Il Fondo Patrimoniale post Rilascio di Garanzia: rischi e tutele

Sempre più spesso mi trovo d’a­vanti ad impren­di­tori che, dietro con­si­glio dei propri con­su­lenti, mi chie­dono se sia legale costi­tuire un Fondo Patri­mo­niale a tutela dei beni della fami­glia dopo che hanno rila­sciato una fide­ius­sione a tutela di un obbli­ga­zione sociale.

Innan­zi­tutto ricor­diamo che il Fondo Patri­mo­niale è uno stru­mento giu­ri­dico disci­pli­nato dal­l’ar­ti­colo 167 e seguenti del Codice Civile attra­verso il quale i coniugi, oppure un terzo, desti­nano deter­mi­nati beni (alcuni o tutti) al sod­di­sfa­ci­mento dei bisogni della fami­glia.
I beni che ven­gono con­fe­riti nel Fondo Patri­mo­niale creano un patri­monio sepa­rato, sog­getto ad un vin­colo di desti­na­zione (bisogni della fami­glia) ed aggre­di­bile dai terzi sol­tanto in casi par­ti­co­lari.

Trat­tan­dosi di uno stru­mento giu­ri­dico molto deli­cato, è impor­tante rivol­gersi ad un Con­su­lente Patri­mo­niale e non al sem­plice notaio.

Ma cosa si intende per bisogni della famiglia?

I bisogni sono sosten­ta­mento, vitto, vestiario, abi­ta­zione, edu­ca­zione, istru­zione della prole, cure mediche, vacanze e tutto ciò che è atti­nente al man­te­ni­mento del benes­sere mate­riale e spi­ri­tuale della fami­glia e del poten­zia­mento delle sue capa­cità lavo­ra­tive.

Fatta questa pre­messa, si pensi adesso allo sce­nario che mi ha spinto a scri­vere questo arti­colo: un padre di fami­glia, impren­di­tore ed ammi­ni­stra­tore di una società che, al fine di garan­tire un con­tratto azien­dale, rila­scia una fide­ius­sione ban­caria a garanzia della buona ese­cu­zione del con­tratto azien­dale.

Il padre di fami­glia, dopo la firma, si rende conto che, nel caso il con­tratto non sia rispet­tato, l’in­tero patri­monio potrebbe essere aggre­dito dalla banca per il recu­pero della fide­ius­sione ban­caria uti­liz­zata in favore del cre­di­tore, quindi va dal suo com­mer­cia­lista che gli con­si­glia di isti­tuire un Fondo Patri­mo­niale ai sensi del­l’Ar­ti­colo 167 del codice civile.

Quali sono le azioni che i creditori possono esperire per aggredire, con azioni esecutive, i beni inclusi nel patrimonio?

Azione Revo­ca­toria in base all’ar­ti­colo 2901 del Codice Civile.

Innan­zi­tutto va ricor­dato che l’ar­ti­colo 170 del Codice Civile pre­vede che «i cre­di­tori pos­sono espe­rire azioni ese­cu­tive sui beni inclusi nel fondo patri­mo­niale e sui rela­tivi frutti solo per debiti con­tratti per il sod­di­sfa­ci­mento dei bisogni della fami­glia o, in alter­na­tiva, per i debiti con­tratti per scopi estranei a detti bisogni, ove i cre­di­tori abbiamo igno­rato tale estra­neità».

Quindi, nel caso in cui la garanzia fide­ius­soria venga escussa a fronte del­l’i­na­dem­pi­mento con­trat­tuale, la banca agirà di regresso verso la società; nel caso di inca­pienza, si rivol­gerà all’im­pren­di­tore che ha sot­to­scritto la fide­ius­sione; infine, se inca­piente que­st’ul­timo con il pro­prio patri­monio, si vedrà costretta ad atti­vare un’a­zione revo­ca­toria ai sensi del­l’ar­ti­colo 2901 del Codice Civile.
Infatti tale revo­ca­toria è dichia­rata facil­mente inef­fi­cace soprat­tutto quando è a titolo gra­tuito, come in questo caso il Fondo Patri­mo­niale.

Ricor­diamo che il ter­mine per l’atto di revo­ca­toria ai sensi del­l’ar­ti­colo 2901 del Codice Civile è di 5 anni, tra­scorsi i quali non è più espe­ri­bile.

La costi­tu­zione del Fondo Patri­mo­niale è valida a par­tire dal giorno in cui viene anno­tata a mar­gine del­l’atto di matri­monio.

Pochi sanno che esi­stono altre forme di tutela del cre­dito, più fles­si­bili e ver­sa­tili, come pre­visto dal­l’ar­ti­colo 2929 bis del Codice Civile in base al quale il cre­di­tore munito di titolo ese­cu­tivo «che sia pre­giu­di­cato da un atto del debi­tore, di costi­tu­zione di vin­colo di indi­spo­ni­bi­lità o di alie­na­zione, che ha per oggetto beni immo­bili o mobili iscritti in pub­blici regi­stri, com­piuto a titolo gra­tuito suc­ces­si­va­mente al sor­gere del cre­dito, può pro­ce­dere a ese­cu­zione for­zata, ancorché non abbia pre­ven­ti­va­mente otte­nuto sen­tenza dichia­ra­tiva di inef­fi­cacia, se tra­scrive il pigno­ra­mento nel ter­mine di un anno dalla data in cui l’atto è stato tra­scritto».

In questo caso quali sono le difese dell’imprenditore?

Al fine di con­tra­stare l’a­zione del cre­di­tore ai sensi del­l’ar­ti­colo 2929 bis del Codice Civile sarà neces­sario invo­care l’ar­ti­colo 170 del Codice Civile, for­nendo prova del­l’e­stra­neità del debito ai bisogni della fami­glia e che il cre­di­tore fosse a cono­scenza di tale estra­neità del debito, che è di natura azien­dale e non fami­liare.
A questo riguardo ci viene incontro l’or­di­nanza della Corte di Cas­sa­zione n.5369 del 27 feb­braio 2020 che, come ripor­tato in un pre­ce­dente arti­colo, ha respinto il ricorso del­l’A­genzia delle Entrate riget­tando l’i­scri­zione di ipo­teca sui beni nel Fondo Patri­mo­niale perché il debito del con­tri­buente era ine­rente una par­te­ci­pa­zione e non ai bisogni della fami­glia. Natu­ral­mente il tutto sup­por­tato da prova docu­men­tale.
Ovvia­mente il caso sarebbe stato ben diverso se il debito fosse stato impu­ta­bile all’im­pren­di­tore come impresa indi­vi­duale o come lavo­ra­tore auto­nomo.

Per con­clu­dere, il Fondo Patri­mo­niale è indub­bia­mente uno stru­mento giu­ri­dico effi­cace ma molto com­plesso; si riba­disce quanto sia oppor­tuno, quindi, rivol­gersi ad un Con­su­lente Patri­mo­niale e non fer­marsi alla figura del notaio che, nella mag­gior parte dei casi, si ser­virà di un modello base sul quale vi farà porre una firma.
Inoltre esi­stono diversi isti­tuti e rap­porti giu­ri­dici che pos­sono tute­lare la fami­glia, che vanno sele­zio­nati a seconda dei casi spe­ci­fici, con­fi­gu­rati cor­ret­ta­mente e for­ma­liz­zati nei tempi pre­visti.

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Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategie d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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