Esterovestizione societaria: come superarla

La fisca­lità dome­stica (ita­liana) con­si­dera fiscal­mente resi­dente in Italia una società quando questa, per la mag­gior parte del periodo d’im­posta, ha man­te­nuto la sede legale o la sede ammi­ni­stra­tiva o l’og­getto prin­ci­pale della sua atti­vità in Italia, così come pre­visto dall’arti­colo 73, comma 3 del TUIR e dal prin­cipio di tas­sa­zione mon­diale (world­wide prin­ciple).

Infatti l’arti­colo 73, comma 5‑bis del TUIR sta­bi­lisce che “salvo prova con­traria, si con­si­dera esi­stente nel ter­ri­torio dello Stato la sede ammi­ni­stra­tiva di società che deten­gono par­te­ci­pa­zioni di con­trollo, ai sensi dell’arti­colo 2359, primo comma, del codice civile, nei sog­getti di cui alle let­tere a) e b) del comma 1, in alternativa:

  • siano con­trol­lati, anche indi­ret­ta­mente, da sog­getti resi­denti nel ter­ri­torio dello Stato;
  • siano gestiti da un ammi­ni­stra­tore o con­si­glio di ammi­ni­stra­zione con pre­va­lenza resi­denza in Italia.

Inter­viene l’A­genzia delle Entrate con la Cir­co­lare 28/E/2006 pre­ci­sando che il sog­getto estero si con­si­dera, od ogni effetto di legge, resi­dente nello Stato Ita­liano e quindi sog­getto a tutti gli obblighi stru­men­tali e sostan­ziali in Italia.

Come superare l’esterovestizione societaria?

  1. Man­te­nere all’e­stero la sede ammi­ni­stra­tiva, con com­por­ta­menti concludenti;
  2. Eser­ci­tare all’e­stero una effet­tiva atti­vità com­mer­ciale, di ser­vizi o industriale;
  3. Avere una idonea orga­niz­za­zione di risorse umane e mezzi all’estero;
  4. Avere moti­va­zioni che vanno oltre i motivi di tas­sa­zione di vantaggio;
  5. Non essere qua­li­fi­cati come strut­tura di puro arti­ficio così come pre­visto dalla Cir­co­lare del­l’A­genzia delle Entrate 51/E/2010.

Sempre la citata Cir­co­lare 28/E/2006 del­l’A­genzia delle Entrate ha chia­rito che la pre­sun­zione va vinta dimo­strando, con argo­menti con­vin­centi, che la sede di dire­zione effet­tiva della società non è in Italia, bensì all’estero.

I reati tri­bu­tari non sono cosa da poco, ed è per questo motivo che è con­si­glia­bile sempre chie­dere una con­su­lenza tec­nica ad un esperto di fisca­lità internazionale.

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Scritto da
Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategie d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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