Il Trust Autodestinato e l’Imposta di Donazione

Abbiamo affron­tato, in pre­ce­denti arti­coli, gli aspetti legati a diverse tipo­logie di trust, come il trust per bene­fi­ciari e il trust di scopo, mentre oggi vedremo le carat­te­ri­stiche prin­ci­pali del trust auto­de­sti­nato.

Il trust auto­de­sti­nato è quel trust isti­tuito con bene­fi­ciario unico, o primo bene­fi­ciario, lo stesso dispo­nente. Ad esempio, si defi­nisce un trust come auto­de­sti­nato nel caso di un pro­fes­sio­nista che decida di isti­tuire tale trust indi­cando se stesso quale bene­fi­ciario, oppure quale primo bene­fi­ciario se stesso e, in caso di sua pre­mo­rienza, bene­fi­ciari i figli o altri parenti prossimi.

Perché in Italia il trust autodestinato è sempre più richiesto?

Sem­pli­ce­mente perché con il matu­rare della con­sa­pe­vo­lezza del van­taggio di segre­gare il patri­monio per­so­nale dalle vicende professionali/aziendali, sempre più impren­di­tori, pro­fes­sio­nisti e gente comune, deci­dono ricor­rere a questo stru­mento in gio­vane età oppure prima di intra­pren­dere un’esperienza impren­di­to­riale quando ancora non vi siano figli tra gli eredi.

Cosa avviene ai fini delle imposte di donazione?

Nono­stante l’Agenzia delle Entrate cerchi sempre di richie­derne la tas­sa­zione, è bene sapere che la Cas­sa­zione, attra­verso le sen­tenze numero 19167/2019, 16699/2019, 1131/2019, 10254/2020 e 10256/2020, ha riba­dito che il tra­sfe­ri­mento impo­ni­bile ai fini dell’imposta di dona­zione non è costi­tuito né dall’atto isti­tu­tivo di trust, né da quello di dota­zione patri­mo­niale fra dispo­nente e tru­stee, in quanto la base impo­ni­bile si forma sol­tanto all’atto di attri­bu­zione finale del bene al bene­fi­ciario poiché in esso si mani­festa una capa­cità con­tri­bu­tiva ex art. 53 della Costi­tu­zione.

Ricor­diamo che l’arti­colo 53 della Costi­tu­zione dice: «Tutti sono tenuti a con­cor­rere alle spese pub­bliche in ragione della loro capa­cità con­tri­bu­tiva. Il sistema tri­bu­tario è infor­mato a cri­teri di progressività.»

In con­clu­sione, quindi, all’atto di attri­bu­zione finale di trust pos­sono sus­si­stere i seguenti casi:

  1. attri­bu­zione dei beni al dispo­nente perché in vita: non sarà dovuto alcuna imposta;
  2. attri­bu­zione dei beni agli eredi del dispo­nente: sarà dovuta l’imposta tenendo conto delle fran­chigie e delle imposte pre­viste dall’articolo 2 comma 48 del Decreto Legge n. 262 del 2006.
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Scritto da
Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategie d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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