La Successione nel Rapporto Fideiussorio

Per meglio semplificare la lettura di questo articolo iniziamo spiegando subito cosa è una fideiussione.

La fideiussione è una garanzia di tipo personale, in forza della quale il fideiussore (obbligato) si obbliga a garantire l’adempimento dell’obbligazione contratta dal debitore principale, e ciò personalmente con tutto il proprio patrimonio.

Il negozio di fideiussione trova la propria ragion d’essere nel rafforzamento dell’interesse del creditore a veder attuato il proprio diritto attraverso l’estensione della garanzia patrimoniale anche ai beni del garante, oltre a quelli del debitore principale.

Nessuna rilevanza giuridica ha, viceversa, l’interesse del debitore alla costituzione del rapporto di garanzia, al quale rimane estraneo.

La fideiussione trova la propria fonte in un regolamento contrattuale o in un atto unilaterale.

Il contratto di fideiussione è consensuale, generalmente non intuitu personae, essendo un atto che sopravvive alla morte dell’originario titolare.

In tema di garanzia fideiussoria prestata con atto unilaterale, la giurisprudenza ha specificato che l’assunzione di un’obbligazione fideiussoria a titolo gratuito sorge in forza di un contratto risultante dalla proposta del fideiussore non rifiutata dal beneficiario della garanzia, di talché, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1333 c.c. , non è necessaria l’accettazione espressa del creditore.

Cosa avviene in caso di successione di un rapporto fideiussorio?

Per il nostro ordinamento giuridico gli eredi del fideiussore subentrano nel rapporto fideiussorio per effetto dell’accettazione dell’eredità e, pertanto, sono obbligati pro quota alla prestazione della garanzia.

L’erede, dunque, subentra in un’obbligazione già assunta, non costituendosi nessun nuovo e diverso obbligo.

Da tale obbligazione l’erede potrà recedere solo se, e nelle forme in cui, tale diritto spettava già al de cuius.

Ed è proprio per questo motivo che è molto importante, prima di fare ogni atto o dichiarazione, consultare un Consulente Patrimoniale, in quanto un “chiamato all’eredità” potrà rinunziare all’accettazione di un eredità con una fideiussione allorquando non trovi convenienza, mentre un erede che distrattamente perde il requisito di “chiamato all’eredità”, divenendo “erede”, non potrà più rinunciarvi.

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Scritto da
Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategie d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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