Mi trasferisco negli Emirati Arabi Uniti, quali conseguenze per la mia successione?

Mi trasferisco negli Emirati Arabi Uniti, quali conseguenze per la mia successione?

Se possiedi un patrimonio e ti trasferisci negli Emirati Arabi Uniti (EAU) devi attivare alcuni strumenti, dai più semplici ai più complessi, per evitare spiacevoli sorprese in materia successoria, in quanto le regole sulla successione negli EAU sono differenti da quelle in Italia.

Se non vengono adottati strumenti di tutela e protezione del patrimonio, infatti, sarà il Tribunale degli EAU a decide quale legge applicare alla tua successione.

La legge sulle successioni in generale

Il trasferimento di residenza per un cittadino italiano negli Emirati Arabi Uniti lo assoggetta alle regole successorie di quel Paese, disciplinate dalla Legge Federale n. 5 del 1985, paragonabile al nostro codice civile, e dalla Legge Federale n. 28 del 2005, che disciplina gli Affari Personali dei residenti.

Queste leggi federali si applicano a tutti i residenti e si fondano sui principi della Sharia (sistema di regole basate sugli insegnamenti del Corano).

La stessa legge della Sharia si applica o non si applica, in tema di successioni, su base soggettiva per i residenti negli EAU se sono musulmani o non musulmani e anche se sono o non sono cittadini degli Emirati.

In generale possiamo dire che i cittadini musulmani sono obbligati ad essere trattati secondo le regole della Sharia.
Per i cittadini stranieri che abbiano fatto testamento viene applicata, invece, la legge di cittadinanza del defunto, salvo che quest’ultimo possieda un immobile negli EAU diventando soggetto alle regole della Sharia. Il codice civile degli Emirati prevede, infatti, che i diritti relativi alla proprietà immobiliare siano regolati dalla legge del Paese in cui si trova l’immobile. Per i cittadini stranieri che non abbiano fatto testamento il Tribunale degli Emirati Arabi decide quale legge applicare. Nella maggior parte dei casi, le sentenze sono a favore della legge della Sharia.

Anche se alcuni ritengono che sia possibile applicare la legge del testatore straniero, per gli immobili detenuti negli EAU dobbiamo ricordare che un giudice decide sempre caso per caso, non essendoci chiarezza nella normativa, e sovente capita di leggere pareri contrastanti che spingono a consigliare sempre la massima cautela nell’intestazione del bene immobiliare.
Quindi se la Corte decide di applicare la legge della Sharia, l’identificazione degli eredi legittimi avverrà secondo le sue regole.

Anche negli EAU ci sono diversi gradi di giudizio con tempistiche molto lunghe e costose. Per questo motivo è sempre preferibile che l’acquisto degli immobili negli EAU sia veicolato attraverso canali societari.

La legittima secondo la Sharia

Il calcolo della quota della legittima è molto complesso secondo il metodo della Sharia. In linea di massima possiamo dire che nel caso il de cuius lasci la moglie, un figlio maschio ed una figlia femmina le quote solo le seguenti:

  • 1/8 moglie
  • 2/3 figlio
  • 1/3 figlia
  • figli illegittimi: sempre esclusi
  • figli adottati: sempre esclusi

Casi particolari

Nel caso in cui vi sia un figlio non ancora nato, tutto viene congelato fino alla sua nascita, in attesa di verificarne il sesso. Nel caso in cui il de cuius non abbia eredi, i beni localizzati negli EAU vanno allo Stato.

Gli strumenti di protezione e pianificazione del patrimonio

Il testamento

La redazione del testamento consente al testatore di chiarire la propria volontà in merito alla successione e di prestabilire le quote destinate ai propri eredi.

I cittadini di religione islamica non hanno la necessità di redigere un testamento in quanto i princìpi della Sharia garantiscono loro diritti predeterminati su tutte le quote.

Per gli stranieri, le leggi federali sulle successioni non fanno chiarezza se la successione è applicabile soltanto ai beni posseduti negli EAU oppure in tutto il mondo e, considerato che in moltissimi Paesi la legge applicabile è quella della residenza abituale del de cuius, il testamento è il primo strumento necessario per chiarire la propria volontà su chi siano gli eredi e quale legge applicare. Infatti, nel caso in cui il de cuius abbia fatto testamento, i giudici degli Emirati hanno solo l’obbligo di verificare la veridicità del testamento in base alle leggi del Paese di cittadinanza del defunto.

Attingendo dalla mia personale esperienza professionale, posso affermare che il testamento pubblico non è sempre la migliore soluzione, essendoci altre metodologie che favoriscono il lavoro di verifica svolto dalla Corte degli Emirati Arabi. È vero che il testamento può essere realizzato ovunque ed è anche vero che il giudice emiratino deve verificarne la validità sulla base della legge nazionale del de cuius.

Tuttavia è consigliabile, laddove sia redatto all’estero, che il testamento sia autenticato e legalizzato davanti all’Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti.
La redazione del semplice testamento, infatti, mette al riparo il reddito da alcune spiacevoli sorprese in caso di decesso di un prossimo congiunto e comporta la necessità di accedere alle Corti emiratine per dimostrare la propria qualità di erede legittimo in forza di un valido testamento.

Altri strumenti

L’istituzione di Trust o la costituzione di società immobiliari oppure la donazione sono ulteriori strumenti validi che vanno vagliati caso per caso sulla base del patrimonio e delle caratteristiche soggettive degli eredi.

Collazione

Secondo la legge della Sharia, in successione cade tutto quanto in possesso del de cuius escludendo le donazioni in vita. A differenza delle regole italiane, negli EAU non si applica la collazione, che vede sommare il patrimonio donato con il patrimonio caduto in successione, comunemente chiamato in Italia donatum e relictum.

Tutela dei minori e privi di capacità d’agire

La Legge Federale n. 28 del 2005 che disciplina gli Affari Personali obbliga la nomina di un tutore in caso di presenza di minori o soggetti privi di capacità d’agire; nel caso dei minori, il tutore viene meno al compimento del 18esimo anno di età solo dietro espressa rinuncia dell’erede stesso che è divenuto maggiorenne.

DIFC Wills And Probate Registry (novità)

La DIFC Autority, organo di governo della zona franca finanziaria di Dubai (Dubai International Financial Center) ha creato il DIFC Wills And Probate Registry, un Registro che consente ai residenti stranieri non musulmani con più di 21 anni di età, di registrare un testamento scritto in inglese presso la DIFC Court.
Tale testamento potrà dunque essere reso esecutivo in Dubai e negli Emirati Arabi Uniti da un ordine della DIFC Courts e regolerà la successione degli stranieri con maggiore certezza e soprattutto al di fuori delle penalizzanti regole del diritto islamico, rimuovendo ogni elemento di ambiguità e sottraendo l’interessato all’alea e ai costi delle corti emiratine.

In termini di costi, la registrazione del testamento presso il DIFC ammonta a circa € 2.500,00 oltre i costi di redazione; un prezzo che, tuttavia, appare più che ragionevole atteso che consente di porre il proprio patrimonio al riparo da spiacevoli sorprese per sé e i propri familiari.

Conclusioni

Per concludere, è bene ricordare che nella maggior parte dei Paesi del mondo la legge applicabile in caso di successione è quella dell’ultima residenza del de cuius. A prescindere dal caso esaminato, la regola di pianificare e proteggere il proprio patrimonio a tutela dei propri cari è un’attività che va fatta sempre in qualunque Paese si decida di risiedere.

 

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Piero Di Bello
Scritto da
Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategia d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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