I soldi donati dal padre al figlio e l’Agenzia delle Entrate

I soldi donati dal padre al figlio e l’Agenzia delle Entrate

La liberalità indiretta tra padre e figlio consente di raggiungere lo stesso risultato della donazione tipica: consiste in un’attribuzione patrimoniale gratuita con conseguente depauperamento del soggetto donante (padre) nei confronti del figlio (donatario), il quale si arricchisce. La liberalità indiretta tra padre e figlio non richiede l’utilizzo della forma dell’atto pubblico.

Liberalità indiretta tra padre e figlio: fonti normative

L’articolo 809 del Codice Civile disciplina le c.d. donazioni indirette o atipiche, che si realizzano quando le parti decidono di avvalersi di strumenti giuridici diversi dalla donazione, ma producono effetti economici di liberalità.

Lo scopo liberale può essere raggiunto anche indirettamente ricorrendo a diversi atti materiali e ai negozi giuridici, unilaterali o bilaterali.

Nel testo unico dell’imposta di successione e donazione (D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346), le liberalità sono richiamate in una serie di articoli: art. 1, commi 1, 4 e 4-bis, articolo 58 comma 5.

In merito alla forma delle liberalità indirette si è pronunciata più volte la Cassazione: 16 marzo 2004, n. 5333; 10 aprile 1999, n. 3499; 29 marzo 2001, n. 4623; 9 dicembre 1982, n. 6723; 28 novembre 1988, n. 6416; 21 gennaio 2000, n. 642; 23 dicembre 1992, n. 13630; 9 febbraio 1985, n. 1446; 18 dicembre 1970, n. 2710.

Per quanto concerne la tassazione delle liberalità indirette è intervenuta la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 28047 del 9 dicembre 2020.

Liberalità indiretta: le casistiche

Il caso tipico di donazione indiretta è quello in cui il padre paga il prezzo di un immobile che viene intestato al figlio. Il beneficiario (figlio) acquisisce una ricchezza a titolo gratuito, senza pagare nulla, in virtù del vincolo affettivo e di sangue che lo lega al padre. Si ricorda che l’immobile oggetto di donazione indiretta, non rientra nella comunione dei beni tra coniugi. Quindi, se un padre dona del denaro al figlio per comprare un immobile, questo è suo personale (cfr. Cass. Civ. Sez. I, n. 15778/2000). Affinché la liberalità indiretta sia valida non è necessario l’atto pubblico, ma è sufficiente che l’atto di liberalità rispetti le forme stabilite dalla normativa.

Anche la cointestazione di un conto corrente può rappresentare una forma di liberalità indiretta: è quanto sancito dal Tribunale di Ivrea con la sentenza n. 614 del 8 luglio 2016. Se un padre intesta al figlio il conto corrente (che è cointestato), il denaro presente è per metà di uno e per metà dell’altro. Nel caso in cui uno dei due deceda, la sua parte va agli eredi legittimi.

Altre forme di donazione indiretta possono essere la rinuncia, che ha come effetto la perdita del diritto in capo al rinunziante, ma che può anche avere come effetto l’arricchimento del patrimonio di un terzo.

La delegazione di debito, sia solvendi che promittendi è un’altra forma di liberalità indiretta. Nel primo caso (disciplinato dall’articolo 1269 del Codice Civile) il debitore assegna al creditore un nuovo debitore, il quale paga l’obbligazione per conto dell’originario debitore.

Inoltre la delegazione e l’accollo sono forme di liberalità indirette: nel caso dell’accollo, un soggetto (accollante) assume su di sé il debito che un altro soggetto (accollato) ha verso il creditore (accollatario).

In materia societaria è un esempio di liberalità indiretta l’ingresso di nuovo socio nella compagine sociale dietro versamento del solo valore nominale delle quote e/o azioni, senza pagamento di un sovrapprezzo.

Liberalità indiretta: aspetti fiscali

Per quanto concerne la tassazione, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 28047 depositata il 9 dicembre 2020, ha sancito che, per la parte eccedente la franchigia, è applicabile l’aliquota massima dell’8%.

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Piero Di Bello
Scritto da
Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategia d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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