Regime degli Impatriati: il caso del Dipendente Distaccato all’Estero

Dopo esserci occupati della disciplina generale del Regime degli Impatriati, ci occupiamo oggi del particolare caso di trasferimento della residenza in Italia del dipendente italiano distaccato all’estero.

L’articolo 16 del DLgs. 147/2015 modificato dall’art. 5 del DL 34/2019 non disciplina esplicitamente la posizione del soggetto distaccato all’estero che rientri in Italia.
Al riguardo, la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 17/E del 23 maggio 2017 ha chiarito che i soggetti che rientrano in Italia dopo essere stati in distacco all’estero non possono fruire del beneficio di cui al citato art. 16 in considerazione della situazione di continuità con la precedente posizione lavorativa in Italia.

Con la successiva Risoluzione 5 ottobre 2018 n. 76/E, è stato tuttavia chiarito che in taluni casi, e al verificarsi di determinate condizioni, il Regime degli Impatriati può applicarsi ai soggetti che rientrano in Italia dopo essere stati in distacco all’estero.

Ciò si può verificare, ad esempio, nell’ipotesi in cui:

  • il contratto di distacco sia più volte prorogato e la sua durata nel tempo determini quindi un affievolimento dei legami con il territorio italiano e un effettivo radicamento del dipendente nel territorio estero;
  • il rientro in Italia del dipendente non si ponga in continuità con la precedente posizione lavorativa in Italia; il dipendente, pertanto, al rientro assume un ruolo aziendale differente rispetto a quello originario in ragione delle maggiori competenze ed esperienze professionali maturate all’estero.

In tali ipotesi, se sussistono tutti gli altri elementi richiesti per l’applicazione del Regime degli Impatriati, non è precluso al lavoratore in posizione di distacco l’accesso al beneficio.

I dipendenti italiani che rientrano in Italia, dopo essere stati in distacco all’estero, possono pertanto fruire del beneficio in oggetto se rientrano nelle suddette ipotesi o in ipotesi alle stesse assimilabili.
Per questa ragione è fondamentale valutare ex ante, con l’aiuto di un professionista, l’esistenza dei requisisti richiesti per l’applicazione del Regime degli Impatriati.

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Scritto da
Pietro Cumpostu

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti con sede a Milano, è esperto e studioso in materia di fiscalità nazionale ed internazionale, Transfer Pricing, riorganizzazioni societarie e operazioni straordinarie.
Ricopre diverse cariche di revisore unico e sindaco effettivo di dinamiche PMI italiane.

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