Testamento necessario per i coniugi senza Figli

Attraverso una campagna sviluppata su un campione di 2.000 intervistati nelle regioni Lombardia, Toscana e Lazio, abbiamo potuto ottenere una statistica significativa in risposta alla seguente domanda:

«Nel caso di una coppia senza figli, a chi spetta l’eredità quando uno dei coniugi viene a mancare?»

Le risposte hanno determinato quasi l’unanimità d’opinione:

  •  Il 92% degli intervistati ha dichiarato che «l’intero patrimonio del coniuge defunto va di diritto al coniuge superstite»;
  • Il restante 8% ha risposto «non lo so».

A guardare l’altissima percentuale di intervistati che ha fornito la medesima risposta, si potrebbe pensare che questa corrisponda alla realtà, ma non è affatto così.

Pur augurando lunga vita, prosperità e prole ad ogni coppia, non dobbiamo dimenticare che l’evento inaspettato può colpire chiunque ed in qualsiasi momento. 

Premettendo che le coppie sposate, senza figli e residenti in Italia che hanno redatto un testamento sono soltanto il 3%, in tutti gli altri casi in cui venga a mancare uno dei due coniugi si aprirebbe lo scenario che prende il nome di successione per legge. Questo è ciò che accade, infatti, quando il defunto coniuge non ha lasciato testamento.

In tal caso possiamo avere diverse ripercussioni sull’eredità del defunto che più precisamente prevedono le seguenti casistiche:

  1. Se è in vita soltanto il coniuge del de cuius, a questi spetta il 100% dell’eredità;
  2. Se sono in vita il coniuge ed i genitori del de cuius, l’eredità è assegnata per 2/3 al coniuge (con diritto di abitazione sull’eventuale immobile) e per 1/3 ai genitori in vita chiamati ascendenti.
  3. Se sono in vita il coniuge con uno o più fratelli e sorelle del de cuius, l’eredità è assegnata per 2/3 al coniuge (con diritto di abitazione sull’eventuale immobile) e per 1/3 ai fratelli e sorelle.
  4. Se sono in vita il coniuge, i genitori ed i fratelli e sorelle del de cuius, l’eredità è assegnata per 2/3 al coniuge (con diritto di abitazione sull’eventuale immobile), per 1/4 ai genitori, per 1/12 ai fratelli e sorelle.

Visti gli scenari differenti che potrebbero verificarsi, al fine di evitare inutili conflitti tra i familiari dovuti alle pretese sull’eventuale eredità, un ottimo consiglio è quello di affiancare al rito civile la redazione di un testamento (olografo o pubblico), che vada a disciplinare le volontà dei coniugi.

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Scritto da
Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategia d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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