Decreto Rilancio: nuove Sospensioni di Versamenti, ma con una babele di termini

Il Decreto Rilancio, oltre ad aver intro­dotto diverse misure di sostegno per imprese e fami­glie, pre­vede anche una sezione dedi­cata alle misure di carat­tere fiscale. In par­ti­co­lare, il Decreto Rilancio è inter­ve­nuto anche in tema di sospen­sione dei ver­sa­menti deri­vanti da atti impo­si­tivi, in sca­denza fra l’8 marzo e il 31 maggio.

Occorre ricor­dare, infatti, che i diversi decreti-legge già in vigore (i.e., Decreto Cura Italia e Decreto Liqui­dità) hanno pre­visto la sospen­sione dei ver­sa­menti deri­vanti da car­telle di paga­mento e da avvisi di accer­ta­mento noti­fi­cati dall’Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda le car­telle di paga­mento, i paga­menti in sca­denza fra l’8 marzo e il 31 maggio sono stati in un primo momento pro­ro­gati al 30 giugno dal Decreto Cura Italia; ora invece il Decreto Rilancio ha esteso ulte­rior­mente il periodo di sospen­sione fino al 31 agosto, con pro­roga dei ver­sa­menti al 30 settembre.

Altro ambito su cui è inter­ve­nuto il Decreto Rilancio, è la pro­roga dei ver­sa­menti deri­vanti da avvisi bonari. Questi atti, infatti, erano stati in un primo momento del tutto esclusi da qual­siasi forma di sospensione.
In sostanza, tutti quei con­tri­buenti che si sono visti reca­pi­tare un avviso bonario prima del loc­k­down, hanno dovuto comunque prov­ve­dere al ver­sa­mento, per godere della ridu­zione san­zio­na­toria, pur nel dif­fi­cile periodo che stiamo vivendo.

Per for­tuna è inter­ve­nuto il legi­sla­tore che ha rico­no­sciuto una rimes­sione in ter­mini per quei con­tri­buenti desti­na­tari di avvisi bonari in sca­denza fra l’8 marzo e il 31 maggio.
Per questi atti, i con­tri­buenti che ancora non lo abbiano fatto, potranno pro­ce­dere al ver­sa­mento entro il 16 set­tembre pros­simo e il ver­sa­mento potrà essere sud­di­viso anche in 4 rate men­sili di pari importo.
Lo stesso ter­mine del 16 set­tembre, inoltre, sempre dopo il Decreto Rilancio, vale anche per le rate deri­vanti da atti di accer­ta­mento con ade­sione, con­ci­lia­zioni e media­zioni, in sca­denza fra l’8 marzo e il 31 maggio.

Entro il 16 set­tembre, poi, i con­tri­buenti potranno impu­gnare gli avvisi di accer­ta­mento i cui ter­mini di impu­gna­zione sca­dono entro il 31 maggio. Sul punto, però, serve grande atten­zione. La pro­roga al 16 set­tembre vale solo per gli atti che sca­dono (con­si­de­rando la sospen­sione dei ter­mini per via del Coro­na­virus) entro il 31 maggio; se con la sospen­sione dei ter­mini, invece, la sca­denza per l’impugnazione cade in giugno, la pro­roga a set­tembre non può valere.

Gli avvisi inte­res­sati da questa babele di ter­mini sono quelli noti­fi­cati nei primi due mesi del 2020.

Si con­si­glia, quindi, a tutti quei con­tri­buenti che abbiano rice­vuto atti dal­l’A­genzia delle Entrate a inizio anno, di ana­liz­zare atten­ta­mente (con l’aiuto di un pro­fes­sio­nista) quali siano i ter­mini cor­retti entro cui con­te­stare quanto accer­tato dal Fisco; ogni errore sul punto può costare carissimo!

Con­di­vidi
Tieniti sempre aggiornato!
Unisciti al nostro Canale Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo sul questo Blog.
Hai bisogno della nostra consulenza?
Ti richiameremo per una prima valutazione gratuita relativa al tuo caso.
Scritto da
Pietro Semeraro

Avvocato tributarista, pubblicista, relatore ed esperto delle dinamiche del processo tributario. Appassionato difensore dei diritti dei contribuenti, esperto nella gestione delle verifiche fiscali, degli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate e del contenzioso con l’Erario.

Visualizza tutti gli articoli
Scritto da Pietro Semeraro

Pietro Semeraro

Avvocato tributarista, pubblicista, relatore ed esperto delle dinamiche del processo tributario. Appassionato difensore dei diritti dei contribuenti, esperto nella gestione delle verifiche fiscali, degli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate e del contenzioso con l’Erario.