Come essere aziende eccellenti all’estero – Aspetti fiscali dell’internazionalizzazione (parte terza)

Gli impren­di­tori di eccel­lenza ita­liana che svi­lup­pano il pro­prio busi­ness all’e­stero, ten­gono in con­si­de­ra­zione, in un’ot­tica inter­na­zio­nale, gli aspetti fiscali ana­liz­zati nei due arti­coli pre­ce­denti, senza dimen­ti­care uno degli aspetti più impor­tanti che viene trat­tato in questa ultima parte.

Transfer Pricing

La disci­plina del Transfer pri­cing interna è con­te­nuta nell’art. 110, 7° comma del TUIR, il quale dispone che «i com­po­nenti del red­dito d’im­presa deri­vanti da ope­ra­zioni con sog­getti non resi­denti che, diret­ta­mente o indi­ret­ta­mente, con­trol­lano l’im­presa, ne sono con­trol­lati o sono con­trol­lati dalla stessa società che con­trolla l’im­presa sono valu­tate in base al valore nor­male dei beni ceduti, dei ser­vizi pre­stati, o dei beni e ser­vizi rice­vuti, ».

Le tran­sa­zioni che coin­vol­gono società legate da una rela­zione di dipen­denza giu­ri­dica od eco­no­mica dislo­cate in diversi Stati devono essere effet­tuate a valore nor­male ossia al prezzo che avrebbe potuto essere pat­tuito tra parti indi­pen­denti, in con­di­zioni di libera concorrenza.

Il valore nor­male andrà deter­mi­nato valutando:

  • tran­sa­zioni aventi ad oggetto beni della stessa specie o similari;
  • in con­di­zioni di libera concorrenza;
  • facendo rife­ri­mento al mede­simo stadio di com­mer­cia­liz­za­zione; nonché
  • al tempo e al luogo in cui i beni o i ser­vizi sono stati acqui­stati o prestati.

Nella pra­tica il valore nor­male viene deter­mi­nato tra­mite un’a­na­lisi di ben­ch­mark con sog­getti indi­pen­denti com­pa­ra­bili in ter­mini di fun­zioni e rischi.

Inoltre, la pre­di­spo­si­zione della TP docu­men­ta­tion (di cui al provv. Agenzia Entrate 29 set­tembre 2010) permette:

  • la disap­pli­ca­zione delle san­zioni per infe­dele dichia­ra­zione (min. 90% – max. 180%) in pre­senza di con­te­sta­zioni circa i cor­ri­spet­tivi pra­ti­cati nelle tran­sa­zioni con società non resi­denti del gruppo (art. 1, comma 6 del DLgs. 471/1997); e
  • l’ir­ri­le­vanza penale di con­te­sta­zioni circa i cor­ri­spet­tivi pra­ti­cati nelle tran­sa­zioni con società non resi­denti del gruppo (reato di dichia­ra­zione infe­dele di cui all’art. 4 D.Lgs. 74/2000).

In con­clu­sione, se intendi espan­dere il tuo busi­ness all’e­stero, tieni in con­si­de­ra­zione la com­ples­sità delle nor­ma­tive legate all’inter­na­zio­na­liz­za­zione e rivol­giti ad un pro­fes­sio­nista del set­tore in grado di assi­sterti e tute­lare la tua azienda.

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Scritto da
Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategie d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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