Youtuber: la vera Tassazione dei Tuoi Utili la decidi Tu!

Caro Youtuber, il tuo commercialista ti ha mai posto la domanda: “Quante tasse vuoi pagare?”.
E non mi riferisco a quei “consulenti furbetti” che propongono soluzioni al di fuori della legalità o addirittura istigano i propri clienti a commettere reati in ambito fiscale, sebbene ve ne siano non pochi, purtroppo.
Alcuni professionisti, infatti, sono consapevoli di agire illegalmente; altri, seppure in buona fede, sono semplicemente impreparati al punto da inventare strategie che sfociano inevitabilmente nell’illegalità.

Può anche capitare di scegliere un regime fiscale inappropriato al proprio caso specifico, ad esempio, perché il commercialista pone il proprio cliente dinanzi ad un ventaglio di informazioni poco chiare oppure incomplete.

Taluni professionisti (mi auguro inconsapevolmente!) propongono al proprio cliente la costituzione di società estere facendo ricadere il proprio cliente nel reato di esterovestizione.

A tal proposito, sento parlare spesso di professionisti che suggeriscono di aprire società a Malta, in Bulgaria o in altri Paesi a tassazione agevolata, sebbene di fatto non sia così, anche quando si agisce nella legalità, poiché il risparmio può essere assolutamente illusorio.

Facciamo un esempio, per comprendere di cosa parliamo, ipotizzando che il commercialista ti stia suggerendo di prendere in considerazione la possibilità di una società all’estero.

«In Italia si pagano troppe tasse, a Malta soltanto il 5%.»

(Anonimo Commercialista impreparato)

Quante volte ho sentito dire una fesseria simile!
È un’affermazione sbagliata perché a Malta si paga il 35% sul reddito delle società, ed il famigerato “rimborso dei 6/7” è concesso se la tua società è detenuta da una holding non residente in Malta.
Quindi la tua holding in Italia pagherà anch’essa le imposte, ed avrai bisogno di un commercialista in Malta, un commercialista in Italia, di pagare le imposte in entrambi i Paesi e di ripagare la distribuzione del dividendo in Italia, oltre ad un amministratore unico in Malta. Infine non dimenticare che anche negli altri Paesi è richiesto il versamento dei contributi previdenziali.
A conti fatti lavorerai per far arricchire gli altri!

L’errore più comune che si commette quando si ipotizza di andare all’estero è quello di non considerare tutti i costi effettivi cui si andrebbe incontro.
Eccoti un elenco di quelli principali da tenere presente:

  • i costi di viaggi e trasferte;
  • i costi previdenziali;
  • le imposte locali;
  • il costo dei consulenti;
  • il costo dell’amministratore estero;
  • le regole da adottare in Italia per non cadere in reati fiscali.

Quale soluzione adottare, allora?

Alla domanda iniziale “Quante tasse vuoi pagare?” si può risponde analizzando ogni specifico caso e ottimizzando, attraverso strumenti legali e trasparenti, la propria attività in Italia (se si vuol essere residenti in Italia).

Nei precedenti articoli dedicati agli Youtubers abbiamo parlato della tassazione delle pubblicità video e della tassazione delle sponsorizzazioni e contributi sociali INPS, mentre adesso verifichiamo la tassazione attualizzabile secondo le tue scelte.

I prospetti che seguono prendono in considerazione i differenti redditi (utili) prima delle imposte, con il calcolo della relativa pressione fiscale.

Partita IVA Individuale – Regime Forfettario

Reddito € 50.000
Reddito Imponibile 67% € 33.500
Imposta Sostitutiva 15% € 5.025
INPS Fissi € 3.800
INPS IVS € 4.573
Totale Imposte e Contributi € 13.398
Pressione Fiscale Totale 26,79%

Partita IVA Individuale – Regime Semplificato

Reddito € 70.000
IRPEF € 23.370
INPS Fissi € 3.800
INPS IVS € 13.596
Totale Imposte e Contributi € 40.766
Pressione Fiscale Totale 58,23%

S.r.l. (Società a Responsabilità Limitata)

Reddito € 200.000
IRES + IRAP € 57.640
Imposta Dividendo € 37.012
INPS Fissi € 3.800
INPS IVS € 14.832
Totale Imposte e Contributi € 113.104
Pressione Fiscale Totale 56,55%

Trust + S.a.s.

Reddito € 500.000
IRES + IRAP € 144.100
Imposta Dividendo € 0
INPS Fissi € 3.800
INPS IVS /
Totale Imposte e Contributi € 147.900
Pressione Fiscale Totale 29,58%

Trust + S.r.l 

Reddito € 500.000
IRES + IRAP € 144.100
Imposta Dividendo € 19.000
INPS Fissi € 3.800
INPS IVS /
Totale Imposte e Contributi € 166.900
Pressione Fiscale Totale 29,95%
Trust + S.a.s. e Trust + S.r.l.

Sulla base del volume d’affari è possibile costruire strutture legali con una pressione fiscale equa e sostenibile.
Analizzando queste ultime due strutture possiamo stilare una lista di vantaggi e svantaggi, a condizione che la tipologia di trust realizzata e la tipologia di S.r.l. costituita abbiano caratteristiche fiscalmente corrette; in caso contrario la fiscalità sale oltre il 50%, quindi evita il «fai da te» e stai alla larga dai consulenti improvvisati. Il trust, infatti, dovrà essere costituito con la meritevolezza, la discrezione e altri fondamentali requisiti.

Possiamo riepilogare brevemente i vantaggi e gli svantaggi del Trust associato a S.a.s oppure a S.r.l. come segue:

Vantaggi

  • È realizzabile con qualunque fatturato;
  • La tassazione massima pari al 29,58% può scendere tra il 18% ed il 20% se assistita da una consulenza strategica mirata e personalizzata;
  • La contribuzione previdenziale è fissa e permette una personalizzazione della pensione futura desiderata;
  • Consente la gestione della propria ricchezza e del proprio patrimonio con trasparenza;
  • Permette di avere una struttura sociale che calza come un “vestito sartoriale” su misura.

Svantaggi

  • Non è utilizzabile da chiunque, specialmente quando gli incassi sono relativamente bassi (ad esempio 50.000 euro l’anno) perché ha importanti costi di start‑up e istituzione.
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Scritto da
Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategie d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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