Professio Iuris: la legge applicabile alle successioni transfrontaliere – Regolamento UE 650/2012

Quando par­liamo di “pro­fessio iuris” par­liamo della facoltà – pre­vista dal­l’art. 22 del Rego­la­mento UE 650/2012 per le Suc­ces­sioni Tran­sfron­ta­liere – di sce­gliere la legge appli­ca­bile alla suc­ces­sione, optando per la legge della nazio­na­lità al momento della scelta o al momento della morte.

Essa rap­pre­senta una novità per molti Stati Europei oggi vin­co­lati dal Rego­la­mento e che in pas­sato non pre­ve­de­vano tale facoltà.

In caso di plu­ra­lità di cit­ta­di­nanze può essere scelta la legge di qua­lunque Stato di cui si abbia la cit­ta­di­nanza al momento della morte o al momento della scelta.

La scelta può avve­nire con una dichia­ra­zione espressa o in via impli­cita, rife­ren­dosi nella dispo­si­zione il rife­ri­mento di legge (art. 22).

Pren­diamo in con­si­de­ra­zione l’ap­pli­ca­zione della pro­fessio iuris di un com­pa­rente ita­liano che vive all’e­stero: le suc­ces­sioni mortis causa tran­sfron­ta­liere, ossia quelle che pre­sen­tano ele­menti di estra­neità, rap­pre­sen­tano infatti un feno­meno sempre più diffuso.

L’U­nione Europea, con il Rego­la­mento UE n. 650/2012 rela­tivo «alla com­pe­tenza, alla legge appli­ca­bile, al rico­no­sci­mento e all’e­se­cu­zione delle deci­sioni e all’ac­cet­ta­zione e all’e­se­cu­zione degli atti pub­blici in materia di suc­ces­sioni e alla crea­zione di un cer­ti­fi­cato suc­ces­sorio europeo» punta ad eli­mi­nare «gli osta­coli alla libera cir­co­la­zione delle per­sone posti dalle dif­fi­coltà di pia­ni­fi­care la suc­ces­sione e deri­vanti dal­l’e­si­stenza di norme di con­flitto diso­mo­genee nei vari Stati membri del­l’UE».

Il Rego­la­mento non ha pre­ce­denti in materia, sia per il numero di arti­coli e di con­si­de­ra­zioni con­te­nuti nel Pre­am­bolo, sia per il campo stesso di applicazione.

Adot­tato il 4 luglio del 2012, “Bru­xelles IV” è entrato in vigore il 16 agosto 2012 (art. 84) ma è appli­ca­bile alle suc­ces­sioni aperte dal 17 agosto 2015.

Le norme di con­flitto esi­stenti negli Stati membri sono disap­pli­cate in virtù del prin­cipio dipre­mi­nenza” del diritto comu­ni­tario sul diritto interno dei Paesi membri. Segna­ta­mente sono disap­pli­cati, sia pur con qualche ecce­zione, gli artt. da 46 a 50, ma anche, ed esclu­si­va­mente con riguardo alle suc­ces­sioni mortis causa, l’art. 13 (rinvio) e l’art. 11 (difetto di giu­ri­sdi­zione) della Legge 218/95 (d.i.p.).

Il Rego­la­mento vin­cola tutti gli Stati membri del­l’U­nione Europea ad ecce­zione di Dani­marca, Regno Unito e Irlanda.

Il cri­terio di col­le­ga­mento unico per tutti i Paesi membri scelto nel Rego­la­mento sulle suc­ces­sioni è la “resi­denza abi­tuale del de cuius al momento della morte”, che opera sia per sta­bi­lire la giu­ri­sdi­zione sia per deter­mi­nare la legge appli­ca­bile alla successione.

Allo stesso modo è stata det­tata una regola unica che pre­vede la facoltà di sce­gliere la legge appli­ca­bile alla suc­ces­sione (nei limiti sta­bi­liti dal­l’art. 22), prima non pre­sente in molti ordi­na­menti nazionali.

È stato poi affer­mato il prin­cipio della “unità della suc­ces­sione”, dispo­nen­dosi l’ap­pli­ca­bi­lità all’in­tera suc­ces­sione di un’u­nica legge, volta a disci­pli­nare ogni aspetto, “dal­l’a­per­tura fino al tra­sfe­ri­mento della pro­prietà dei beni che fanno parte del­l’e­re­dità ai bene­fi­ciari, com­presa l’am­mi­ni­stra­zione del patri­monio ere­di­tario”.

Il cri­terio della “resi­denza abi­tuale” obbe­disce al prin­cipio di pros­si­mità, ossia della vici­nanza lato sensu sia tra la legge appli­ca­bile e l’au­to­rità chia­mata ad appli­carla (coin­ci­denza tra forum e ius), sia tra la legge appli­ca­bile e il centro degli inte­ressi del de cuius.

In questo modo si con­sente ai giu­dici, nella mag­gior parte delle ipo­tesi, di appli­care la legge del foro, evi­tando così le dif­fi­coltà e i pos­si­bili errori dipen­denti dal­l’ap­pli­ca­zione di leggi straniere.

il cri­terio dellanazio­na­lità” sinora adot­tato ha, infatti, creato non poche dif­fi­coltà appli­ca­tive legate all’ac­cer­ta­mento della legge stra­niera appli­ca­bile alla suc­ces­sione soprat­tutto negli Stati oggetto di una forte immigrazione.

Manca, però, nel Rego­la­mento (così come negli altri stru­menti) una defi­ni­zione di resi­denza abi­tuale. I “con­si­de­rando” (23) (24) e (25) for­ni­scono, tut­tavia, delle indi­ca­zioni rile­vanti per com­pren­dere tale nozione.

La giu­ri­spru­denza della Corte di Giu­stizia, ema­nata in rela­zione ad altri Rego­la­menti (in par­ti­co­lare Bru­xelles II bis), ha indi­vi­duato la resi­denza abi­tuale come il “luogo in cui l’in­te­res­sato ha fis­sato, con voluto carat­tere di sta­bi­lità, il centro per­ma­nente dei propri inte­ressi”.

Ai fini della deter­mi­na­zione del luogo della resi­denza abi­tuale occorre tener conto di tutte le cir­co­stanze di fatto che con­tri­bui­scono alla sua costi­tu­zione. In par­ti­co­lare, deve essere presa in con­si­de­ra­zione la resi­denzaeffet­tiva” e “suf­fi­cien­te­mente sta­bile” (cioè non “tem­po­ranea” e nep­pure “occa­sio­nale”).

Il Rego­la­mento postula che cia­scun sog­getto abbia una sola resi­denza abi­tuale e che questa sia sempre individuabile.

L’in­di­vi­dua­zione della resi­denza abi­tuale può tal­volta essere non age­vole, fon­dan­dosi su ele­menti di fatto non tutti accer­ta­bili in via docu­men­tale. Quello in parola è, inoltre, un cri­terio insta­bile, potendo la resi­denza abi­tuale essere modi­fi­cata più volte nel corso della vita, con con­se­guente varia­zione della legge appli­ca­bile alla successione.

Alla luce delle inter­ve­nute novità nor­ma­tive risul­terà deter­mi­nante l’ap­porto di un esperto con­su­lente patri­mo­niale il quale, ben cono­scendo tutte le oppor­tu­nità offerte dalle leggi sulla suc­ces­sione in Europa, potrà for­nire una ade­guata assi­stenza spe­ci­fica, ricor­dando che sempre più fami­glie hanno i loro “poten­ziali legit­ti­mari” resi­denti in diversi Paesi d’Europa.

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Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategie d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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