La continua verifica della Trasparenza di un Trust

In un precedente articolo abbiamo parlato della differenza tra un Trust Opaco ed un Trust Trasparente, evidenziandone anche gli aspetti più vantaggiosi.

Quello che non deve sfuggire al trustee, così come chiarito dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 48 del 06/08/2007, è la verifica continua dei requisiti di trasparenza oppure opacità della situazione soggettiva del trust perché eventi nel tempo possono causare questa modifica.

Ricordiamo che:

  • I redditi dei trust con beneficiari individuati (trust trasparenti) vengono imputati per trasparenza ai beneficiari così come previsto dall’articolo 73, comma 2 del TUIR.
  • I redditi dei trust senza beneficiari individuati (trust opachi) vengono tassati direttamente in capo ai trust perché riconosciuti come enti di autonoma capacità contributiva con i loro riconoscimento alla soggettività ai fini IRES e quindi rifacenti all’articolo 73, comma 1 del TUIR.

Senza dimenticare che non è l’unico requisito esaustivo che può distinguere un trust opaco da un trust trasparente, in quanto è importante anche analizzare la “discrezionalità” del trustee di assegnare i beni ed i frutti nel fondo del trust, e ne parleremo in un futuro articolo.

Ritornando alla verifica costante che il trustee deve effettuare per differenziare un trust trasparente da un trust opaco, elenchiamo quelle che possono essere le tipologie di beneficiario:

  • beneficiari con spettanze solo sul reddito;
  • beneficiari a cui spettano determinati redditi di determinati beni;
  • beneficiari vitalizi;
  • beneficiari sottoposti a condizioni;
  • beneficiari individuabili dopo una certa età;
  • beneficiari solo di capitali;
  • altre tipologie di beneficiari.

Quindi, per concludere, è plausibile la possibilità che un trustee si ritrovi, nell’ambito della compilazione della dichiarazione dei redditi, a determinare il reddito imponibile in modo misto, dove assegnerà per trasparenza alcuni redditi a determinati beneficiari, mentre altri saranno tassati in capo al trust subendone direttamente la tassazione. Sarà sua cura mantenere una contabilità separata per categoria di beneficiari.

Si conferma, pertanto, l’importanza di scegliere il Consulente Patrimoniale in grado di scrivere in atto istitutivo di trust, che quasi sempre è stilato da più professionisti i quali hanno competenze trasversali.

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Scritto da
Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategia d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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