Srl e Responsabilità Limitata spazzata via dalle recenti normative – Soluzioni

La prefazione

Il pre­sente con­tri­buto mira a rileg­gere in modo attento e scru­po­loso il nuovo testo del comma 6 dell’articolo 2476 del Codice Civile aggiunto dall’articolo 378 del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza pub­bli­cato in Gaz­zetta Uffi­ciale del 14 feb­braio 2019 in attua­zione della Legge 155 del 19 ottobre 2017, che ha rifor­mato le pro­ce­dure con­cor­suali o, come auto­re­voli magi­strati sosten­gono ed io con­cordo appieno, a riscri­vere la storia della pic­cola e media impresa, vero fulcro del tes­suto pro­dut­tivo ita­liano.

Amministratori di S.r.l. in pericolo

Il pre­detto arti­colo 378 del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza dispone che «Gli ammi­ni­stra­tori rispon­dono verso i cre­di­tori sociali per l’insolvenza degli obblighi ine­renti alla con­ser­va­zione del­l’in­te­grità del patri­monio sociale. L’azione può essere pro­posta dai cre­di­tori quando il patri­monio sociale risulta insuf­fi­ciente al sod­di­sfa­ci­mento dei loro cre­diti. La rinunzia all’a­zione da parte della società non impe­disce l’esercizio dell’azione da parte dei cre­di­tori sociali. La tran­sa­zione può essere impu­gnata dai cre­di­tori sociali sol­tanto con l’azione revo­ca­toria quando ne ricor­rono gli estremi.»

Quindi la Responsabilità Limitata delle S.r.l. dove è andata a finire?

Potremmo dire che non serve un esperto per capire che gli ammi­ni­stra­tori delle S.r.l. oggi rispon­dono con il pro­prio patri­monio per­so­nale nei con­fronti dei cre­di­tori sociali. Tut­tavia ho potuto con­fron­tarmi con diversi pro­fes­sio­nisti e col­leghi che hanno soste­nuto il con­trario senza una base di cono­scenza del nuovo codice e sup­po­nendo dif­fe­renti tesi senza alcun rife­ri­mento nor­ma­tivo.
Che dire, poveri i loro clienti.

Quello che a pochi è chiaro è il fatto che la capa­cità patri­mo­niale per­fetta del sog­getto giu­ri­dico è stata can­cel­lata con la norma del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

Quando questa norma verrà meta­bo­liz­zata, gli ammi­ni­stra­tori saranno cer­ta­mente sco­rag­giati dal­l’in­tra­pren­dere il ruolo di ammi­ni­stra­tore della società, visto l’inasprimento di respon­sa­bi­lità e le pene pre­viste nella sfera per­so­nale dell’imprenditore.

Soci della S.r.l. in pericolo

Un altro aspetto che mi trova spesso in con­trasto con alcuni col­leghi riguarda sempre l’autonomia patri­mo­niale per­fetta della società a respon­sa­bi­lità limi­tata, che dovrebbe con­durla a rispon­dere uni­ca­mente con il pro­prio patri­monio alle obbli­ga­zioni con­tratte, lasciando immuni i soci.
Se così fosse, come mai, in ambito tri­bu­tario, una società a respon­sa­bi­lità limi­tata con una stretta base sociale a cui ven­gono accer­tati mag­giori red­diti, tali red­diti devono essere impu­tati ed accer­tati in capo ai soci anche quando i soci non hanno incas­sato utili? E ciò avviene anche quando la società uti­lizza esclu­si­va­mente il cir­cuito ban­cario per pagare o incas­sare fat­ture, senza mai aver trat­tato dei con­tanti nella sua vita sociale.

E l’a­spetto più ecla­tante è che, esten­den­dosi la pre­tesa fiscale alle per­sone fisiche, esse ne rispon­dono con il loro patri­monio per­so­nale, con l’onere della prova ribal­tato.
La dia­vo­leria dell’onere della prova, in questo caso, non sta tanto nel dover dimo­strare di aver pro­dotto sol­tanto quel deter­mi­nato fat­tu­rato e flusso finan­ziario, ma nel pro­vare di non aver com­messo il fatto, che è cosa ben diversa.

Questa posizione, purtroppo, si è consolidata fino in Corte di Cassazione.

Nell’opinione di molti impren­di­tori, sup­por­tati da pro­fes­sio­nisti poco attenti nell’evoluzione della giu­ri­spru­denza, c’è la per­ce­zione che sia il fisco a dover dimo­strare o pro­vare che vi siano stati distri­buiti utili extra-con­ta­bili, mentre la realtà è ben diversa. Infatti la pre­sun­zione, che il fisco ha impa­rato bene ad uti­liz­zare — e che è stata aval­lata dalla Cas­sa­zione — inverte l’onere della prova a carico del con­tri­buente.

Se il contribuente non è in grado di dimostrare il contrario, dovrà soccombere e pagare.

Per queste ragioni oggi una società a respon­sa­bi­lità limi­tata è diven­tata una bomba ad oro­lo­geria.

Soluzioni

Quali sono le solu­zioni alter­na­tive per una società che vuole cre­scere?

Esi­stono diverse solu­zioni in ambito socie­tario, pre­senti nel codice civile, che pren­dono in esame rap­porti giu­ri­dici misti, e per­met­tono di sop­pe­rire a queste recenti modi­fiche nor­ma­tive. È impor­tante rivol­gersi a pro­fes­sio­nisti com­pe­tenti che sap­piano trac­ciare una nuova rotta e dise­gnare, nella lega­lità con­sa­pe­vole, una stra­tegia giu­ri­di­ca­mente valida come un vestito su misura.

Se un impren­di­tore vuole costi­tuire o ripia­ni­fi­care la pro­pria società a respon­sa­bi­lità limi­tata dovrà rive­dere tutto: l’amministrazione, l’organizzazione azien­dale, il pool di pro­fes­sio­nisti ed even­tual­mente anche la società stessa.

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Scritto da
Piero Di Bello

Appassionato e dinamico consulente esperto in Protezione e Pianificazione consapevole del Patrimonio delle famiglie e delle imprese, associato della prestigiosa Associazione “Il Trust in Italia”.
Esperto in Fiscalità Internazionale e Strategie d’Impresa, coadiuva continuamente gli imprenditori nel disegnare il proprio business.

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