011

Soggetti che nel corso degli anni 2009 o 2010 hanno trasmesso modelli Intrastat sia con riferimento ai beni, ma anche per i servizi resi o ricevuti in ambito Ue, e che hanno presentato la dichiarazione annuale Iva per l’anno 2009 (1)

Sono autorizzati – non devono presentare domanda

 

I contribuenti che hanno iniziato l’attività dopo il 31 maggio 2010 (data di entrata in vigore del Dl n.78/2010) e che abbiano segnalato l’intenzione di effettuare operazioni Ue o che abbiano presentato nel secondo semestre 2010 elenchi Intrastat

Sono autorizzati – non devono presentare domanda

 

Soggetti che hanno dichiarato l'inizio dell'attività a partire dal 31 maggio 2010 senza manifestare la volontà di operare in ambito intracomunitario

Devono presentare domanda e attendere 30 giorni

in assenza di domanda esclusione dal 28 febbraio 2011

(1) Chi invia il modello intrastat a Gennaio 2011 per operazioni effettuate a Dicembre 2010, e' autorizzato e non deve presentare domanda (telefisco 2011)

Chi non rientra tra i contribuenti automaticamente abilitati ad effettuare cessioni intracomunitarie, deve presentare domanda entro il 29 gennaio 2011; non presentando domanda, dal 28 febbraio 2011 non potra' effettuare cessioni e acquisti intracomunitari di beni (sara' escluso dall’archivio informatico VIES)

In base alla data di presentazione della domanda si possono verificare le seguenti situazioni:

domanda presentata entro il 29 gennaio 2011

Non saranno esclusi il 28 febbraio 2011

Possono operare sino al 28 febbraio 2011 ?

domanda presentata oltre il 29 gennaio 2011

Esclusione il 28 febbraio 2011 ed eventuale riammissione (se tutti i requisiti sono rispettati) 30 giorni dopo la data di dichiarazione di volontà. (es. presentazione 12 febbraio – iscrizione nel Vies il 15 marzo 2011).

Non possono operare sino al 28 febbraio 2011 ?

In entrambi i casi non e’ chiaro se tutti i soggetti possono operare comunque sino al 28 febbraio 2011. Secondo la logica del provvedimento, si.

Sanzioni

Non sono sanzionabili le operazioni effettuate sino al 31 luglio 2011 in difetto della prescritta autorizzazione. (CircAE 39_2011)

 

 

(art. 35 DPR 633/72, come modificato dall'art. 27, DL 78/2010)

(Provv Dir Agenzia del 29 dicembre 2010 – 2010/188381)

(Provv Dir Agenzia del 29 dicembre 2010 – 2010/188376)

(Comunicato stampa del 26 gennaio 2010)

(Comunicato stampa del 27 gennaio 2010)

(CircAE n.39 del 1 agosto 2011)