Nuovo colpo basso del Fisco per la notifica delle Cartelle Esattoriali?

Atti tributari nella cassetta delle lettere!

L’a­gente postale, che non ha fun­zione di pub­blico uffi­ciale, potrà, per tutto il mese di giugno, immet­tere diret­ta­mente nella cas­setta delle let­tere e senza rac­co­gliere la firma del desti­na­tario o di un qua­lunque addetto alla sua rice­zione, tutti gli atti tri­bu­tari, sia di accer­ta­mento che di riscos­sione. E cer­ti­fi­care di avere tro­vato in sede il desti­na­tario o un suo legit­ti­mato quando, in effetti, ciò potrebbe non essere veri­tiero e, comunque, non pro­va­bile a poste­riori dal contribuente.

Con l’arti­colo 67 del DL 17 marzo 2020 n.18 (c.d. Cura Italia), il legi­sla­tore ha sospeso le atti­vità di accer­ta­mento, liqui­da­zione e di riscos­sione degli uffici impo­si­tori pre­ve­dendo il 1° giugno 2020 quale ter­mine della loro ripresa. Il primo periodo del­l’art. 67, che pre­vede la sospen­sione di tali atti­vità era­riali, deve coor­di­narsi neces­sa­ria­mente con l’art 108 del mede­simo DL lad­dove è pre­visto che «dalla data di entrata in vigore del pre­sente decreto e fino al 30 giugno 2020 (…) per lo svol­gi­mento del ser­vizio postale rela­tivo agli invii rac­co­man­dati (…) nonché per lo svol­gi­mento dei ser­vizi di noti­fi­ca­zione a mezzo posta, di cui alla legge 20 novembre 1982, n.890 (…) gli ope­ra­tori postali pro­ce­dono alla con­segna dei sud­detti invii e pacchi mediante pre­ven­tivo accer­ta­mento della pre­senza del desti­na­tario o di per­sona abi­li­tata al ritiro, senza rac­co­glierne la firma con suc­ces­siva immis­sione del­l’invio nella cas­setta della cor­ri­spon­denza del­l’a­bi­ta­zione, del­l’uf­ficio o del­l’a­zienda, al piano o in altro luogo, presso il mede­simo indi­rizzo, indi­cato con­te­stual­mente dal desti­na­tario o dalla per­sona abi­li­tata al ritiro».

Ora, se da un lato è meri­toria la tutela degli addetti alla noti­fica tenuto conto della grave emer­genza, ciò andrebbe cer­ta­mente a disca­pito dei con­tri­buenti che potreb­bero non venire effet­ti­va­mente a cono­scenza della noti­fica degli atti.
Tale coor­di­na­mento di norme rap­pre­senta, inoltre, una vera e pro­pria deroga alle norme di cui alla legge 890/1982 nonché a quanto pre­visto dallo Sta­tuto del Con­tri­buente (legge 212/2000) lad­dove all’ar­ti­colo 6 sta­tuisce che l’am­mi­ni­stra­zione finan­ziaria deve assi­cu­rare l’ef­fet­tiva cono­scenza da parte del con­tri­buente degli atti a lui desti­nati.
Tale modus ope­randi di noti­fica potrebbe, altresì, deter­mi­nare incer­tezze in merito al dies a quo dei ter­mini di pre­scri­zione e deca­denza delle imposte nonché dei con­tri­buti pre­vi­den­ziali e assi­sten­ziali.

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Scritto da
Pietro Semeraro

Avvocato tributarista, pubblicista, relatore ed esperto delle dinamiche del processo tributario. Appassionato difensore dei diritti dei contribuenti, esperto nella gestione delle verifiche fiscali, degli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate e del contenzioso con l’Erario.

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Avvocato tributarista, pubblicista, relatore ed esperto delle dinamiche del processo tributario. Appassionato difensore dei diritti dei contribuenti, esperto nella gestione delle verifiche fiscali, degli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate e del contenzioso con l’Erario.