Come essere aziende eccellenti all’estero – Aspetti fiscali dell’internazionalizzazione (parte prima)

Gli impren­di­tori di eccel­lenza ita­liana che svi­lup­pano il pro­prio busi­ness all’e­stero ten­gono in con­si­de­ra­zione, in un’ot­tica inter­na­zio­nale, gli aspetti fiscali che andremo ad ana­liz­zare qui di seguito e nei pros­simi arti­coli di questa mini-serie.

Struttura del business e modalità di tassazione dei redditi prodotti

In ter­mini gene­rali una società può ope­rare all’e­stero attra­verso una sub­si­diary o una branch, con rile­vanti dif­fe­renze in ter­mini di moda­lità di tas­sa­zione dei red­diti prodotti.

La sub­si­diary è un’entità del tutto distinta e sepa­rata dalla società madre, è dotata di com­pleta auto­nomia giu­ri­dica ed è costi­tuita e con­trol­lata dalla società madre. La sub­si­diary è inoltre sog­getta al diritto dello Stato estero.

La branch è una sede secon­daria con sta­bile rap­pre­sen­tanza della società madre e, per­tanto, è priva di auto­nomia giu­ri­dica.
L’art. 162 del TUIR, mutuando la defi­ni­zione del­l’art. 5 del modello OCSE, defi­nisce la sta­bile orga­niz­za­zione come «una sede fissa di affari in cui l’im­presa eser­cita in tutto o in parte la sua atti­vità sul ter­ri­torio dello Stato».
Si tratta, dunque, del braccio ope­ra­tivo e, in certa misura, ammi­ni­stra­tivo della società madre nel ter­ri­torio estero.

La scelta tra la costi­tu­zione di una sub­si­diary o di una branch all’estero ha rile­vanti riflessi dal punto di vista fiscale.

Infatti, mentre i red­diti pro­dotti dalla sub­si­diary sono assog­get­tati a tas­sa­zione sol­tanto nello Stato estero, i red­diti pro­dotti dalla branch sono assog­get­tati a tas­sa­zione sia nello Stato estero che nello Stato della casa madre, salvo il rico­no­sci­mento, ai sensi del­l’art. 165 del TUIR, di un cre­dito d’im­posta per le imposte pagate all’e­stero allo scopo di evi­tare la doppia imposizione.

Va spe­ci­fi­cato che l’art. 168-ter del TUIR, rubri­cato “Esen­zione degli utili e della per­dite delle sta­bili orga­niz­za­zioni di imprese resi­denti” disci­plina l’i­sti­tuto del “branch exemp­tion” il quale pre­vede, su opzione ed in deroga al metodo del cre­dito d’im­posta per le imposte pagate all’estero, l’e­sen­zione dalla tas­sa­zione nel Paese della casa madre degli utili e delle per­dite attri­bui­bili a tutte le pro­prie sta­bili orga­niz­za­zioni all’estero.

Le sub­si­diary, inoltre, a dif­fe­renza delle branch, sono sog­gette, ai fini della resi­denza fiscale, alla disci­plina della este­ro­ve­sti­zione di cui all’art. 73 del TUIR, come si chia­rirà nella seconda parte dell’articolo.

Se stai valu­tando l’i­po­tesi di espan­dere il tuo busi­ness all’e­stero rivol­giti ad un pro­fes­sio­nista del set­tore che sappia assi­sterti sugli aspetti fiscali dell’inter­na­zio­na­liz­za­zione.

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Scritto da
Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategie d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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